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title: "Francesco De Gregori: la storia nella storia di noi stessi"
description: "Francesco De Gregori - La storia: i fatti vanno interpretati alla luce delle condizioni culturali e sociali, non riscritte a posteriori"
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date: 2023-05-28
author: Alberto Fraccacreta
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/francesco-de-gregori-la-storia-nella-storia-di-noi-stessi/
categories: [Spettacoli]
tags: [Evidenza, musica]
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# Francesco De Gregori: la storia nella storia di noi stessi

![Francesco De Gregori La storia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/05/Francesco-De-Gregori-La-storia.jpg)

Francesco De Gregori - La storia, dietro ogni testo c'è un contesto: i fatti vanno interpretati alla luce delle condizioni culturali e sociali, non riscritte a posteriori

Non sono infrequenti, in questo periodo, **gli attacchi alla storia**. Là dove la ***cancel culture ***vuole raschiare, basterebbe (per ciascuno di noi) un ripasso di filologia ed ecdotica. **Dietro a ogni testo** – nell'accezione più ampia del termine – **c'è un contesto insradicabile**: i fatti e le credenze vanno interpretate alla luce delle condizioni culturali e sociali, non riscritte a posteriori. (Senza per questo sminuire le importanti conquiste della modernità, da affermare e difendere). **Non si può riassemblare la storia a proprio uso e consumo né attuare una folle corsa alla *damnatio memoriae***, da cui non si salverebbe nemmeno Omero. (Che poi tutto ciò che è proibito acquisti invero maggior visibilità lo dimostra la straordinaria fioritura del *samizdat* in Unione Sovietica, nella seconda metà del secolo scorso...)

**Non è facile**, **però**, **giudicare la storia**. «Non ci sono fatti, solo interpretazioni» tuonava **Nietzsche** contro le sicurezze epistemologiche del positivismo. Estremo rullo compressore prospettico, però confermato dalle indeterminazioni della meccanica quantistica. Forse aveva ragione **Charles Péguy** – di cui ricorrono nel 2023 i centocinquant'anni dalla nascita – quando scriveva in "La nostra giovinezza": «Quello che c'è di più imprevisto è sempre l'evento. Basta avere vissuto un po' fuori dai libri di storia per sapere, per aver provato che tutto quello che si vuol far emergere è generalmente quello che accade di meno e quello che non si vuol far emergere è generalmente quello che accade». **Carlo Bo**, da fine interprete qual era, rimandava agli «uomini senza nome» l'eredità del pensiero péguyano: sarebbe giunto finalmente un momento in cui i reietti avrebbero incontrato il paladino dell'umiltà della storia...

**L'album** "**Scacchi e tarocchi**" **di** **Francesco De Gregori**, pubblicato da **Rca Italiana** nel **1985**, si apre con una delle più significative canzoni dedicate alla partecipazione collettiva nelle vicende umane: "**La storia**". È una riflessione sul valore della responsabilità etica delle azioni, che siano rette dal caso o da Dio (una traccia di disegno provvidenzialistico c'è in questo pezzo). «La storia siamo noi, / nessuno si senta offeso. / Siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo. / La storia siamo noi, attenzione, / nessuno si senta escluso. / La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare, / questo rumore che rompe il silenzio, / questo silenzio così duro da masticare». *Homo faber fortunae suae*: «È la gente che fa la storia» ammonisce il cantautore romano. L'immagine che chiude la canzone è bella ed efficace: come il frumento che biondeggia nella sua piena maturazione, la storia ha sì un senso, una direzione: che tutti i popoli, tutte le generazioni raggiungano escatologicamente la perfetta condizione umana, di bene e di speranza, contro ogni costrizione ideologica: «La storia siamo noi, / siamo noi padri e figli. / Siamo noi – bella ciao – che partiamo, / la storia non ha nascondigli, / la storia non passa la mano. / La storia siamo noi, / siamo noi questo piatto di grano».

 

di *Alberto Fraccacreta*
