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title: Furia ridicola e monologhi alti e bassi
description: "La follia di Blanco: 120 secondi di rabbia accolti da una bordata di fischi dall'Ariston. Poi i discorsi di Chiara Ferragni e Roberto Benigni."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-20-2.png
date: 2023-02-08
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/furia-ridicola-e-monologhi-alti-e-bassi/
categories: [Spettacoli]
tags: [Evidenza, sanremo2023, spettacoli]
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# Furia ridicola e monologhi alti e bassi

![Blanco Sanremo 2023](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-20-2.png)

La follia di Blanco: 120 secondi di rabbia accolti da una bordata di fischi dall'Ariston

Scegliamo di partire dai due minuti di** follia di Blanco**: spettacolare manifesto di come si possa mettere a rischio un’intera carriera o macchiarla in modo indelebile per l’assoluta incapacità di gestire le proprie emozioni e un banalissimo incidente da diretta, come il mancato ritorno in cuffia.

Partiamo dalla follia distruttrice del trionfatore del Festival dell’anno scorso (grazie al cielo solo i poveri fiori della Riviera sono stati devastati dallo stiloso cantante tramutatosi in un’imitazione delle mitologiche Erinni), perché **c’è molto di più nel suo momento di sbrocco**.

In quei 120 secondi di rabbia ridicola, accolti da una sacrosanta bordata di fischi dall’Ariston, **sono condensati tutti i successi ottenuti senza troppa consapevolezza, fatica, sudore, applicazione, rispetto del prossimo**. Non stiamo parlando tanto di Blanco, che ha semplicemente perso la testa, ma quanto di un modo di immaginare la vita, il successo e il fallimento.

Il ragazzo certo non se n’è accorto e tantomeno lo voleva, ma ci ha aiutato a vivere uno dei grandi rischi dei nostri tempi: **credere che i trionfi o l’insuccesso siano determinati solo da fattori esterni e indipendenti dalla qualità, capacità, impegno e gavetta di ciascuno**. È l’Italia che, se qualcosa non va, è sempre colpa degli altri, mai nostra. Istruttivo, come l’incredibile incapacità di chiedere semplicemente "scusa".

**Prima della tempesta floreale, a rubare la scena era stata [Chiara Ferragni](https://laragione.eu/life/spettacoli/ferragni-non-sono-mio-marito-chiedete-a-lui/), con il (finto) nude look e il suo monologo.** Una lettera a se stessa bambina - inno all’autoreferenzialità più assoluta - che però merita di essere ascoltato e ripensato. Grazie alla forza del suo successo planetario e paradossalmente proprio per il suo essere priva di un talento definito, l’italiana più famosa al mondo ha avuto l’indiscutibile merito di “arrivare” a milioni di mamme, papà, figli e in particolar modo figlie. **Con parole e immagini di una semplicità tali che sembrano uscite da ChatGpt, tanto sono prevedibili, ma che avranno "costretto" chissà quante famiglie a un confronto, uno scambio sulle differenze di genere, le scelte professionali delle ragazze, i loro sogni, le loro insicurezze.**

Certo, se parliamo di monologhi, la fortuna della Ferragni è di essere andata in onda due ore abbondanti dopo **Roberto Benigni**. Il premio Oscar ha raccolto l’ormai consueta caterva di insulti in rete, perché chiunque cerchi consapevolmente di volare alto - e lo sappia fare, non un dettaglio di questi tempi - dà fastidio a tante anime morte. **Lui, intanto, nell’omaggiare la nostra Costituzione, ha ricordato gli orrori dei regimi liberticidi chiamando in causa Russia e Iran.** Quegli altri urlano alla luna.

Il Presidente Mattarella ha osservato compiaciuto, omaggiato senza dire una parola il tempio del pop (in senso lato) italiano e salutato la compagnia.

Di *Fulvio Giuliani*
