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title: George Lucas, una carriera stellare
description: Oggi – il giorno dopo la conquista della palma d’oro d’onore a Cannes – ci piace immaginare George Lucas mentre studia la prossima mossa
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date: 2024-05-25
author: Stefano Faina
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categories: [Spettacoli]
tags: [Cinema, spettacoli]
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# George Lucas, una carriera stellare

![George Lucas](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Evidenza-sito-1197-1024x639.jpg)

2022-12-13 12:56:58

2022-12-13 11:56:58

Tra i giganti della musica del Novecento impossibile non annoverare John Williams, che ha festeggiato i suoi 90 anni anni con un debutto sul pulpito del Teatro alla Scala di Milano. Standing ovation.

Ci sono nomi incisi a fuoco nel firmamento del Novecento, geni irripetibili le cui opere hanno rivoluzionato le nostre vite, ognuno nella propria sfera di competenza. Quando si pensa all’arte cinematografica è ormai impossibile scinderla dal sonoro, dalla “musica da film” tanto spesso divisiva: c’è chi la ama e chi, invece, senza una reale ragione la sminuisce per partito preso.

Tra i giganti di questo genere è impossibile non annoverare John Williams, ieri sera a 90 anni compiuti al debutto in Italia sul pulpito del Teatro alla Scala di Milano, dopo aver tenuto un concerto speciale in prova il giorno prima per il pubblico under 35. Chi scrive ha avuto la fortuna – perché di questo si tratta – di assistere a quest’ultimo. È impresa ardua descrivere a parole la magia creatasi mentre l’Orchestra Filarmonica della Scala suonava le melodie immortali di Williams, nel silenzio e nella sospensione generale, mentre il Maestro dipingeva con la bacchetta le sfumature del proprio quadro. I sei secondi contati di silenzio alla fine dell’esecuzione del tema di “Schindler’s List”, divinamente eseguito dal primo violino Francesco De Angelis. L’esplosione di gioia dei circa 2mila presenti al bis a sorpresa della “Marcia imperiale” in “Star Wars”, unico momento in cui il pubblico, attento e rispettoso, si è sbottonato prima della fine di un’esecuzione.

Delle standing ovation ho perso il conto. 5 premi Oscar, 52 candidature (con 25 vittorie) ai Grammy Awards, al secondo posto in assoluto tra i più nominati (il primo va nientemeno che a Walt Disney). In tutto John Williams è stato premiato 182 volte e nominato 321. Sue anche le musiche, tra gli altri, di capolavori quali “Lo Squalo”, “Superman”, “Indiana Jones”, “Hook”, “Harry Potter”. Eppure questo elenco di numeri e nomi non è in grado di quantificare l’apporto che ha saputo dare alla storia del cinema e della musica. Basti pensare all’impulso vitale ridato a quella sinfonica presso il grande pubblico dopo il successo planetario della saga di “Star Wars”, le cui partiture furono eseguite (fin dal debutto nei cinema) dalle orchestre di mezzo mondo.

A concorrere alla creazione dell’alchimia unica delle sue musiche – oltre alle diverse contaminazioni e influenze, da Holst a Wagner – è l’utilizzo del leitmotiv, una delle chiavi di volta emozionali: tecnica che associa un gesto musicale (sia esso una melodia o una progressione di accordi) a un personaggio, a un luogo o a un concetto. Si pensi al tema della Forza, impalpabile sullo schermo ma così chiara e definita nell’universo emotivo degli spettatori.

Un tempo la musica classica – opera o concerto che fosse, quando i compositori dirigevano le proprie composizioni davanti a teatri pieni di gente di ogni estrazione sociale – era sempre capace di emozionare nel profondo. Lo si ricordi a chi avrà storto il naso leggendo il nome di Williams associato alla Scala. «La calunnia è un venticello», facciamolo tacere.

 

di Federico Arduini

La Forza di John Williams

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2024-01-09 17:00:04

2024-01-09 16:00:04

Il prossimo film di Star Wars, in uscita nel 2026, sarà diretto dalla regista Sharmeen Obaid-Chinoy. Ma è già polemica tra i fan

Ormai è assodato: la religione woke è il nemico più pericoloso del cinema e dell’arte in generale. Negli ultimi anni abbiamo assistito a storie stravolte in nome del politicamente corretto, a grandi classici rivisitati per fare contenta questa o quella minoranza. In diversi casi abbiamo fatto i conti con narrazioni dominate da un integralismo inquietante, tale da spingere i cinefili a disertare le sale. Il messaggio è più importante dell’intrattenimento, la stella polare dei soloni. Emblematico il flop della Disney, reduce da una stagione tutt’altro che positiva a causa di questo iper progressismo forzato. In attesa del già criticatissimo remake live action di “Biancaneve e i sette nani”, c’è grande preoccupazione per il destino di “Star Wars”.

Per la prima volta nella storia della saga creata da George Lucas nel 1977, il prossimo film in uscita nel 2026 – che vedrà il ritorno di Daisy Ridley nei panni di Rey – sarà diretto da una donna, la due volte premio Oscar Sharmeen Obaid-Chinoy. La pellicola sarà ambientata dopo gli eventi di “Star Wars: L’ascesa di Skywalker” e Rey Skywalker fonderà un nuovo Ordine Jedi. Una svolta sicuramente interessante, nonostante la direzione femminile all’interno del canone di “Guerre Stellari” non sia gradita alla maggior parte dei fan. Anche le polemiche sulla poca esperienza della cineasta pachistana risultano piuttosto sterili. Ma allora qual è il problema? Il rischio di una versione femminista frutto di estremismo.

A fare scattare l’allarme sono state le dichiarazioni della stessa Sharmeen Obaid-Chinoy: «Sono entusiasta del progetto perché sento che ciò che stiamo per creare è qualcosa di molto speciale. Siamo nel 2024, è giunto il momento che una donna si faccia avanti per plasmare una storia in una galassia lontana lontana». Una posizione tranchant che ha portato molti appassionati del franchise a ipotizzare l’ennesimo flop woke targato Disney. Ma la regista pachistana è soprattutto nota per le sue rivendicazioni talebane: «Mi piace mettere gli uomini a disagio (…), ciò che faccio dovrebbe metterli a disagio» la sua uscita in un panel con Meryl Streep e Jon Stewart.

Anteporre l’ideologia alla storia potrebbe essere l’errore più grande, tale da sfociare nell’ennesimo disastro. I messaggi possono essere importanti ma non devono rappresentare il fulcro: l’intrattenimento prima di tutto. La cultura del risveglio ha stufato e soprattutto fa perdere denaro, dato da non sottovalutare nell’industria cinematografica: è tempo di tornare al buonsenso, anche perché il pubblico – italiano e non – ha dimostrato di avere grande fame di cinema.

di Massimo Balsamo

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Nuovo episodio di Star Wars diretto da una donna

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2024-01-09 08:31:57

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