---
title: "Gianluca Guidi: &#8220;Ormai siamo il Terzo mondo del teatro europeo&#8221;"
description: "\"È il principio di fondo che è sbagliato: il teatro andrebbe trattato come se fosse un’azienda\". Parla Gianluca Guidi"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-207.jpg
date: 2023-02-17
modified: 2023-03-06
author: Ilaria Cuzzolin
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/gianluca-guidi-ormai-siamo-il-terzo-mondo-del-teatro-europeo/
categories: [Spettacoli]
tags: [Evidenza, il personaggio, interviste, Teatro]
---

# Gianluca Guidi: &#8220;Ormai siamo il Terzo mondo del teatro europeo&#8221;

![Gianluca Guidi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-207.jpg)

"È il principio di fondo che è sbagliato: il teatro andrebbe trattato come se fosse un’azienda". Parla Gianluca Guidi

**Essere “figli di” è sempre un’arma a doppio taglio**, un privilegio e una condanna. **Gianluca Guidi ****lo sa bene**. Quando ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo il paragone con un papà come Johnny Dorelli è stato inevitabile. **Una carriera cominciata nel 1989 da cantante sul palcoscenico di Sanremo**, dove l’anno dopo si piazzò al terzo posto tra le novità; non senza qualche cattivo pensiero dato che quell’edizione venne condotta proprio dal padre.

All’epoca era un ragazzo, **oggi invece Gianluca ha 56 anni**. Come molti figli d’arte,** la credibilità se l’è dovuta conquistare pezzettino dopo pezzettino** (riuscitissima è stata per esempio la sua interpretazione di padre Amatucci in “The Young Pope” di Paolo Sorrentino). Lo incontriamo in occasione della presentazione della commedia “**Il padre della sposa**”, di cui è regista e che andrà in scena nei principali teatri italiani. «**Dopo il *lockdown* abbiamo notato una gran voglia da parte del pubblico di tornare a teatro** ma ancora non basta» sottolinea l’attore e regista. «Di recente, nel silenzio più totale, **ha chiuso i battenti il Teatro Nuovo di piazza San Babila a Milano**, un luogo simbolo dove si sono esibiti i più grandi attori (Totò, Tognazzi, Mastroianni, Gassman, la Magnani, ma anche artisti internazionali come Liza Minnelli o Jerry Lewis, *ndr.*). **È una vergogna, un fatto che mi fa terribilmente arrabbiare**».

Al suo posto nascerà l’ennesimo ristorante: «Una bisteccheria, in un teatro che aveva 85 anni di tradizione» osserva sconsolato. «**Ormai siamo il Terzo mondo del teatro europeo**. Di cosa dobbiamo lamentarci più? A New York invece ha appena aperto un altro teatro, **lì una produzione come quella che stiamo mettendo oggi in scena non costerebbe meno di un milione e mezzo di dollari**. È il principio di fondo che è sbagliato: il teatro andrebbe trattato come se fosse un’azienda, **con una gestione finanziaria ragionata**. Servirebbe sapere quando si arriva al *break even*».

Il problema è che il teatro a cui fa riferimento Guidi** forse non esiste più**. Sono cambiati gli interpreti così come il pubblico. Nelle sue parole si avverte una vena nostalgica e questa non sorprende se solo si pensa che – cresciuto a pane e copioni – **ha avuto la fortuna di lavorare con mostri sacri del palcoscenico come Nino Manfredi e Gigi Proietti**. Guidi si rammarica anche di come nel tempo sia cambiata la considerazione nei confronti degli artisti: «**Una volta venivano a intervistarti in hotel**, oggi ti inviano le domande per iscritto e pretendono che tu gli risponda con un vocale via WhatsApp. **Questa è la considerazione per il teatro italiano**».

Nostalgia e polemiche lasciano però subito lo spazio alle risate. Gli è sufficiente ricordare quella volta in cui un *fan* gli chiese per strada l’autografo come Gianmarco Tognazzi. Lui stette al gioco. In fondo tra “figli di” ci si capisce.

di *Ilaria Cuzzolin*
