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title: Teneri e sarcastici Jefferson
description: "Il prossimo anno saranno già 50 candeline. Era infatti il 18 gennaio 1975 quando nei palinsesti d'America fece irruzione “I Jefferson”"
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date: 2024-07-17
author: McGraffio
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/i-jefferson/
categories: [Spettacoli]
tags: [america, serie tv, televisione]
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# Teneri e sarcastici Jefferson

![I Jefferson](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/07/Evidenza-sito-1394-1024x639.jpg)

Il prossimo anno saranno già 50 candeline. Era infatti il 18 gennaio 1975 quando nei quieti palinsesti della tv americana fece irruzione “I Jefferson”

**Il prossimo anno saranno già 50 candeline**. Era infatti il 18 gennaio 1975 quando nei quieti palinsesti della tv americana (in Italia sarebbe arrivata sei anni dopo) fece irruzione una *sitcom* divertente e feroce che diede un sussulto a una certa America benpensante:** “I Jefferson”. Certo, si trattava di commedia nella sua più semplice ‘forma domestica’. **Ma stavolta il meccanismo narrativo che l’aveva ispirata aveva dentro qualcosa di storicamente forte: **il protagonista George Jefferson (l’attore Sherman Hemsley) è un classico nero americano del Queens, ex povero (lavorava come mozzo in Marina) diventato ricco (proprietario di una florida catena di lavanderie a secco), irascibile, sarcastico e soprattutto un tantino razzista nei confronti dei bianchi: «Sei figlio di una nera e di un bianco, quindi hai per metà ragione»**; quando gli chiedono una frusta per montare gli albumi, risponde «Certo, te la do con piacere se... serve a frustare i bianchi».

**È il ‘rovesciamento della situazione’, una delle tecniche più utilizzate dagli sceneggiatori televisivi e cinematografici **(in particolare gli autori di commedie). Nel caso de “I Jefferson” quel rovesciamento ha un sapore molto forte che amplifica l’ironia e il grottesco delle varie situazioni che presenta.** Non lesina riferimenti al Ku Klux Klan, all’alcolismo, al razzismo, al suicidio e all’essere *transgender*.** Utilizza termini dispregiativi come “negro” per i neri e *honky* per i bianchi.** A rafforzare il paradosso la presenza di una cameriera nera, Florence detta Flo (l’attrice Marla Gibbs), svogliata e reattiva, insofferente alle direttive del suo datore di lavoro con lo stesso colore della pelle (lui: «Florence, vorrei un caffè!»; e lei: «Sì, ne faccia uno anche per me»). **E poi una coppia di vicini (lui bianco, lei nera) che il nostro George definisce con sarcasmo «la famiglia zebra».

**Il battibecco è la situazione più presente nella *comedy*: tagliente, continuo**. Nessuno risparmia nessuno. C’è umanità (lo stesso burbero George è capace di trasporti umanitari commoventi, aiutando di nascosto molta povera gente di colore), ma ci sono anche cinismo e comicità scorretta. **Pure il confezionamento della serie ha un *black* *mood* molto interessante: la sigla iniziale è un movimentato *gospel* dal titolo “Movin’ On Up” che, in quella finale, rallenta trasformandosi in un doloroso *hummy blues* in dodici battute.**

**È il racconto di un’America parziale**, una narrazione che piaceva tanto al movimento delle Pantere Nere che vedeva in questa *sitcom* una rappresentazione dell’uomo di colore finalmente non più povero, alcolizzato o dedito al crimine. Anche se non mancò un’altra sponda *black* (in particolare il giornalista Gregory Kane del “Baltimore Sun”) che, al contrario, riscontrò nella *sitcom* troppa «negritudine macchiettistica» zeppa di luoghi comuni.

**Rimane invece il ricordo di una serie televisiva di grande successo di critica e di pubblico (ricevette ben 14 *nomination* agli Emmy Awards e fu tra le *situation comedy* in assoluto più seguite**) che con ingredienti sapidi (cattiveria, sarcasmo, battibecco) diede un affresco pieno di umanità e tenerezza di un’America per troppo tempo rimasta ai margini.

di *McGraffio*
