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title: Il cinema non è un bancomat
description: "Una semplice riflessione sul mantra che ci insegue da decenni: \"la crisi (irreversibile, dicono) del cinema italiano\"."
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date: 2023-11-13
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/il-cinema-non-e-un-bancomat/
categories: [Spettacoli]
tags: [Cinema, cultura, Evidenza, Italia, spettacoli]
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# Il cinema non è un bancomat

![Riflessione sul cinema italiano](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/11/Evidenza-sito-32-19.png)

Una semplice riflessione sul mantra che ci insegue da decenni: "la crisi (irreversibile, dicono) del cinema italiano". L'eterna forza delle storie

Premessa: questo non è un post-articolo sul [film di Paola Cortellesi](https://laragione.eu/life/spettacoli/paola-cortellesi-i-ricordi-in-pellicola/). Se interessati, vi rimandiamo a più di una critica pubblicata da La Ragione, sia in edizione cartacea che online. Non è un “pezzo” di valutazione cinematografica, insomma, ma di **semplice riflessione** di un appassionato sul mantra che ci insegue ormai da decenni:** “la crisi (irreversibile, dicono) del cinema italiano”**.

Poi, con cadenza purtroppo irregolare arrivano sempre delle “pellicole” in grado di sovvertire clamorosamente la narrazione della fine prossima ventura. In questo caso, la brava Cortellesi - alla prima prova da regista con il suo “C’è ancora domani” - ha spazzato via non solo dubbi e perplessità, ma qualsiasi avversario nella corsa degli incassi. Per quanto il botteghino non sia un giudice inappellabile, denari e presenze in sala sono l’unico termometro in grado di misurare la capacità di un progetto artistico - o anche solo di intrattenimento - di arrivare al pubblico. Di fare il suo mestiere. **La Cortellesi lo sta facendo eccome con i suoi oltre 11 milioni di euro raccolti, che per le medie italiane assomigliano più o meno al Nirvana.**

Come da premessa, lasciamo pure da parte le valutazioni strettamente “cinematografiche”, ma è del tutto evidente che ancora oggi a vincere siano le storie, le idee e i messaggi. Tutto sta cambiando, se preferite evolvendo, **ma se c’è qualcosa che non può cambiare è la forza delle storie**. Un’energia eterna, che risale a molto prima dei fratelli Lumière, fino alle radici dell’idea stessa di tramandare memorie, valori, moniti, lezioni e morali in forma orale o scritta. Un’esigenza connaturata all’essenza dell’essere umano. Lo abbiamo sempre fatto e lo faremo sempre, in piena era digitale così come quando ci radunavamo intorno al fuoco o ascoltavamo gli anziani, i cantastorie e così via. Mi sembra di leggere alcuni commenti: “Ma come la fa lunga per parlare, in fin dei conti, di un film sull’Italia dell’immediato dopo guerra”. Una sorta di omaggio sentito e intelligente - aggiungiamo - al neorealismo che ci fece ammirare in tutto il mondo e a cui, non dimentichiamolo mai, dobbiamo un pezzo non trascurabile della ricostruzione della nostra credibilità e presentabilità internazionale.

Il punto non è tanto unirsi al coro di elogi (strameritati) a Paola Cortellesi, ma sottolineare che **non serve urlare alla fine del cinema italiano**, prendersela con le piattaforme di streaming, il cinema americano, i videogame o qualsiasi altra forma di intrattenimento contemporanea, se tutto quello che si sa fare è chiedere sempre più soldi per finanziare film che non vedrà nessuno né al cinema né a casa.

Bisogna "semplicemente" fare quello che sappiamo fare da sempre e che ci vede fra i migliori al mondo: produrre idee da tradurre in emozioni, risate, lacrime, sospiri, nostalgia, gioia, interesse, curiosità, dubbi. **Bisogna fare cinema, che è una forma d’arte e non può essere svilita a bancomat. **

Di *Fulvio Giuliani*
