Il Disco X è di un’altra categoria, parla Daniele Silvestri
Disco X, il nuovo album di Daniele Silvestri, uscirà il 9 giugno. Un lavoro più personale che politico-sociale, un progetto non facile da portare a termine
Il Disco X è di un’altra categoria, parla Daniele Silvestri
Disco X, il nuovo album di Daniele Silvestri, uscirà il 9 giugno. Un lavoro più personale che politico-sociale, un progetto non facile da portare a termine
Il Disco X è di un’altra categoria, parla Daniele Silvestri
Disco X, il nuovo album di Daniele Silvestri, uscirà il 9 giugno. Un lavoro più personale che politico-sociale, un progetto non facile da portare a termine
AUTORE: Maria Francesca Troisi
Libertà, creatività e genialità. Sono questi i tre ingredienti che hanno permesso a Daniele Silvestri di portare a termine un progetto non facile sulla carta: lavorare a nuova musica durante la tournée (invernale), provando le canzoni col pubblico e perfezionando a mano a mano quelle che sarebbero finite nell’album, in uscita il 9 giugno e intitolato “Disco X”: come incognita, qualcosa da scoprire, ma anche come decimo disco (in 29 anni di carriera) e numero di canzoni che compongono il vinile (12 nel Cd). Un lavoro più personale che politico-sociale, a differenza de “La terra sotto i piedi” (2019). «Crescendo mi sono tolto questo senso di responsabilità» confida l’artista. «Nell’affidarmi alle storie sono tornato agli inizi: quelli dei miei 14 anni, delle canzoni mai pubblicate».
L’album è musicalmente ricco, fra elettronica, pop-rock, intro jazz, barre rap, una presenza costante di fiati (collante sonoro), omaggi più o meno dichiarati a Lucio Dalla (alla “Disperato erotico stomp”) e tante collaborazioni, alcune di vecchia data. Voci che sono entrate nel progetto, in questa o quella traccia, introdotte nel trailer “Intro X”. «Un benvenuto ironico, talmente è esagerato il numero di feat» sottolinea Silvestri. Un giochino ben noto nel mainstream a caccia di facili clic. «Quanto succede oggi ha a che fare con la moda, con la corsa ai like. Ma da ascoltatore riconoscere una collaborazione autentica non è difficile». Ecco allora la presenza di Davide Shorty, Eva, Emanuela Fanelli, Franco 126, Frankie hi-nrg mc, Fulminacci (che considera una specie di figlio), Giorgia, i Selton e Wrongonyou. Validi anche gli aiuti ‘da casa’, visto che uno dei brani già rilasciati – “Tutta” (feat Fanelli) – è in realtà frutto di una storia inviatagli dal libraio e artista visivo Paolo Poni, che grazie ai suoi “Appunti per una piccola storia d’amore” ha dato il via al singolo, la cui musica, aggiunge, «è venuta fuori con semplicità».
Fra le canzoni da scoprire ci sono “Scrupoli” («La fine di una relazione raccontata dal lato femminile»), la non recentissima “While The Children Play” (in combo con Frankie hi-nrg mc e Wrongonyou), “Mar Ciai” (eseguita con Eva e che fa capire immediatamente il suo pensiero sul razzismo), “Bella come stai” e “Cinema d’essai” (cantate in studio con Franco 126 e Giorgia). E poi “Il talento dei gabbiani” (composta con gli italo-brasiliani Selton, di stanza a Milano), dove il provino per un talent show viene mostrato drammatico o meraviglioso a seconda del punto di vista di chi lo vive. «Quello dei talent è un mondo che ci ha riempito occhi e orecchie. Qualcosa che lato genitore dovrebbe spaventare: il destino dei propri figli è deciso in un paio di minuti dalla scelta di qualcun altro» commenta Silvestri.
Il disco non è facilmente riproducibile dal vivo per via dei tanti featuring, ma non c’è da disperarsi: «Più che un concerto faremo un festival unico». Queste le parole di un cantastorie cinquantenne incapace di smentirsi, regolarmente contemporaneo e in grado di fare musica che abbia senso e vada oltre le imposizioni del mercato discografico. Proprio un’altra categoria.
di Maria Francesca Troisi
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