---
title: "Il documentario sull&#8217;arte povera di Celant"
description: "In onda su Sky Arte il documentario Sky Original \"Arte Povera - Appunti per la storia\". \"Arte Povera. Appunti per una guerriglia\" di Celant"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/11/Arte-povera-di-Celant.jpg
date: 2023-11-28
author: Massimo Balsamo
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/il-documentario-sullarte-povera-di-celant/
categories: [Spettacoli]
tags: [Arte, Evidenza, film]
---

# Il documentario sull&#8217;arte povera di Celant

![Arte povera di Celant](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/11/Arte-povera-di-Celant.jpg)

In onda oggi su Sky Arte il documentario Sky Original "Arte Povera - Appunti per la storia". Germano Celant e il manifesto bellicoso "Arte Povera. Appunti per una guerriglia"

**Il 23 novembre 1967 è una data entrata nella storia dell'arte**. È giovedì. **Germano Celant pubblica sulla rivista** "**Flash Art**” **il manifesto bellicoso** “**Arte Povera**. **Appunti per una guerriglia**”, critico nei confronti del dilagante processo consumistico che ha reso l’artista un mero produttore di oggetti. Così **il giovane e ambizioso critico genovese chiama a raccolta pittori e scultori** che vogliono invece prediligere il processo al prodotto, utilizzare materiali prima esclusi dal processo artistico, puntare all’essenzialità. **Un movimento** – quello dell’**arte povera** – che guarda filosoficamente al teatro povero del polacco **Jerzy Grotowski**, ma che **Celant** sviluppa insieme agli artisti con i quali dialoga, sperimenta e organizza le mostre, influenzando in maniera profonda lo sviluppo dell’arte contemporanea in Italia e all’estero.

**In onda oggi su Sky Arte alle 21:15** (in streaming soltanto su **Now** e disponibile anche on demand), **il documentario Sky Original** “**Arte Povera** - **Appunti per la storia**” ci consente di ripercorrere quel movimento libero che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per i tanti giovani. Un’arte semplice, non ricca, che predilige il processo al prodotto e recupera materiali prima esclusi. Da **Boetti** a **Merz**, passando per **Pistoletto** (La "[Venere degli stracci](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/bruciata-la-venere-degli-stracci-ipotesi-sfida-social/)” rappresenta forse lo zenit), **Prini** e **Zorio**: un insieme di virtuosi che hanno condiviso una nuova metodologia di lavoro per uscire dalla dimensione del quadro e abbracciare lo spazio.

**Il movimento dell’arte povera** non è stato definito in maniera rigida, a testimonianza dei grandi spazi di libertà condivisi da **Celant & Co**. Anzi, **la mancanza di omogeneità** è stata un valore fondamentale perché **abbracciando le differenze si è potuto arricchire il vocabolario artistico e sperimentare**. **Fin dalle prime mostre**, in gallerie vissute come spazi scenici, gli artisti hanno realizzato opere disarmanti con materiali a dir poco anomali: dal cemento armato alla pelle, passando per il cuoio e la pergamena. Stesso discorso per la tavolozza dei colori ampliata in maniera estrema, basti pensare alla valorizzazione delle tinte muschio e tabacco.

**L’arte povera non è stata ideata contro qualcuno o contro qualcosa**, ma ha semplicemente incarnato il desiderio di decine di artisti di fare qualcosa di nuovo e mai esistito, con grande rispetto nei confronti della tradizione. **Il ripensamento delle convenzioni attraverso la ricerca dell’essenza**, in nome dell’**autenticità**. Una delle più grandi novità introdotte è sicuramente l’**installation art**, nata con l'obiettivo di trasformare le gallerie e il ruolo dello spettatore, qui protagonista su un palcoscenico teatrale senza confini. Si pensi alla rivoluzionaria installazione di **Jannis Kounellis alla galleria L’attico di Roma del 1969**: dodici cavalli ospitati negli spazi espositivi come fossero in una stalla. **Il resto è storia**: il successo in Italia e all’estero, la legittimazione internazionale del movimento e la sua fine nel 1972 per lasciare spazio alle identità individuali di ogni singolo artista.

 

di *Massimo Balsamo*
