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title: "&#8220;Il Nibbio&#8221;, missione e sacrificio"
description: “Il Nibbio” è il nuovo film su Nicola Calipari, vice direttore operativo del Sismi che il 4 marzo 2005 perse la vita a Baghdad
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date: 2025-03-08
modified: 2025-03-09
author: Edoardo Iacolucci
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/il-nibbio-missione-e-sacrificio/
categories: [Spettacoli]
tags: [Cinema, guerra, Italia, recensioni, società, spettacoli]
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# &#8220;Il Nibbio&#8221;, missione e sacrificio

![il-nibbio](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/il-nibbio-1024x639.jpg)

“Il Nibbio” è il nuovo film di Alessandro Tonda su Nicola Calipari, vice direttore operativo del Sismi (il nostro servizio segreto militare dell’epoca) e responsabile delle operazioni in Iraq, che il 4 marzo 2005 perse la vita a Baghdad

C’è un istante in cui il tempo sembra sospendersi. Ci sono la tensione del viaggio, il ritorno alla libertà, il sollievo di un’operazione portata a termine. Un attimo dopo, il silenzio assordante. **“Il Nibbio” è il nuovo film di Alessandro Tonda su Nicola Calipari, vice direttore operativo del Sismi** (il nostro servizio segreto militare dell’epoca) **e responsabile delle operazioni in Iraq, che il 4 marzo 2005 perse la vita a Baghdad mentre stava riportando a casa la giornalista Giuliana Sgrena**, liberata dopo un mese di prigionia. **Lo uccisero colpi d’arma da fuoco statunitensi esplosi verso l’auto su cui viaggiava con la cronista**, lungo la strada verso l’aereo che l’avrebbe riportata a casa.

Il film non si limita a rievocare la nuda cronaca e non è soltanto il resoconto meticoloso di 28 giorni di trattative e tensioni geopolitiche. **È anche un ritratto potente e umano di Nicola Calipari (interpretato con profondità da Claudio Santamaria), un uomo che per il dovere ha sacrificato la propria vita. **L’opera si muove con una duplice anima. **Da un lato quella del “Nibbio”, nome di copertura dell’agente, con il *thriller* politico** che ricostruisce con ritmo serrato il rapimento di Giuliana Sgrena (interpretata da Sonia Bergamasco), il febbrile lavoro dei servizi segreti italiani e l’estenuante trattativa per la liberazione.

**Dall’altro quella di Nicola nel senso dell’uomo Calipari, il racconto intimo di un cittadino con un forte senso dello Stato e al tempo stesso con una vita privata di amore, paure e responsabilità**. Anna Ferzetti (nei panni di Rosa Villecco, sua moglie) è il cuore di una famiglia scalfita dagli eventi.

Nell’opera di Tonda non trova spazio la retorica né la sterile enfasi eroica. **Il regista si muove con rispetto, ricostruendo i fatti senza eccessi drammatici, lasciando che siano immagini, gesti e silenzi a parlare. **La fotografia precisa, la sceneggiatura misurata di Sandro Petraglia e Lorenzo Bagnatori, l’incisiva colonna sonora accompagnano lo spettatore in un viaggio sempre più cupo, fino al tragico epilogo. **Calipari non emerge come superuomo. La sua eccezionalità è nella normalità: ama la famiglia, vuole portare a termine la missione, crede nei valori della diplomazia.** Santamaria incarna questa umanità di sguardi, esitazioni, determinazione e fragilità. Per calarsi nel ruolo ha perso 12 chili, ha studiato i movimenti e il linguaggio del vero Calipari. Accanto a lui Sonia Bergamasco è una Sgrena caparbia ma vulnerabile, una donna che porta il peso di un’esperienza che l’ha segnata profondamente.

**Il film si concentra molto anche sugli effetti degli eventi: le persone coinvolte, le manifestazioni di piazza, le scelte fatte. “Il Nibbio” è capace di tenere insieme tensione narrativa e riflessione storica.** La messinscena è calibrata, la regia è funzionale alla storia, evitando la spettacolarizzazione. Le ambientazioni realistiche, tra Italia e Medio Oriente, rendono ancora vivi i pericoli e le trattative. **Non è soltanto raccontare un fatto, ma far percepire l’angoscia di un’operazione che si sarebbe potuta concludere in altro modo. **Un’indagine sul potere, sulla politica e sulle zone d’ombra delle relazioni internazionali.

**“Il Nibbio” trasforma il ricordo in domanda.** **L’omicidio Calipari rimane [irrisolto](https://laragione.eu/italpress/la-russa-ancora-ombre-inaccettabili-sulla-morte-di-nicola-calipari/), nessuno fu condannato: un’altra ferita nella storia italiana. Vincitore del premio “Nastro della Legalità 2025”**, è un segnale di quanto ancora oggi sia importante raccontare storie con l’intimo linguaggio, senza patria, del cinema.

*Di Edoardo Iacolucci*
