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title: Il thriller di Hitchcock, 90 anni da brivido
description: "Hitchcock: il ‘maestro del brivido’ conosce la produzione di Poe, Chesterton e Flaubert e frequenta il Museo del Crimine di Scotland Yard"
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date: 2024-08-14
modified: 2024-08-13
author: Stefano Faina
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/il-thriller-di-hitchcock-90-anni-da-brivido/
categories: [Spettacoli]
tags: [Cinema, film, televisione]
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# Il thriller di Hitchcock, 90 anni da brivido

![Hitchcock](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/08/Hitchcock.jpg)

Alfred Hitchcock: il ‘maestro del brivido’ conosce la produzione di Poe, Chesterton e Flaubert e frequenta assiduamente il Museo del Crimine di Scotland Yard

**Nel 1922, in un piccolo teatro di posa ad Islington (Nord di Londra), c’è una sparuta *troupe* che sta terminando un cortometraggio.** L’opera si intitola “**Always tell your wife**” ed è tratta da una commedia teatrale del **1913**, scritta e interpretata da **Seymour Hicks**. Sul *set*, quel giorno, c’è parecchia agitazione. Da una stanza limitrofa si sentono infatti urla, parole grosse e minacce. Protagonisti del diverbio sono il regista **Hugh Croise** e lo stesso **Hicks**, che di quel breve film non solo è l’autore ma anche il protagonista. Quando le grida si placano e **Croise**, se ne va sbattendo la porta, quel banale litigio si trasforma in una delle tappe fondamentali nella storia del cinema. **Perché, per terminare le riprese, Hicks decide di affidarsi a un ragazzo che è lì in quanto incaricato di disegnare i titoli per la pellicola. **

**È un giovane nato nel 1899 a Leytonstone (a otto chilometri dal centro di Londra), figlio di una coppia di fruttivendoli di origine irlandese, il cui nome è Alfred Hitchcock.** All’epoca il futuro ‘maestro del brivido’ è solo un ex studente della scuola di Ingegneria e Navigazione, divenuto poi disegnatore per aiutare la famiglia, alla morte del padre. Ma **Alfred** è in realtà una persona di profonda cultura. Conosce minuziosamente la produzione di **Poe**, **Chesterton** e **Flaubert**, ama il teatro e frequenta assiduamente **il Museo del Crimine di Scotland Yard. Ma è il cinema ad attirare il suo interesse.** Si barcamena su diversi *set* facendo un po’ di tutto, dallo sceneggiatore allo scenografo. Un’esperienza che ne forgerà la visione quando passerà dietro la macchina da presa. 

**Dopo alcune pellicole mute realizzate nella seconda metà degli anni Venti, è nel 1934 – con “L’uomo che sapeva troppo” – che Hitchcock definisce il proprio stile, fatto di una *suspense* costruita ad arte e magistralmente calibrata.** Pubblico e critica ne vengono conquistati e, a quel punto, gli *studios* americani lo contattano per affidargli l’adattamento cinematografico della tragedia del Titanic. Il cineasta però rilancia e propone la realizzazione di un altro lavoro, tratto dal *bestseller* di Daphne du Maurier “Rebecca – la prima moglie”. Una sfida che porta in dono due Oscar (per la produzione e la fotografia) e lo proietta nel *gotha* di Hollywood. 

**Il suo cinema, ricorrendo a tecniche innovative e a continue citazioni freudiane, crea stordimento e paura, cambiando così i canoni del genere *thriller*. Centrale, nella sua produzione, è la figura femminile.** Da **Ingrid Bergman** a **Grace Kelly**, da **Kim Novak** a **Tippi Hedren**, le protagoniste di Hitchcock, algide ed eleganti, pongono la donna al centro dello snodo narrativo, al fianco di affascinanti controparti maschili (come **Cary Grant** o **James Stewart**) oppure vittime di inquietanti figure come il **Norman Bates** interpretato da **Anthony Perkins** in “**Psycho**”. Fra gli anni Cinquanta e Sessanta, classici come “**La finestra sul cortile**”, “**La donna che visse due volte**”, “**Delitto Perfetto**” e “**Gli uccelli**” ridisegnano ulteriormente i confini, regalando scene iconiche e sperimentando, di volta in volta, nuove geniali intuizioni. **Con una sola caratteristica comune: la presenza del regista in piccoli cammeo, un vezzo (anche scaramantico) a cui non rinuncerà mai. **

**Il suo ultimo film sarà “Complotto di famiglia”, nel 1976. In mezzo, qualche speciale per la tv, la celebrazione universale come genio’ della settima arte e la nomina a baronetto. Se ne andrà nel 1980, a Los Angeles**, portando con sé qualcosa di prezioso. Ovvero la chiave con la quale aprire la porta alle nostre paure.

di *Stefano Faina e Silvio Napolitano*
