In memoria del vero Concertone del primo maggio
Del vecchio Concertone resta solo un lontano ricordo. Quello di oggi è un ibrido tra Sanremo e i vari show musicali in Tv.
In memoria del vero Concertone del primo maggio
Del vecchio Concertone resta solo un lontano ricordo. Quello di oggi è un ibrido tra Sanremo e i vari show musicali in Tv.
In memoria del vero Concertone del primo maggio
Del vecchio Concertone resta solo un lontano ricordo. Quello di oggi è un ibrido tra Sanremo e i vari show musicali in Tv.
AUTORE: Federico Arduini
E così è tornato anche il Concertone del Primo Maggio, o almeno così dicono. Perché a ragionare su ciò che si è visto e sentito sul palco in Piazza San Giovanni a Roma, ci si potrebbe ragionevolmente chiedere se per caso si siano fusi più piani temporali e non si sia assistito a un Festival di Sanremo 2.0 o a un Battiti live come un altro. Un prodotto del più strano dei Multiversi, direbbe un fan Marvel. Ma facciamo un passo indietro.
Quello di quest’anno doveva essere il Concertone del ritorno al live di piazza, davanti alla folla festante e alle bandiere dei sindacati, che a livello musicale voleva porsi come una vetrina d’avanguardia in grado di restituire una fotografia attendibile della musica italiana di oggi e di domani, ospitando solo il meglio di entrambi. Il risultato ha lasciato quantomeno perplessi molti.
Era stato detto chiaramente che l’intento fosse quello di svecchiare la classica line up, ma ai più maliziosi è venuto il dubbio che molti degli artisti coinvolti siano corsi sul palco solo per i due anni di oblio dei live causa pandemia.
Un processo, iniziato già anni fa con Sfera Ebbasta – quando si presentò sul palco con gli immancabili Rolex al polso scatenando le polemiche – e lo scorso anno con la presenza all’epoca di ben 16 artisti direttamente da Sanremo, quest’anno conclusosi, tra i vari, con l’emblematico Tommaso Paradiso. “Comunisti col rolex”, cantava Fedez, che non ha mancato di far polemica sulla sua assenza: dopo quanto successo sul palco lo scorso anno, con i tentavi di censura della Rai al suo discorso contro alcuni esponenti della Lega per le loro posizioni sul ddl Zan, qualcuno non deve averlo voluto.
“Il mio invito deve essere andato perso”.
In effetti, dal “mainstream”, mancava quasi solo lui. Roba che è la Bandabardò con Cisco a sembrare fuori posto: un sottosopra vero e proprio.
di Federico Arduini
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