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title: "&#8220;Io sono ancora qui&#8221; e il coraggio di un donna"
description: “Io sono ancora qui”, la nuova opera del regista brasiliano Walter Salles, è candidato come miglior film e miglior film straniero agli Oscar
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date: 2025-02-01
author: Edoardo Iacolucci
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/io-sono-ancora-qui/
categories: [Spettacoli]
tags: [Cinema]
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# &#8220;Io sono ancora qui&#8221; e il coraggio di un donna

![Io sono ancora qui](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/Evidenza-sito-1968-1024x639.jpg)

“Io sono ancora qui”, la nuova opera del regista brasiliano Walter Salles, è candidato come miglior film e miglior film straniero agli Oscar

Sorridere malgrado tutto. **Giacomo Leopardi lo sapeva bene: «Chi ha coraggio di ridere è padrone del mondo».** E così anche Eunice Facciolla: “Io sono ancora qui”, il nuovo film del regista brasiliano Walter Salles – candidato come miglior film e miglior film straniero agli Oscar – parla di lei, della sua vita e della sua famiglia, i Paiva.

**Il Brasile nel 1971 è oppresso dalla dittatura militare. **Eunice Facciolla Paiva (interpretata da Fernanda Torres e, dopo un salto cronologico al 2014, da Fernanda Montenegro) vive a Rio de Janeiro con suo marito Rubens Paiva (l’attore Selton Mello), ex deputato del Partito laburista brasiliano, assieme ai loro cinque figli. **L’intera famiglia cerca di mantenere un fragile equilibrio in un *climax* di repressione nell’unico modo possibile: con convivialità, ironia e affetto, aprendo le porte di casa ad amici e parenti. **La figlia più grande Veroca, appassionata di cinema e musica, filma ogni cosa con la sua piccola cinepresa.** È vicina ai movimenti studenteschi contro la dittatura, così viene mandata per precauzione a Londra a studiare.**

**Intanto a Rio la pressione aumenta, Rubens viene prelevato dalle autorità per un interrogatorio ma scompare senza lasciare traccia.** Eunice si ritrova improvvisamente sola, con il peso di proteggere i suoi figli e mantenere unita la famiglia. **Mentre affronta il dolore e la paura,** è in costante lotta per scoprire la verità sulla sorte di suo marito e reinventarsi un futuro diverso da quello imposto dalla società del tempo.

**Tratto dal romanzo autobiografico di uno dei figli, Marcelo Rubens Paiva, il film mette in scena un lato ancora nascosto della recente storia brasiliana e il coraggio di una donna che non si è mai arresa. **Visivamente la pellicola è avvolgente, calorosa con una grana capace di non rendere il racconto artefatto. **L’alternanza tra le scene principali e quelle dei filmati girati da Veroca con la sua cinepresa crea un effetto nostalgico, rimanendo sempre elegante.** La prima parte ricorda stilisticamente “The dreamers” di Bernardo Bertolucci. Poi necessariamente il registro cambia insieme a periodi storici lungo i quali la trama si snoda: 1971, 1996, 2014.

**Oltre all’impegno sociale e politico, l’opera pone una profonda riflessione sulla famiglia, sull’amore, su una *saudade* per il tempo che scorre e per la bellezza della vita presente**. Proprio per la sua appassionante e commovente interpretazione, Fernanda Torres ha vinto il Golden Globe come migliore attrice in un film drammatico – la prima attrice brasiliana a vincerlo – ed è giustamente candidata agli Oscar come miglior attrice. Qui la storia dei *desaparecidos* (le persone strappate alle loro vite dalla dittatura brasiliana) viene raccontata dal punto di vista di chi è ancora lì. Lo spettatore sa quello che sanno la mamma, la moglie, Eunice. **Nulla più, nulla meno. Una focalizzazione interna all’esperienza di una donna che racconta una storia profondamente intima di dolore, simbolo di una nazione ferita.** Un film che risulta autentico e commovente perché insieme al racconto c’è il vissuto, passato e presente.Lo stesso regista Selles conosce la famiglia, la meravigliosa casa dei Paiva è impressa nella sua memoria. E ora, nella lavorazione del lungometraggio durata sette anni, la vita politica in Brasile è cambiata vorticosamente evocando in qualche tono quella degli anni Settanta. **Il che rende la storia ancora necessaria cronaca**

di *Edoardo Iacolucci*
