“It’s Never Over: Jeff Buckley” al cinema dal 16 al 18 marzo
Arriva anche nelle sale italiane “It’s Never Over: Jeff Buckley” ritratto intimo e potente di uno degli artisti più amati e misteriosi degli anni Novanta
“It’s Never Over: Jeff Buckley” al cinema dal 16 al 18 marzo
Arriva anche nelle sale italiane “It’s Never Over: Jeff Buckley” ritratto intimo e potente di uno degli artisti più amati e misteriosi degli anni Novanta
“It’s Never Over: Jeff Buckley” al cinema dal 16 al 18 marzo
Arriva anche nelle sale italiane “It’s Never Over: Jeff Buckley” ritratto intimo e potente di uno degli artisti più amati e misteriosi degli anni Novanta
Dopo il successo al Sundance e alla Festa del Cinema di Roma, arriva anche nelle sale italiane “It’s Never Over: Jeff Buckley” ritratto intimo e potente di uno degli artisti più amati e misteriosi degli anni Novanta. Il documentario, diretto dalla regista candidata all’Oscar Amy Berg (Deliver Us from Evil, Janis: Little Girl Blue, West of Memphis) e co-prodotto da Brad Pitt, sarà un evento speciale nelle sale solo il 16, 17 e 18 marzo, in coincidenza con i 60 anni dalla nascita del musicista. Le prevendite si aprono il 4 febbraio, mentre l’elenco completo delle sale sarà disponibili sul sito di Nexo Studios.
Il film ricostruisce la vita e il percorso artistico di Jeff Buckley – nato nel 1966 e scomparso tragicamente nel 1997, annegato nelle acque di un affluente del Mississippi a soli trent’anni – intrecciandoli al contesto culturale della New York tra anni Ottanta e Novanta. Un artista che, con un solo album in studio, Grace (1994), è riuscito a entrare definitivamente nella storia della musica, diventando un’icona di vulnerabilità, ricerca sonora e intensità emotiva. “It’s Never Over: Jeff Buckley” illumina proprio questa dimensione sospesa tra mito e fragilità, restituendone il volto oltre la leggenda.
A rendere il racconto così vicino e personale è l’uso esteso di materiali d’archivio inediti, provenienti dal patrimonio privato di Buckley, e una serie di testimonianze che compongono un mosaico emotivo più che una semplice cronologia biografica.
In parallelo all’uscita del film, dal 13 febbraio Sony Music pubblica una nuova edizione deluxe di “Live at Sin-é”, l’EP che nel 1993 aveva immortalato Buckley in una dimensione cruda e ravvicinata, da solo con la chitarra in un piccolo club di Manhattan. Quella che era nata come una raccolta di quattro brani diventa ora un cofanetto rigido con quattro vinili, ognuno con copertina progettata individualmente, un libretto con note di copertina e foto a colori e una selezione ampliata di registrazioni dal vivo. Tra queste, versioni live di brani ormai iconici come “Grace”, “Last Goodbye” e la celebre interpretazione di “Hallelujah” di Leonard Cohen, che nel tempo è diventata una delle riletture più riconoscibili e amate del repertorio di Buckley. “It’s Never Over: Jeff Buckley” e la nuova edizione di “Live at Sin-é” dialogano così a distanza ravvicinata: da una parte il racconto per immagini di un artista che continua a parlare al presente, dall’altra il ritorno su vinile e CD di una delle sue testimonianze live più pure e rivelatrici. Un doppio appuntamento che restituisce Jeff Buckley nella sua complessità: non solo icona tragica, ma musicista totale, capace di trasformare ogni canzone in un’esperienza emotiva radicale.
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