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title: Janis Joplin, “Buried Alive in the Blues”
description: "Gli ottant'anni della leggendaria Janis Joplin, una voce unica che fu simbolo di una vera e propria rivoluzione"
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date: 2023-01-19
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/janis-joplin-buried-alive-in-the-blues/
categories: [Spettacoli]
tags: [Evidenza, musica, rock]
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# Janis Joplin, “Buried Alive in the Blues”

![Janis](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Evidenza-sito-162-1.jpg)

Gli ottant'anni della leggendaria Janis Joplin, una voce che fu icona e rivoluzione

**4 ottobre del 1970**. In una delle centrali di polizia di **Los Angeles** arriva una chiamata: un decesso su cui indagare, pare una giovane ragazza. Nulla di diverso da tante chiamate per la travagliata "Città degli angeli” del tempo. Quello che la polizia non poteva sapere, però, è che si sarebbe trovata davanti al corpo senza vita di **Janis Lyn Joplin,** nella stanza 105 del *“**Landmark Motor Hotel**”* di Los Angeles. **Overdose di eroina**, questo sarebbe stato l’esito dell’autopsia.

**Janis** se n’era andata poco prima di veder pubblicato il suo secondo e ultimo lavoro in studio, **“Pearl”**, registrato tra il luglio e quel maledetto giorno di ottobre del ‘70. **Una carriera fulminante durata meno di 8 anni**, a seconda di quale momento si prenda come punto di partenza. **Un battito di ciglia rispetto a quella di altre icone del rock**,** a lei pari in grandezza ma dalle carriere ben più lunghe e vissute.**

**Janis Joplin era nata il 19 gennaio a Port Arthur in Texas**, 80 anni fa. Si avvicinò al blues ancor prima di finire il liceo, rapita da quelle sonorità e da quel mondo che sarebbe diventato parte integrante della sua vita. **La musica era un porto sicuro**, un luogo dove rifugiarsi, per lei così diversa dagli altri, nella personalità e nel carattere, ma **soprattutto nella sua fragilità**. Forse potrebbe sembrare assurdo a vederla nei suoi anni migliori, sui palchi più importanti dell’epoca – da **Monterey ’67 fino a Woodstock ’69** – **con quella presenza scenica unica e dirompente**, con quel talento cristallino che faceva sembrare semplice quello che per molti sarebbe irraggiungibile in una vita intera.

Una personalità a tal punto travolgente **da far fuggire alle proprie avance un giovane Bruce Springsteen** (un altro che di carattere ne ha sempre avuto da vendere), **perché spaventato da quel concentrato di libertà e potenza che si cristallizzava in una voce unica**, capace d’esser leggera come una piuma o bruciarti come un incendio. **Già, quella voce**. Forse è proprio scavando dentro quel timbro **divenuto leggenda e modello**, quel turbinio di emozioni e mondi, **che si potrebbe scovare una traccia della Janis dietro all’icona**, dei demoni con cui combatté fino alla fine dei suoi giorni. Le droghe, ma soprattutto l’alcol,** divennero compagni di viaggio a cui fu sempre più difficile negare un passaggio**.

Proprio il giorno della sua morte avrebbe dovuto cantare un ultimo brano per l’album “Pearl”, che è rimasto incompiuto ed è presente nel disco solo in versione strumentale: “**Buried Alive in the Blues**”, “sepolta viva nel blues”. **Un titolo per un’intera esistenza**.

di *Federico Arduini*
