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title: Il combat-Rock di Joe Strummer
description: "Sono trascorsi vent'anni dalla morte prematura del leader dei Clash John Graham Mellor, un artista di grande valore, che segnò la storia della musica."
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date: 2022-04-03
author: McGraffio
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categories: [Spettacoli]
tags: [musica]
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# Il combat-Rock di Joe Strummer

![Il combat-Rock di Joe Strummer](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/joestrummer_feat-1024x592.png)

Sono trascorsi vent'anni dalla morte improvvisa e inaspettata del leader dei Clash **John Graham Mellor, **un artista di grande valore, che segnò la storia della musica.

**Ci ha lasciati vent’anni fa**. Il nastro del tempo scorre davvero veloce. **Il suo vero nome era John Graham Mellor**, nato per caso in Turchia e figlio di un diplomatico inglese. Da bambino si trovò, quindi, a girare tanto per il mondo (Germania, Messico, Turchia, Egitto), un fattore decisivo per la formazione dei mondi che avrebbero frequentato le sue future canzoni. Altro ingrediente importante: **un solco profondo di dolore incasellato nell’animo causato dal suicidio del fratello maggiore.** Una morte mai accettata che, come un fantasma, l’accompagnerà per tutta la vita.

**Come ogni *punk* che si rispetti**, aveva adottato un nome di battaglia: Strummer. Ossia strimpellatore. Non era un bravo chitarrista, in verità non era neanche un *punk* della prima ora. La sua vocazione era quella da *rocker* e *squatter* e **la *band* con cui aveva raccolto i primi consensi locali – i 101'ers** – macinava *rock'n'roll* primordiale con testi imbottiti di donne, auto e giubbotti con le borchie. Poi arrivò il *punk* e tutta una generazione di giovani semplicemente mutò pelle.

La parola *strummer* designa non solo un modo di suonare uno strumento ma anche l’inclinazione a tessere storie,** rammendare con la scrittura ritagli di umanità e piccoli e significativi episodi di vita quotidiana**. La lettura di George Orwell lo ispira. Joe scrive su carta, pacchetti di sigarette, fazzoletti e incarti di *chewing gum*. Le sue tasche si riempiono di storie grondanti ribellione.

**Poi l’incontro con Mick Jones e Paul Simonon** grazie alla mediazione del produttore Bernard Rhodes e, signore e signori, ecco a voi i Clash, una delle avventure *rock* più potenti, entusiasmanti, creative e combattive della storia della musica popolare. “Rock the Casbah”, “Should I Stay or Should I go”, “London Calling”, “London Burning”, “Radio Clash”, “The Guns of Brixton”, “Jimmy Jazz” sono solo alcuni dei brani che la formazione capitanata dal buon Joe portò al successo planetario.

**A proposito dei Clash si è sempre parlato di un *rock* politicizzato** e album come “Give ‘em enough rope”, “Sandinista”, “Combat rock” sono intrisi di riferimenti, idee, proclami socialisti.

**C’è però da dire che la penna di Joe non si azzardava a concettualizzare**, teorizzare, approfondire. Le sue liriche, piuttosto, volevano essere un lascito emotivo, un appiglio, un bandolo da cui le nuove generazioni potevano attingere per sviluppare proprie idee o posizioni.

**Le musiche composte dal chitarrista Mick Jones si incastravano alla perfezione** con l’esuberanza, l’energia, la policromia della scrittura di Joe. Ecco perché, dopo la fase più strettamente *punk*, le canzoni dei Clash salparono su generi multiformi e globali come *reggae*, *funky*, *rap*, psichedelia, *calypso*, elettronica. In tal senso, hanno ragione quei critici musicali che indicano in Joe Strummer uno degli inventori della World Music.

È lui che, a differenza di molti suoi colleghi, **non s’imprigiona in un talebanismo rockettaro** e apre a generi più “*village*” come l’*eurotrance*, la *techno*, l’*house music*, la *cumbia*. È lui a seguire di persona (con tanto di tenda e sacco a pelo al seguito) i primi *rave party*, considerandoli straordinari esempi di comunitarismo.

Anche dopo la parabola coi Clash e la nascita del progetto coi Mescaleros, **Joe Strummer continua a volgere lo sguardo ai problemi sociali**, alla gente comune, ai perdenti.

Dicono che pianse come un bambino disperato quando vide, durante la guerra nel Golfo, i soldati americani decorare le bombe dell’aviazione con la scritta “Rock the Casbah”. **Recitò in qualche film di culto** (“Mystery Train” su tutti) e per un periodo non breve si rifugiò in Spagna, lasciandosi un po’ andare: «Sento che mio fratello si trova qui» disse in lacrime a un amico.

**Poi nel 2002 la morte – improvvisa e inaspettata – per una malformazione cardiaca congenita**. A soli 50 anni. Mi accorgo solo ora che ne sono trascorsi ben 38 da quando un giovanissimo me stesso lo vide suonare al Vigorelli di Milano con i Clash. Era il 1984. Lo stesso anno che dà il titolo al famoso romanzo di George Orwell, l’autore che influenzò di più la sua scrittura e la sua visione del mondo. **Ciao Joe**.

di *Mc Graffio*
