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title: Stato di diritto?
description: Kevin Spacey resta un innocente fino a prova contraria, ma forse non avrà mai più la carriera e la vita di prima
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date: 2023-01-18
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/kevin-spacey-premiato-a-torino-innocente-fino-a-prova-contraria/
categories: [Spettacoli]
tags: [Cinema, diritto, Evidenza, giustizia]
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# Stato di diritto?

![kevin spacey](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Evidenza-sito-49.jpg)

Kevin Spacey resta un innocente fino a prova contraria, ma forse non avrà mai più la carriera e la vita di prima

Kevin Spacey è tornato, ma non può tornare. L’attore due volte premio Oscar, finito triturato nel “metoo” americano, è stato premiato lunedì a Torino per la sua carriera e ha tenuto una masterclass affollatissima anche di giornalisti.

La sua visita italiana e il premio ricevuto al Museo del Cinema - “**Ci vogliono le palle per invitarmi e premiarmi**”, ha esclamato dal podio Spacey - sono inevitabilmente finiti nel mirino della critica.

Non passa e non passerà il ciclone causato dalle accuse di molestie che hanno devastato la carriera del Frank Underwood di “House of Cards”.

Kevin Spacey - giova ricordarlo - negli Stati Uniti è stato **prosciolto** nel processo intentato in seguito alle dichiarazioni del ‘padre’ di tutti i suoi numerosi accusatori a scoppio ritardatissimo, Anthony Rapp, mentre è ancora sotto processo in Gran Bretagna per violenza sessuale. Procedimento in cui si è dichiarato “non colpevole”.

Per chiunque abbia un minimo di consapevolezza di cosa sia la presunzione di innocenza e lo Stato di diritto, una persona uscita “pulita” da un processo e accusata in un altro appena iniziato è un innocente.

**A meno di non aver già emesso la sentenza davanti al "tribunale del popolo"**, il più terribile e spietato che ci sia. Quello che non ha bisogno di prove, testimonianze, riscontri, si accontenta dell’accusa, ignora la difesa e distrugge vite in ossequio alla moda del momento.

Difendere Kevin Spacey non significa attaccare il “metoo” o tantomeno voler sminuire pratiche scadenti, vergognose e non di rado dai rilievi penali come emerso negli ultimi anni. Significa chiedere di mantenere un approccio razionale, **saper distinguere le vittime dagli approfittatori di un fenomeno divenuto globale.**

Significa distinguere comportamenti deplorevoli e vergognosi, ma pienamente consapevoli e voluti per ricavarne un tornaconto economico o professionale, dalle molestie e dalle violenze. Per le quali non esistono mezze misure, giustificazioni o accondiscendenze possibili.

Nel mentre, **Kevin Spacey resta un innocente fino a prova contraria che non ha più la vita e la carriera di prima e forse non l’avrà mai più**. Anche se quegli Usa, che lo hanno giubilato a tempo di record senza farsi troppe domande sul suo grande accusatore, dovessero costruire l’epica del “grande ritorno“ in puro stile hollywoodiano. Pur sempre sulla sua pelle e alle sue spalle.

Aspetteremo cosa accadrà nel processo inglese, ma le devastanti conseguenze della ‘caccia al mostro’ sono davanti ai nostri occhi. Ne scriviamo sul numero di oggi.

Di *Fulvio Giuliani*
