---
title: "La Casa di Carta: si chiude il sipario. Con qualche fischio"
description: "La storia della banda di rapinatori più famosa del mondo è terminata. La trama de La Casa di Carta non è sempre stata all’altezza dell'inizio."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/La-Casa-di-Carta.png
date: 2021-12-06
modified: 2022-06-21
author: Filippo Messina
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/la-casa-di-carta-si-chiude-il-sipario-con-qualche-fischio/
categories: [Recensioni, Spettacoli]
tags: [netflix, recensioni, televisione]
---

# La Casa di Carta: si chiude il sipario. Con qualche fischio

![La Casa di Carta: si chiude il sipario. Con qualche fischio](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/La-Casa-di-Carta.png)

La storia della banda di rapinatori più famosa del mondo è arrivata al termine. La trama de La Casa di Carta tuttavia non è sempre stata all’altezza della prima stagione. La fretta non è mai una buona consigliera e quando non si hanno idee, meglio tacere.

Ora che è uscita anche l’ultima stagione de “**La Casa di Carta**”, quella finale dopo la quale si potrà scrivere (forse) per sempre la parola “The End” nei titoli di coda, è giunto il tempo di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, con la doverosa premessa e promessa che **nulla sul contenuto dell’attesissimo final cut verrà spoilerato in questo articolo**.

Diciamolo subito, **“La Casa de Papel” è uno dei prodotti più geniali** che siano mai passati sulla piattaforma di **Netflix**: i calcoli del **professore** che fornisce indicazioni da remoto, l’idea di fondo, i caratteri dei personaggi, l’ambientazione, la trama suggestiva, l’utilizzo di “[Bella ciao](https://laragione.eu/life/spettacoli/bella-ciao-dalla-guerra-alla-casa-de-papel-la-strana-storia-di-un-simbolo-frainteso/)”, il vestito rosso, l’idea di “**Resistenza**”, la maschera di **Salvador Dalì** sono tutti ingredienti che rendono **irripetibile la storia**.

Date queste premesse, ora che si è arrivati (per molti finalmente) ad una **conclusione**, viene spontaneo porsi una domanda: perché **dopo le prime entusiasmanti stagioni**, non si è pensato a una trama più originale e avvincente che rendesse l’avventura dei celebri ladri più credibile e meno circense?

**Certi episodi sono quasi surreali**, ai limiti del possibile: **Tokyo** che guidando una moto evita i colpi di pistola durante una sparatoria oppure quando il personaggio **Rio** che fino a qualche mese prima faceva l’informatico maneggia un bazooka come se fosse un accendino e molte altre scene ancora fanno immaginare che si sarebbero potute trovare **idee più convincenti e realistiche** per rimanere più aderenti all’avvincente trama delle prime stagioni.

**Berlino**, uno tra i personaggi certamente più riusciti della serie tv, per esempio, è stato fatto morire troppo presto; se ne devono essere accorti anche gli sceneggiatori che lo hanno fatto rivivere tramite una serie di **flashback ricorrenti** nel corso delle stagioni.

È chiaro che scene come queste non possono lasciare soddisfatto uno spettatore che si è consumato gli occhi divorandosi tutta d’un fiato **una stagione straordinaria come la prima**. Inevitabile che **le aspettative fossero altissime**.

Sembra banale dirlo ma evidentemente non lo è: è molto più importante pensare alla **qualità** piuttosto che fare le cose (forse) con troppa fretta non riflettendo a fondo sulla costruzione dei personaggi e sulla trama; il rischio è di scadere quasi nel **fantascientifico** e di perdere quell’aspetto veritiero che tanto aveva reso **avvincente l’esordio de La Casa di Carta**. 

A questo punto **stagioni più corte e ragionate** oppure anche l’opzione di **finire prima la storia** avrebbero reso questa serie ancora più affascinante, per lo meno agli occhi di **una grande fetta di pubblico** dato che sono molti, dopo le prime 3 stagioni, a **non averla portata a termine**.

**Eppure le premesse per finire in bellezza c’erano tutte**. **Il prodotto funzionava una meraviglia inizialmente** e ancora lo fa da punto di vista del **business** (basti pensare che “**La Casa de Papel**” viene inizialmente trasmessa dall’emittente spagnola **Antena 3** e solo successivamente, dopo il boom di ascolti, acquistata e distribuita da **Netflix** in tutto il mondo). Ma la corsa al contante non può andare a discapito della qualità. Non è perchè il successo è praticamente assicurato da una questione numerica, si debbono fare le cose male e di fretta. È un po’ come quando a quei cantanti all’apice del successo si fa incidere un disco dopo l’altro, solo per cavalcare l’onda.

Certo, **il pubblico chiedeva a gran voce la continuazione della serie tv e più puntate possibili**, ma allora bisogna farlo nel giusto modo. **Meglio dire meno ma dire meglio**. La qualità supera i guadagni e anzi ne porta di maggiori col tempo. Un bel lavoro è stato fatto, per esempio, dalla serie tv “**El robo del siglo**” (“**La rapina del secolo**”), una serie tv **Netflix** colombiana che chi ha amato **La Casa di Carta** non potrà non guardare. È la storia che si cela dietro **alla rapina in banca più ingente mai stata fatta al mondo all’epoca dei fatti** (era il 1994 e le tonnellate di banconote trasportate 6!) e che si differenzia da “La Casa di Carta” per un particolare non trascurabile: **la storia è vera**.

Ora la rapina più famosa del mondo è finita ma la storia no infatti è già stato annunciato uno **spin off** che uscirà nel **2023** e che avrà, non a caso, **protagonista proprio Berlino**, il personaggio morto con troppo anticipo e reclamato dal pubblico.

La scelta di continuare la storia con uno spin off fa venire in mente ai più appassionati “**Better call Saul**”, lo **spin off** della celebre serie tv “**Breaking Bad**”, durata anch’essa **5 stagioni**. In quel caso è stato riscosso un enorme successo e oltre a **Saul**, principale protagonista, è entrato in gioco durante la storia **Mike**, un altro tra i personaggi di Breaking Bad. Chissà che nello spin off di Berlino non entrino nuovamente in gioco personaggi de “La Casa di Carta”.

Si può dire quindi che questo non è un addio ma un bel arrivederci, o meglio, un “**bella ciao**”.

 

di *Filippo Messina*
