---
title: La comicità italiana è salva, anche grazie a Valerio Lundini
description: "Lundini, ha conquistato con la sua comicità un pubblico enorme grazie a una qualità poco comune: spiazzare. "
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/lundini.jpg
date: 2022-01-25
modified: 2022-06-21
author: Sara Tonini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/la-comicita-italiana-e-salva-anche-grazie-a-valerio-lundini/
categories: [Recensioni, Spettacoli]
tags: [comicità, recensioni, spettacoli, Teatro, teatro e concerti]
---

# La comicità italiana è salva, anche grazie a Valerio Lundini

![La comicità italiana è salva, anche grazie a Valerio Lundini](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/lundini.jpg)

“Ormai non si può più dire niente” si lamentano quelli ancora affezionati allo humor demenziale degli anni '80 e '90. In realtà si può dire di tutto. Basta farlo nel modo giusto, come fa Valerio Lundini, portavoce di una comicità surreale e spiazzante.

 

I millennials sono stanchi della solita comicità. Per vario tempo si è attribuito il declino dei vari “Natale a….” e di programmi come *Colorado* al politically correct e a una sensibilità mutata verso tematiche delicate, non senza lamentele a riguardo: **“Ormai non si può più dire niente” hanno protestato quelli ancora affezionati a un tipo humor vecchio stampo. In realtà, lo vediamo ogni giorno, si può dire di tutto.** **Basta farlo nel modo giusto**, semplicemente, cambiando la narrazione.

È quanto ha fatto per esempio il fumettista Zerocalcare, che nella sua serie d’animazione [Strappare lungo i bordi](https://laragione.eu/life/spettacoli/zerocalcare-strappa-un-successo-strameritato/), dedica quattro puntate a maschi “froci”, lavoretti insulsi, bagni sporchi di piscio e incapacità di sapersi relazionare al sesso femminile. Ottanta minuti e più di comicità pura, con un finale che è un mix di riflessioni, rabbia e tristezza.

Michele Rech, nome all’anagrafe del celebre fumettista, **si inserisce in quella che potremmo definire una nuova comicità romana, contemporanea e “surreale”** che si manifesta ad esempio nei panni di un armadillo parlante, espressione della  coscienza del protagonista.

**Altro esponente di questo filone anti banalità è Valerio Lundini**, comico romano che anche grazie a internet è riuscito a passare in pochi anni da essere un umorista anonimo a mezzo milione di follower su Instagram, tanto da essere stato nominato "Personaggio Televisivo dell'Anno” (2021) dalla stampa nella classifica stilata dal programma “Tv Talk”. Il successo è tale che Lundini, classe 1986, è in tournée ancora per pochi giorni con il suo spettacolo, [“Il mansplaining spiegato a mia figlia”](https://www.teatro.it/spettacoli/valerio-lundini-il-mansplaining-spiegato-a-mia-figlia).

**E a riempire i teatri sono proprio le nuove generazioni che rifiutano un tipo umorismo demenziale dei primi anni duemila**, che vedeva come protagonista Christian De Sica assieme a Massimo Boldi e le loro battute ormai ritenute esagerate e di cattivo gusto; i film di Carlo Vanzina e Neri Parenti, che per anni hanno riempito le sale del cinema e che sono stati per molto tempo l’unico esempio generalista di film divertenti sono in via di estinzione.

**Quella comicità, a tratti percepita come disturbante e offensiva, appartiene al passato. **

 

**Ma chi è Valerio Lundini e cosa contraddistingue la sua comicità? **

Autore, conduttore e comico Valerio Lundini** ha conquistato un pubblico enorme grazie a una qualità poco comune: spiazzare. **

Il suo umorismo non sfugge a stereotipi e cliché, ma questi sono usati per costruirci sopra delle vere e proprie narrazioni. **Maschilismo, sesso, Nord vs Sud, non sono tematiche che trovano il tempo di una battuta fulminea, ma diventano una storia continua, veri e propri sketch a parte**.

C’è un preciso metodo dietro a questo modo di fare comicità. Prima di tutto, il comico romano lancia una battuta che spiazza, fa sentire chi lo ascolta spaesato fino a quando lo spettatore inizia ad orientarsi in quella che ormai è diventata la base di una dimensione scenica a sé. **Lundini ha così portato l’ascoltatore in un’altra realtà, ribaltata, con dei dogmi rovesciati ma che funzionano, coerenti nella loro narrazione.** Guardare una sua performance è un continuo assistere al suo avanti e indietro dai ruoli, o forse mai fuori, forse mai dentro. È un costante dubitare e oscillare tra realtà stereotipata e stereotipo diventato realtà.

**A teatro con Lundini si gode non solo della sua ironia, ma anche e soprattutto della costruzione di tutto lo spettacolo, della sua capacità di inscenare nuovi mondi opposti ma richiamanti al nostro, della sua abilità nel raccontare storie. **

“Non ho mai amato i personaggi cazzoni tipo Jim Carrey, preferirei morire piuttosto che fare le facce che fa lui.” ha raccontato Lundini in [un’intervista su Internazionale](https://www.internazionale.it/notizie/giovanni-ansaldo/2022/01/15/lundini-intervista-tour) “Far ridere per me significa prendere delle persone reali e non delle macchiette”. Ed è proprio per questo che, pur essendo stato definito comico* surrealista*, **dopo aver assistito a una sua performance ci si chiede quanto ci sia di assurdo e di irragionevole nelle sue parole, quale sia il mondo insensato e quale quello reale**, se quello descritto dal comico o quello che ci aspetta una volta usciti da teatro.

 

di *Sara Tonini*
