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title: Abba, un grande ritorno al futuro della musica
description: Grazie ai prodigi della tecnologia, lo storico gruppo svedese torna a fare concerti ma senza esserci. Siederanno in platea a Londra e guarderanno cantare i loro giovani avatar in giro per il mondo. La notizia di qualche giorno fa scuote il mondo della musica internazionale. Gli Abba – 400 milioni di...
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date: 2021-09-08
modified: 2021-09-11
author: Fabio Santini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/la-ragione-on-stage/abba-un-grande-ritorno-al-futuro-della-musica/
categories: [La Ragione On Stage]
tags: [musica, spettacoli]
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# Abba, un grande ritorno al futuro della musica

![Abba](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/Schermata-2021-09-08-alle-15.05.10.png)

Grazie ai prodigi della tecnologia, lo storico gruppo svedese torna a fare concerti ma senza esserci. Siederanno in platea a Londra e guarderanno cantare i loro giovani *avatar *in giro per il mondo.

La notizia di qualche giorno fa scuote il mondo della musica internazionale. Gli **Abba** – 400 milioni di dischi venduti negli anni Settanta, più di 16 milioni di *stream* globali alla settimana e più di un miliardo di visualizzazioni su TikTok – **tornano con un disco** e una nuova *tournée*. Titolo del progetto: “Voyage”. Sin qui tutto nella norma se si considera che i quattro svedesi, tutti tra i 70 e gli 80 anni, sono una vera e propria istituzione planetaria del *pop*. È impressionante l’**investimento economico**, produttivo e tecnologico di quello che si annuncia lo spettacolo musicale del domani. Ma il dato più sconvolgente è che gli Abba riappariranno senza… esserci. E, come dicono loro, potranno seguire il concerto standosene seduti in platea a rivedere sé stessi quando erano giovani: prodigi imperscrutabili della tecnologia. Forse.

Di certo, da questa esperienza, si debbono trarre **considerazioni fondamentali** per capire il futuro del consumo della musica in concerto. Tutti quei cantanti o gruppi che oramai vedono avvicinarsi inesorabilmente il capolinea, che dispongono di una credibilità commerciale e artistica consolidata nei decenni, oggi possono **ritrovare lo smalto** dei tempi migliori investendo i loro guadagni faraonici sull’unico **futuro** possibile di sé stessi: quello **virtuale**. Abba non è solo un gruppo musicale: è un marchio. Il nome è quello di una maionese in tubetto che in Svezia vende tre confezioni al secondo. Come la lingua irriverente dei Rolling Stones, come l’iconico basso-violino di Paul McCartney, Abba – con una b messa di traverso – è un oggetto di culto, un feticcio da collezionisti, una firma da applicare su idee e strategie di *marketing*. Il loro mito è spendibile con cifre a nove zeri nel mondo delle sponsorizzazioni, nell’intricata matassa dello sfruttamento dei diritti d’autore e d’esecuzione delle piattaforme digitali.

Gli Abba **non andranno in giro per il mondo**. Avranno un’unica sede: la Abba Arena, tremila posti, costruita con tutti i *device* possibili al Queen Elizabeth Olympic Park di Londra. Data d’inizio: 27 maggio 2022. Ultima data:** il futuro**. Non suoneranno, saranno accompagnati da un’orchestra di dieci elementi, unico elemento ‘umano’ reale. **Non canteranno, i loro *avatar* sì**. La produzione musicale e scenografica sarà controllata minuto per minuto da tecnici che flirtano con gli effetti speciali del cinema. Che dire: un grande **lunapark delle illusioni**? Può darsi. Eppure qualcosa di reale e intimo si celebrerà ogni sera: l’emozione di riascoltare gli Abba rifatti da sé stessi. **Un omaggio alla bellezza delle loro melodie**, dei loro inni popolari. Un riconoscimento a un canto che non mostra i segni del tempo in un mondo talebano fatto di suoni e versi ‘usa e getta’, di un domani che non ci sarà.

di *Fabio Santini*

 
