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title: "Alta fedeltà – L'adattamento inclusivo di Hulu - %%primary_category%%"
description: Riadattare un cult e renderlo inclusivo per parlare alle nuove generazioni. Il rischio è quello di restare ancorati al passato.
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date: 2021-07-03
modified: 2021-07-08
author: Elena Bellanova
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/la-ragione-on-stage/alta-fedelta-ladattamento-inclusivo-di-hulu/
categories: [La Ragione On Stage, Video]
tags: [musica, rock]
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# Alta fedeltà – L&#8217;adattamento inclusivo di Hulu

![Alta fedeltà – L&#8217;adattamento inclusivo di Hulu](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/07/Alta-infedelta-Hulu.png)

Alta fedeltà (High fidelity): Riadattare un cult e renderlo inclusivo per parlare alle nuove generazioni di una storia che non muore mai. Il rischio però è quello di rimanere ancorati al passato.

 

Nel 1995 *Nick Hornby* pubblicò un romanzo che per molti diventò una vera e propria **guida di sopravvivenza** alla fine di una relazione.

Grazie all’ironia, alla presenza di personaggi incisivi e soprattutto alla leggerezza con cui veniva trattato l’argomento, il libro diventò un vero e proprio cult negli anni 90’, tanto che si pensò di adattarlo per lo schermo negli anni 2000, di farne un musical per Broadway nel 2006 e infine una serie TV nel 2020.

Ho letto **Alta Fedeltà** (*High Fidelity)* almeno tre volte. Quando uscì, nel 1995, avevo solo quattro anni e non potevo immaginare che un giorno avrei tremendamente sofferto per la **fine di una relazione** e che mi sarei servita di un best-seller per diminuire le crisi di pianto giornaliere. Quello che più mi colpì, fu la capacità dell’autore di indurmi a entrare in empatia con un protagonista assolutamente discutibile.

Rob Fleming, trentacinquenne nostalgico proprietario di un negozio di dischi a Londra, viene lasciato dalla sua fidanzata Laura, sostanzialmente perché considerato infantile e non in grado di progettare un futuro. Lui, invece di indagare su quanto veritiere siano le “accuse” della sua donna, si chiude nel suo mondo fatto di **musica, ricordi e classifiche.**Un grande classico: ci si lascia, si piange e ci si dispera, si cercano risposte altrove e si torna al punto di partenza. Una storia adatta ad ogni epoca, o forse.

[La serie tv di Hulu](https://www.youtube.com/watch?v=ZCwVMwtuHC4) infatti, prodotta ben venticinque anni dopo, riadatta la trama in chiave moderna senza troppi compromessi. Rob (interpretata dalla magnetica Zoë Kravitz) è **donna, nera e bisessuale.** La colonna sonora spazia tra diversi generi includendo nuove sonorità. I personaggi principali quasi mai etero o bianchi. **Una scelta inclusiva**, che mira a raccontare una nuova generazione ma che sembra comunque guardare al passato.

E allora un po’ viene da domandarsi quale sia il senso di **riadattare un cult**, quasi a sottolinearne le mancanze, per poi comunque rivolgersi ad un pubblico di nostalgici.

Perché narrare di una [nuova generazione](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/generazione-low-cost-ignorare-per-acquistare/) tramite un racconto che non le appartiene?

Siamo onesti: certa musica non muore mai, così come il **musicofilo appassionato del vinile**, ma la verità è che Rob nel ’95 amava in modo distratto e sognante, e non aveva nessuna intenzione di cambiare, nonostante il mondo glielo chiedesse.

Il Rob del 2020 affronta i suoi demoni, comprende i suoi errori e ama come oggi: in modo confuso e *liquido*. Decisamente un’altra storia.

di *Elena Bellanova*
