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title: La Tv dei ragazzi si è fatta grande
description: Da “Il Collegio” a “Wild Teens”, la televisione italiana punta sempre di più sulla cosiddetta “Tv dei ragazzi”. I tempi sono cambiati.
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date: 2021-10-20
author: Alessia Luceri
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/la-tv-dei-ragazzi-si-e-fatta-grande/
categories: [Spettacoli]
tags: [adolescenti, social media, televisione]
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# La Tv dei ragazzi si è fatta grande

![La Tv dei ragazzi si è fatta grande](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Evidenza-sito-32-1.png)

Da “Il Collegio” a “Wild Teens”, la televisione italiana punta sempre di più sulla cosiddetta “Tv dei ragazzi”. I tempi sono cambiati rispetto al passato ma, tra nuove formule ed esperimenti, il successo è (quasi) sempre garantito.

Prima di **“Anni verdi”** era il nulla. Nel **1957**, con questo programma pensato per le **giovanissime**, nasceva ufficialmente la **“Tv dei ragazzi”**, termine che ha designato convenzionalmente il segmento di programmazione della televisione pubblica **dedicata all'infanzia e all'adolescenza**. Da lì in poi fu un crescendo.

Arrivarono poi programmi cult come lo **“Zecchino d’Oro”, “Tandem”, “Bim Bum Bam” e “Art Attack”**, appuntamenti fissi per i più piccini, ma anche un vero e proprio genere televisivo innovativo che, nella tv di Stato, prendeva avvio nella fascia oraria dalle 16.30 alle 17.30.

Poi ci fu un nuovo spartiacque chiamato **“Non è la Rai”**, dove [un centinaio di ragazzine scalpitanti e scalmanate](https://laragione.eu/evidenza/lolitismo-che-non-fece-scandalo/) cantavano e ballavano a favor di telecamera, attirando l’attenzione degli italiani.

### Nasceva un nuovo mercato, quello rappresentato dalle teenager della tv che dettavano mode e gusti ad altri giovanissimi che avevano una solo cosa in mente: essere come loro.

Da allora i direttori di Rete, ancora di più gli investitori pubblicitari, non hanno mai più tolto gli occhi da questo **target**. A buon ragione negli ultimi anni i palinsesti stanno puntando sempre più su questo filone narrativo dedicato ai giovani. **“Il Collegio”**, per citarne uno, costituisce uno dei programmi di punta di Rai Due da ben sei anni.

Il docu-reality, basato sul format britannico **That'll Teach 'Em**, vede la partecipazione di una ventina di adolescenti - di **età compresa tra i 13 e i 17 anni** - rinchiusi per circa un mese all'interno di un collegio con ambientazioni tipiche di un’epoca passata. In un’edizione i ragazzi sono stati catapultati negli anni '50, in un’altra negli anni '80 e così via. Nell’edizione di quest’anno che sta per prendere il via le lezioni si terranno nel **1977**, con prove e momenti di svago. Il pubblico da casa assiste alla nascita di nuove amicizie, antipatie, amori e trasgressioni. **È un reality show a tutti gli effetti dove i protagonisti sono tutti minorenni**.

### Cosa è cambiato rispetto agli anni passati? Le differenze sono tante e sono piuttosto sostanziali.

La tv destinata ai ragazzi, un tempo, aveva una **missione prettamente pedagogica**, oggi invece si sta andando verso una spettacolarizzazione degli eventi.

Le indimenticabili lezioni del maestro **Alberto Manzi** in **“Non è mai troppo tardi”** (1960-1968) o l'esperienza didattica di **“Telescuola”** (1958-1966), realizzato con il sostegno del Ministero della Pubblica Istruzione per consentire il completamento del ciclo di istruzione obbligatoria ai ragazzi (tanto quanto agli adulti) ricoprivano una **funzione sociale e persino civile**, che ora lascia spazio a prove da superare e conflitti tra i partecipanti.

Pronto al debutto sulla piattaforma **Discovery+** (poi in chiaro sul canale **Nove**) c’è **“Wild Teens – Contadini in erba”**, prossimo **teen-reality** dove 12 adolescenti di età compresa tra i 14 e i 17 anni provano la **vita di campagna**, senza smartphone e comodità, lavorando in una fattoria.

### Ad accomunare questi programmi è il ricorso a una serie sfide tra i partecipanti.

Le **gare** rendono il gioco più avvincente ma al tempo stesso sottolineano anche l’inadeguatezza dei ragazzi, troppo abituati a vivere nell’agio e nella propria zona comfort.

### Come mai si sta assistendo al ritorno di questo tipo di televisione?

Alla luce del successo delle nuove piattaforme di streaming come **Netflix** e **Prime**, il piccolo schermo cerca di **attirare il pubblico adolescente**, in crisi già da molto tempo, alla ricerca di linguaggio adeguato.

Ma nel mondo **young** non bisogna mai dare nulla per scontato. A volte anche un linguaggio giovanile può non essere abbastanza se il prodotto non risponde a un reale bisogno.

Ne è un esempio il recente programma andato in onda su Rai Due **“Voglio essere un mago”**, cancellato dalla prima serata a causa dei bassi ascolti. Nonostante la partecipazione di alcuni volti noti sui social, il programma ha faticato a decollare, complice anche un modello narrativo che non è stato in grado di attirare particolarmente l’attenzione.

Molti programmi prevedono la presenza di persone provenienti da realtà come **Instagram e TikTok**, i social del momento, con l’obiettivo di far correre gli ascolti. Lo scambio tra i due mondi è costante: personaggi che partono anonimi dalla tv e diventano delle celebrità del web come è vero il contrario ovvero [personaggi che sono star sui social e vengono chiamate in tv](https://laragione.eu/life/editoria/se-la-tv-grazie-al-web-si-accorge-che-anche-le-donne-fanno-ridere/).

Il dibattito relativo alla **televisione dedicata agli adolescenti** è sempre interessante perché mette in luce la **capacità della televisione di adattarsi alle nuove sfide**, rispecchiando bisogni e necessità della società, tra le missioni primarie della tv.

 

Di *Alessia Luceri*
