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title: Le confessioni del pugile Oscar de la Hoya
description: "\"The Golden Boy: Oscar de la Hoya”, da venerdì 12 luglio su Sky Documentaries e in streaming solo su NOW TV"
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date: 2024-07-12
modified: 2024-07-14
author: Massimo Balsamo
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/le-confessioni-del-pugile-oscar-de-la-hoya/
categories: [Spettacoli]
tags: [sport]
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# Le confessioni del pugile Oscar de la Hoya

![Oscar de la Hoya](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/07/Evidenza-sito-1359.jpg)

"The Golden Boy: Oscar de la Hoya”, da venerdì 12 luglio su Sky Documentaries e in streaming solo su NOW. Clip in esclusiva

I documentari sui campioni sportivi sono per lo più agiografici, tesi a raccontare le grandi imprese e a tralasciare gli aspetti più delicati, le zone d’ombra che potrebbero intaccare lo status dell’eroe nazionale. **Ebbene, “The Golden Boy: Oscar de la Hoya” (da venerdì 12 luglio su Sky Documentaries e in streaming solo su NOW, disponibile anche on demand), dedicato al fuoriclasse della boxe, non rientra in quei clichè, anzi si distingue per una narrazione originale, senza filtri e senza compromessi. **Prodotto da Mark Wahlberg e Mario Lopez, il film ripercorre vita e carriera del pugile statunitense di origini messicane, un personaggio complicato e controverso, ma soprattutto un uomo che lotta per tenere a bada i suoi demoni.

**Bello e carismatico, de la Hoya non impiegò molto a conquistare la galassia della boxe. Prima la medaglia d’oro all’Olimpiade di Barcellona del 1992, ad appena diciannove anni, poi i dieci titoli mondiali in sei categorie di peso, record ineguagliato da nessun altro atleta di questa disciplina**. Orgoglio della comunità messicano-statunitense di Los Angeles, empatico e irriverente, divenne in poco tempo una superstar dentro e fuori il ring. «**Volevo che la gente mi considerasse perfetto, senza difetti**» ricorda de la Hoya, nell’Olimpo del pugilato dopo anni di sacrifici, di allenamenti alle quattro del mattino e di tanta, tanta fame. **Ma il documentario diretto da Fernando Villena ci mostra anche l’altra faccia della medaglia e non parliamo della sconfitta contro Felix Trinidad o della doppia débâcle con Shane Mosley.**

**Quello che pochi sanno è che gran parte della vita di de la Hoya è stata una rete di bugie: prima per consolidare il mito sportivo, poi per tirarsi fuori dai guai.** Emblematica la questione del soprannome “**The Golden Boy**”, ossia “Il ragazzo d’oro”. Ideato dal promoter John Beyrooty in occasione del debutto da professionista contro Lamar Williams il 23 novembre del 1992, fu frutto di una bugia: il pugile raccontò di voler vincere l’oro olimpico per realizzare l’ultimo desiderio della madre Cecilia, morta di cancro due anni prima. **Tutto falso, una trovata semplice (ma vincente) per intenerire gli appassionati di boxe e permettere a de la Hoya di conquistare rapidamente milioni di seguaci.**

«**La gente deve sapere, devo togliermi questo peso. Questo è l’unico modo. Gli ultimi 45 anni sono stati duri per me**» racconta in apertura de la Hoya ed **effettivamente non mancano i colpi di scena**. Se da un lato è impossibile non apprezzare il talento del pugile, con quel gancio sinistro in grado di mandare al tappeto chiunque, dall’altro lato è altrettanto complicato provare empatia nei confronti di un milionario egoista, donnaiolo, che sembra tutt’altro che interessato a costruire un rapporto con i sei figli. E poi l’alcol, i tradimenti, le continue menzogne. Un ritratto in chiaroscuro, ma che lascia presagire una luce in fondo al tunnel. **La nuova attività da promoter, il percorso di riabilitazione per battere la dipendenza dall’alcol e soprattutto questo documentario, che mostra un de la Hoya nuovo, vero. Del resto è lui il primo ad ammetterlo: «Golden Boy non è nient’altro che una farsa».**

di *Massimo Balsamo *
