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title: "&#8220;L&#8217;esorcismo di Emma Schmidt&#8221;: possessioni, rituali e Al Pacino"
description: "Abbiamo visto \"L'esorcismo di Emma Schmidt\" con una buona interpretazione di Al Pacino. Un horror che tutto sommato funziona"
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date: 2025-06-10
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/lesorcismo-di-emma-schmidt-possessioni-rituali-e-al-pacino/
categories: [Spettacoli]
tags: [Cinema]
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# &#8220;L&#8217;esorcismo di Emma Schmidt&#8221;: possessioni, rituali e Al Pacino

![L'esorcismo di Emma Schmidt](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/UNA-FOTO-188-1024x639.jpg)

Abbiamo visto "L'esorcismo di Emma Schmidt" con una buona interpretazione di Al Pacino. Un horror non horror che, tutto sommato, funziona

**Quando si parla di cinema horror, uno dei filoni più frequentati è senza dubbio quello delle possessioni. **Da quando L'Esorcista ha tracciato il primo solco, molti registi si sono cimentati nel genere. Ultimo in ordine di tempo è David Midell con il suo **“L'esorcismo di Emma Schmidt – The Ritual”**, nei cinema italiani in questi giorni, che affronta uno degli esorcismi più noti e inquietanti mai documentati. Siamo nel 1928:** Emma Schmidt (Abigail Cowen) viene ricoverata in un convento isolato a Earling, Iowa. La giovane manifesta comportamenti inspiegabili e un deterioramento fisico che nessun medico riesce a comprendere. **L’unica speranza rimasta è padre Theophilus Riesinger (Al Pacino), chiamato a compiere un esorcismo disperato.

**Se lo schema narrativo segue i canoni più classici del genere, è l’approccio visivo a distinguere il film: la messa in scena è cruda, diretta, con un taglio fortemente documentaristico e una forte aderenza al reale, da premessa**. La tensione cresce lentamente, alimentata dal senso di impotenza e dalla costante alternanza tra presenza e assenza del male, senza ricorrere a jump scare o mostri grotteschi. È l’attesa, più che l’azione, a dominare.** Sebbene non manchino alcune sbavature, tra cliché di genere e ritmo altalenante (complice la scelta stilistica), spiccano le interpretazioni intense di Dan Stevens e Al Pacino**, rispettivamente nei panni di un giovane prete tormentato dai dubbi e di un anziano frate schiacciato dai propri sensi di colpa.

di *Federico Arduini*
