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title: Licorice Pizza, il film antidoto all’ipocrisia made in Hollywood
description: Passato in sordina agli ultimi Oscar, Licorice Pizza, ambientato durante la crisi energetica degli anni ‘70, sembra parlare proprio della Hollywood dei tempi andati, di un’epoca fatta di possibilità e meno ipocrisia. Nel cast anche Bradley Cooper e Sean Penn.
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date: 2022-04-01
modified: 2022-06-21
author: Elena Bellanova
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/licorice-pizza-il-film-antidoto-allipocrisia-made-in-hollywood/
categories: [Recensioni, Spettacoli]
tags: [Cinema, Oscar, usa]
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# Licorice Pizza, il film antidoto all’ipocrisia made in Hollywood

![Licorice Pizza, il film antidoto all’ipocrisia made in Hollywood](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Licorice-pizza-Sentieri-1024x486.jpeg)

Passato in sordina agli ultimi Oscar, Licorice Pizza, ambientato durante la crisi energetica degli anni ‘70, sembra parlare proprio della Hollywood dei tempi andati, di un’epoca fatta di possibilità e meno ipocrisia. Nel cast anche Bradley Cooper e Sean Penn.

**Gli Oscar 2022 avrebbero dovuto intrattenere, provare ad alleggerire gli animi, in momenti così bui e tormentati come quelli che stiamo vivendo**. E invece abbiamo assistito a **una Hollywood ipocrita**, [in preda a istinti animaleschi](https://laragione.eu/evidenza/interessa-di-piu-un-pugno-che-la-magia-del-cinema/), in contrasto con una patinata visione della classe elitaria che applaude sorridente e segue le regole del gioco.

**Eppure, quando ancora non erano così noti, quegli stessi volti facevano la coda ai provini **per ricevere rifiuti uno dopo l’altro, pagandosi gli studi in una delle facoltose scuole di recitazione, lavorando come camerieri “*solo fino a quando non ottengo la parte”.* Molti di loro, non proprio tutti.

Quella Hollywood sembra essersi **dimenticata da dove si comincia**, cosa sia diventata negli ultimi 40 anni, quale sia il vero scopo di fare cinema, ovvero narrare una realtà fedele o possibile. 

Sarà per questo che il regista **Paul Thomas Anderson** (Magnolia, The Master, Il filo nascosto) ha voluto ricordarlo nel suo film, offrendo la visione di una periferia oggi quasi inesistente.

***Licorice pizza, ***candidato nelle categorie miglior film, miglior sceneggiatura originale e miglior regia, è passato quasi inosservato in questa edizione. 

**Ambientato nella San Fernando Valley degli anni 70, **uno dei quartieri residenziali** al di là delle colline di Hollywood** - che certamente ne subisce il fascino e ne condivide spesso le personalità - osserviamo due personaggi, Alana e Gary (gli esordienti Alana Haim e Cooper Hoffman, figlio del talentuoso e rimpianto Philip Seymour Hoffman) che iniziano a **condividere esperienze di vita insieme**. 

**Lei 25 anni, lui 15 e follemente innamorato** a prima vista della giovane più grande di dieci anni. Lei statica nel suo smarrimento da ventenne, accompagnato da una famiglia ebrea particolarmente giudicante, lui fin troppo maturo e determinato, sfacciato e ottimista con appena **alle spalle una carriera da attore bambino**.

Nessuna possibilità che i due finiscano insieme: l’età, l’attitudine, la coinvolgente routine degli anni 70, dove la musica padroneggia le strade e la voglia di cambiamento rende essenziale l’attivismo. **Eppure qualcosa c’è e tutti sembrano notarlo tranne i protagonisti.**

Una commedia delicata, essenziale, capace di mostrare l’amore e i suoi stratagemmi senza offrire una chiave, ma solo il percorso. 

A renderla speciale però, è quella **determinata nostalgia che ti riporta a pensare a quando il mondo potevi davvero cambiarlo**.

Osservando Gary reinventarsi con faccia tosta e risolutezza, passando dal lavoro come attore, fino a improvvisarsi imprenditore tra materassi ad acqua e sale giochi, viene voglia di **mandare tutto all’aria**.

Si sorride tanto, a tratti viene da chiudere gli occhi e lasciarsi semplicemente travolgere dal ritmo incessante, dai colori di **quei sobborghi ancora poco ingombrati da costruzioni e catene di fast food**, dalla necessità di fare qualcosa per davvero perché altrimenti non ha senso esistere.

Quei sobborghi però sono gli stessi dove si rischia di rimanere incastrati quando **nel 1973 la crisi energetica porta a un aumento sostanzioso del prezzo al barile e l’embargo petrolifero** limitando gli spostamenti della popolazione. 

Un episodio delicato diventa un pretesto per parlare di possibilità - **spesso improbabili come ritrovarsi a trasportare un materasso nella casa di Barbara Streisand** - guidando un furgone senza benzina semplicemente facendolo scivolare dalle colline (divertentissima la partecipazione di **Bradley Cooper **che in pochi minuti porta in scena un personaggio atroce ma difficile da dimenticare).

Oppure recitare in un film accanto a **Sean Penn che interpreta un attore di successo decisamente egocentrico** forse proprio in riferimento a quella tanto ambita e odiata Hollywood. 

Quello che è certo è che **Paul Thomas Anderson sa perfettamente cosa manca a questo mondo** e ce lo mostra con nostalgia ma anche autenticità in un film che è un piccolo gioiello e che forse, **in questa stagione di diamanti**, lo scopriremo tra qualche tempo quando riaprendo il portagioie avremo voglia di una piccola e discreta perla.

di *Elena Bellanova*
