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title: La musica italiana non cerca più nuovi autori
description: Se girando da una radio all’altra vi sarà capitato di sentire un che di assonante, probabilmente i brani sono scritti dagli stessi autori
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date: 2025-01-24
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/lindustria-discografica-non-cerca-piu-nuovi-autori/
categories: [Spettacoli]
tags: [Italia, musica, Musica italiana, società, spettacoli]
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# La musica italiana non cerca più nuovi autori

![autori-musica-italiana](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/autori-musica-italiana-1024x639.jpg)

Se girando da una stazione radio all’altra vi sarà capitato di sentire un che di assonante, la ragione è che probabilmente i brani sono scritti dagli stessi autori

**Fra le critiche più diffuse nei confronti della musica *mainstream* di casa nostra c’è quella che la vorrebbe suonare “sempre tutta uguale”.** E se è pur vero che spesso e volentieri si esagera, forse un pizzico di verità in questo assunto c’è. E il motivo è presto spiegato. Se girando da una stazione radio all’altra, di *playlist* in *playlist*, vi sarà capitato di sentire un che di assonante, una lontana parvenza di famigliarità fra brani apparentemente tanto diversi tra loro, la ragione è che probabilmente son stati entrambi scritti dallo stesso autore.

**Premettiamo che, a ben guardare, [grandi autori](https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/vincenzo-incenzo-scrivo-canzoni-per-fare-domande/)di tante canzoni di successo da noi ci sono sempre stati. **Basti pensare a Giulio Repetti in arte Mogol o a Gianni Bella, per fare i primi due nomi che ci vengono in mente. **Ma da qualche anno a questa parte la musica italiana vede sempre più affermarsi un monopolio granitico di una cerchia ristretta di autori.** Che, per via della capacità di sfornare *hit* in grado d’intercettare i gusti della gente meglio degli altri, è sempre più richiesta da artisti e case discografiche.

**Queste ultime, un tempo fucina di talenti e in grado di trovare penne nei peggiori bar di Caracas tramite un capillare *scouting*, oggi non sono più inclini al rischio.** E sembrano affidarsi con più predisposizione a chi ha dimostrato di saper scrivere brani di successo. **D’altronde – con le canzoni sfornate una dietro l’altra e il mercato che cambia sempre più velocemente – come dar loro torto, si dirà. **Il risultato rischia però di essere un appiattimento. Che nulla ha a che spartire con la policromia di un mezzo come la musica e la canzone.

E così, **buttando un occhio veloce alle penne che hanno firmato i pezzi in gara nel prossimo Festival di Sanremo, ci si accorgerà di un dato emblematico. 11 autori per 20 brani su 30, oltre il 65% del totale.** Fra i nomi spicca quello di Federica Abbate, che straccia la concorrenza tutta firmando la musica e il testo della bellezza di 7 brani. Secondo posto sul podio per Davide Simonetta, che co-firma 5 brani. Seguito da Davide Petrella che, come nel 2024, mette il suo nome in calce a ‘soli’ 4 brani. **Discorso a parte meriterebbe chi – come Rocco Hunt in questo Festival, ma tanti in generale – fa firmare la musica del suo brano a 6 persone. Il testo però è solo suo, dai.** Quest’anno soltanto due ‘*big*’ sono gli unici autori dei propri brani: Brunori Sas e Kekko dei Modà.

**Si è preso Sanremo solo come esempio, la tendenza tocca ogni stagione dell’anno. **Non ci resta che sperare che qualcuno dismetta questa ricerca spasmodica della formula per la *hit* perfetta. Dedicandosi piuttosto a scandagliare il ricchissimo sottobosco di talenti e autori che c’è, eccome, lungo lo Stivale. Per vedere un po’ l’effetto che fa. Magari nasceranno nuove sonorità o anche solo nuove penne capaci di movimentare un po’ questa calma piatta.

*Di Federico Arduini*
