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title: "Live Aid: il suono di un’era nel libro di Gabriele Medeot"
description: I 40 anni dal leggendario Live Aid, probabilmente il più grande evento musicale del secolo scorso
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date: 2025-07-12
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/live-aid-il-suono-di-unera-nel-libro-di-gabriele-medeot/
categories: [Spettacoli]
tags: [libri, musica]
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# Live Aid: il suono di un’era nel libro di Gabriele Medeot

![Live Aid](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/07/UNA-FOTO-305-1024x639.jpg)

I 40 anni dal leggendario Live Aid, probabilmente il più grande evento musicale del secolo scorso

Fra gli anniversari musicali più significativi di quest’anno è impossibile non ricordare quello che cade proprio domani, 13 luglio: **i 40 anni dal leggendario Live Aid, probabilmente il più grande evento musicale del secolo scorso. **Oltre 16 ore di musica *non-stop*, due palchi (a Londra e Philadelphia) collegati fra loro **da 16 satelliti, più del 90% delle televisioni mondiali sintonizzate e un *cast* di oltre 70 artisti: da Paul McCartney ai Queen, da David Bowie ai Led Zeppelin, passando per Madonna, U2 e tanti altri.** Praticamente tutto il meglio che la musica internazionale potesse offrire in quel momento si era riunito per raccogliere fondi a favore dell’Etiopia, devastata da una terribile carestia. Un affresco potente di un’epoca in cui la musica sembrava davvero poter cambiare il mondo.

Per celebrare questo anniversario, **lo scorso 4 luglio è uscito** **“Live Aid: Il suono di un’era. Gli anni Ottanta e il sogno di un mondo migliore”** (Tsunami Edizioni), il nuovo libro di Gabriele Medeot, musicista e *storyteller* con oltre trent’anni di esperienza. Un volume che va a fondo non soltanto nella cronaca di quel giorno irripetibile, ma anche nella cultura, nella musica e nello spirito di un decennio. Spiega Medeot: «**Il Live Aid fu un punto di svolta. Lo è stato per me, per la musica e per quel periodo storico. Dopo quella sera, nulla fu più come prima**». Il libro mescola racconti, ricordi e riflessioni personali: «**Se guardo al me stesso di allora, sognavo il pianoforte da sempre. La musica era una presenza naturale nella mia vita**. Eppure quel bambino rimase folgorato davanti al televisore. Non capivo esattamente cosa stesse succedendo, ma percepivo che era qualcosa di enorme. Col tempo ho capito che quella cosa mi apparteneva**. Gli artisti del Live Aid, l’energia, la musica, l’esempio sono diventati fari. Mi hanno sempre ‘tenuto in bolla’, come si dice**».

Non fu soltanto un concerto, ma un vero giro di boa per un’epoca intera. **«Gli anni Ottanta iniziano davvero soltanto alla metà di quel decennio, perché fino al 1983 in fondo eravamo ancora dentro gli anni Settanta. **E si chiudono già un paio d’anni dopo: da lì in poi eravamo di fatto già negli anni Novanta» ragiona Medeot. Durante la scrittura del libro l’autore è rimasto colpito da molte scoperte: «Scrivere è stata una terapia. **Come in un percorso terapeutico, mi sono confrontato con il me stesso di allora, con gli occhi di oggi. **Ho scoperto per esempio che il Live Aid era inizialmente previsto per un’altra data, ma anche tutte le difficoltà tecniche che ci furono quel giorno. **Tantissimi artisti ebbero problemi tecnici seri, eppure nessuno si fermò, nessuno si lamentò: penso a Paul McCartney che canta e suona due minuti ‘al buio’, senza che nessuno possa sentirlo perché il suo microfono non funziona. **Nessuna scenata, nessun ego. **Soltanto musica. Soltanto messaggio**».

Inevitabile il confronto con l’oggi, con un mondo che fatica a produrre un evento del genere, nonostante i mezzi e le emergenze globali non manchino. **Perché non c’è stato un nuovo Live Aid? La risposta di Medeot è chiara e lucida**: «**Viviamo una crisi profonda, sociale, culturale e umana. Eppure non riusciamo a fare qualcosa di davvero determinante. Perché?** Perché credo che il momento storico sia maturo per qualcosa di grande. Ma noi esseri umani non lo siamo. E non so se torneremo a esserlo, anche se spero di sbagliarmi». E l’invito va a chi oggi ha l’età che avevano gli artisti di allora: «**Nel 1985 avevano tra i 28 e i 40 anni. Erano giovani, consapevoli, capaci di sognare. I grandi della musica furono capaci di radunarsi e hanno fatto la storia. Chi dovrebbe farlo oggi? **Gli artisti della nostra epoca, quelli che rappresentano i giovani. Ma qui qualcosa si è incrinato. Non per colpa loro, sia chiaro, ma perché siamo figli del nostro tempo. E oggi abbiamo e produciamo la musica che ci meritiamo».

di *Federico Arduini*
