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title: "&#8220;L&#8217;Orto Americano&#8221;, l&#8217;ultimo film di Pupi Avati"
description: "Pupi Avati gira il suo ultimo film, \"L’orto americano\", un horror con uno stile che non si vede più nel cinema italiano"
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date: 2025-03-09
author: Hilary Tiscione
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categories: [Spettacoli]
tags: [Cinema, Italia, spettacoli, usa]
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# &#8220;L&#8217;Orto Americano&#8221;, l&#8217;ultimo film di Pupi Avati

![l'orto-americano](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/lorto-americano-1024x639.jpg)

Pupi Avati gira il suo ultimo film, *L’orto americano*, tra l’Italia e gli Stati Uniti. E torna all’horror con uno stile e una tecnica di cui ormai non si vedeva più l’ombra nel cinema italiano

Pupi [Avati](https://laragione.eu/life/spettacoli/pupi-avati-vestale-dell-al-di-la/)gira il suo ultimo film, *L’orto americano*, tra l’Italia e gli Stati Uniti. E **torna all’horror con uno stile e una tecnica di cui ormai non si vedeva più l’ombra nel cinema italiano.** La pellicola, tratta dall’omonimo romanzo scritto dal regista, è un gioiello. Che mette in scena la vicenda di un giovane scrittore (con i tratti del volto che ricordano in modo impressionante quelli di Kafka) che rimane catturato dall’apparizione di una donna misteriosa. Al punto da innamorarsene al primo sguardo.** Ci troviamo a Bologna nel 1945, la donna entra nella bottega di un barbiere per chiedere un’informazione. E lui** (l’attore Filippo Scotti, già Fabietto in *È stata la mano di Dio *di Paolo Sorrentino) **ne rimane folgorato.**

**Deve però partire per l’America e per un misterioso intento dell’universo, per un intreccio fatale, finisce proprio sulle orme di questa ragazza di nome Barbara.** Si trova infatti a stretto contatto con la madre della donna (di cui fa un’interpretazione straordinaria Rita Tushingham). Che lo porta a confrontarsi con il passato della figlia di una bellezza imprigionante. **Il giovane è sempre più sedotto dalla presenza-assenza di questa fantasmatica dea. Ma la ragazza è scomparsa. Non ha mai più dato sue notizie, resta qualche lettera ormai di tempo addietro.** La madre è disperata. Ha il volto solcato dal dolore. Sembra assurdo che il giovane, dall’altra parte del mondo, sia capitato proprio nella casa accanto a quella della donna che ormai abita ossessivamente i suoi pensieri. Questa inverosimiglianza è parte del bello di questa fiaba onirica, poetica e orrorifica.

Il giovane è contagiato dal ricordo di lei, allo stesso tempo avvelenato da una realtà che lo imbriglia e da uno stratagemma irrisolvibile. **L’intreccio si complica ulteriormente quando dall’orto che separa la casa dello scrittore da quella della madre di Barbara, il ragazzo avverte delle voci di donna insistenti.** Dove si nasconde questa donna? La voce proviene dall’orto, ma dove si trova? Sottoterra? È reale? La sta immaginando? La donna è scomparsa in Italia, il giovane si mette sulle sue tracce e riparte per la città natale. Ma **durante la ricerca, incappa in figure sempre più losche, sospette, inquietanti.**

***L’orto americano*, che ha chiuso l’81esima Mostra del Cinema di Venezia,* *è un horror di intima eleganza. Con una fotografia che penetra dentro lo sguardo dello spettatore con delle immagini imponenti e allo stesso tempo piene di grazia. **È un bianco e nero di quelli che appartengono a un’altra epoca, puro incanto, pura bellezza, suspense crescente modellata con sublime intelligenza. Ricorda uno dei grandi classici del cinema statunitense che hanno lasciato il segno. Il Maestro del gotico, dopo *Bix* (1991) che raccontava la storia del jazzista *Bix *Beiderbecke e *Il nascondiglio* (2007), torna a girare a Davenport (Iowa). In una città da tempo familiare e in quei luoghi dell’America più profonda, maneggia di nuovo il misterico con quella sua cifra inimitabile.

*Di Hilary Tiscione*
