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title: "&#8220;Luck and Strange&#8221;, il ritorno di David Gilmour"
description: "David Gilmour torna dopo nove anni con un nuovo disco, \"Luck and Strange\", che abbiamo ascoltato in anteprima. Ecco cosa ne pensiamo"
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date: 2024-08-27
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/luck-and-strange-il-ritorno-di-david-gilmour/
categories: [Spettacoli]
tags: [musica, rock]
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# &#8220;Luck and Strange&#8221;, il ritorno di David Gilmour

![Luck and strange](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/08/Evidenza-sito-1514-1024x639.jpg)

David Gilmour torna dopo nove anni con un nuovo disco, "Luck and Strange", che abbiamo ascoltato in anteprima. Ecco cosa ne pensiamo

Quando si pensa alla chitarra elettrica e a chi impugnandola ha saputo diventare un’icona è impossibile non citare **David Gilmour**. **Chitarrista inconfondibile per tocco e musicalità**, ha scritto con i **Pink Floyd **pagine indelebili di storia del *rock* **per poi dedicarsi a una carriera solista di successo tra stadi, arene *sold out* e dischi di indubbio valore artistico**. Da qualche anno a questa parte, tuttavia, molti lo volevano già in pensione e sembrava aver appeso la chitarra al chiodo, immerso nella tranquillità e nel calore della sua famiglia e nelle passeggiate in campagna. **Niente di più sbagliato, le apparenze ingannano**. E così, dopo un primo singolo uscito nel lontano 2020 a interrompere il silenzio, qualche mese fa ecco arrivare prima le immagini in studio, poi le voci a susseguirsi e** infine l’atteso annuncio di un nuovo disco – “Luck and Strange” – in uscita il prossimo 6 settembre con annesso *tour* mondiale, che vedrà la sua anteprima assoluta proprio in Italia nelle sei date già *sold out* al Circo Massimo di Roma, le uniche nell’Europa continentale.**

**Abbiamo avuto la possibilità di ascoltare a lungo il disco e possiamo dirvi che i nove anni di attesa sono valsi fino all’ultimo minuto.** Registrato nell’arco di cinque mesi fra Brighton e Londra, “Luck and Strange” **vede Gilmour affiancarsi nella produzione a Charlie Andrew**, **che ha saputo traghettarlo in un impasto musicale contemporaneo, in mondi sonori inesplorati, per un disco che suona unitario nel *sound*, nelle tematiche e nella direzione**, **con ogni strumento e suono al posto giusto.** Disse Gilmour di Andrew: «**Ha una meravigliosa mancanza di conoscenza e rispetto per il mio passato musicale.** È molto diretto e non si lascia intimidire in alcun modo e questo mi piace molto. È ottimo per me, perché l’ultima cosa che voglio è che le persone con cui lavoro si rimettano a me». **Aveva ragione. Gli arrangiamenti orchestrali così come i cori** – tra le voci la **figlia Romany**, che nel disco suona l’arpa e canta la bellissima *cover* del brano dei Montgolfier Brothers “**Beetween Two Points**” –** sono dosati ed emergono là dove necessario, donando ai singoli brani profondità emotiva, respiro e tridimensionalità, per un disco che sa ruggire, pur in una pacifica malinconia.** L’architrave sonoro è sorretto da una spina dorsale ritmica fondamentale, secca e presente.** I testi, scritti quasi interamente (come da più di trent’anni a questa parte) dalla penna della moglie Polly Samson, intessono di brano in brano un unico discorso che fa perno sull’ineluttabilità della morte, sulla vecchiaia che avanza e sul tempo che passa, con i suoi giorni, le sue sfide, gli amori e gli affetti che sfuggono via come sabbia tra le dita**: la marea del tempo sale e scende, inevitabile e impossibile da fermare, con il mondo là fuori sempre più immerso nell’oscurità.

**Ma è quando Gilmour lascia andare libera la sua chitarra che si compie definitivamente la perfetta magia, immutata nel tocco ma diversa nel canto, struggente e malinconica ma anche ruggente e graffiante nell’emergere sulle punte degli archi, tra le onde delle tastiere. **Nove tracce che si aprono con “**Black Cat**”: una sorta di preludio strumentale che traghetta l’ascoltatore nell’universo sonoro del disco fino ad attraccare alla ***title track* “Luck and Strange”**. Figlia di una *jam session* del lontano 2007, che possiamo ascoltare integralmente in chiusura di disco, **vede Gilmour dialogare in musica con l’organo Hammond e il piano elettrico del compianto Richard Wright**, tastierista dei Pink Floyd scomparso nel 2008.

Si potrebbe scegliere di analizzare ogni singola traccia, di raccontarvi tutto per filo e per segno, **ma vi toglieremmo la possibilità di scoprire da voi quello che probabilmente è il miglior disco della carriera solista di David Gilmour.** Scegliamo quindi di raccontarvi soltanto uno di questi brani, benché la scelta non sia affatto facile,** ed è “Scattered**” (che chiude di fatto gli inediti del disco): **uno di quei brani che ti fanno ringraziare il cielo d’averlo potuto sentire. **Aperto da un battito cardiaco di darksidiana memoria con un testo commovente scritto a sei mani insieme alla moglie e al figlio Charlie, rappresenta indubbiamente la perla di questo lavoro, **impreziosita da un *break* orchestrale da brividi e da un lunghissimo assolo di chitarra emotivamente lacerante, da lacrime agli occhi.**

di *Federico Arduini *
