Maddalena racconta “EI MADDALENA”: “La felicità è un istante breve: riconosciamolo”
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Maddalena sul suo nuovo singolo e sul suo progetto artistico
Maddalena racconta “EI MADDALENA”: “La felicità è un istante breve: riconosciamolo”
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Maddalena sul suo nuovo singolo e sul suo progetto artistico
Maddalena racconta “EI MADDALENA”: “La felicità è un istante breve: riconosciamolo”
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Maddalena sul suo nuovo singolo e sul suo progetto artistico
C’è un modo interessante e tutt’altro che scontato di fare pop oggi: prendere un’intuizione alta, persino filosofica e tradurla in un linguaggio diretto, immediato. È il sentiero che Maddalena prova a percorrere con “EI MADDALENA”, un singolo che parte da una storia personale ma la allarga fino a renderla condivisibile. Dentro il brano c’è un’esortazione rivolta prima di tutto a sé stessa, una specie di scossa interiore, come ci racconta: “È ovviamente una storia personale, ma ha una forte valenza autoironica. In qualche modo rivolgo un’esclamazione a me stessa, come a dire: svegliati un po’ e cogli l’attimo”.

Il cuore della canzone sta tutto qui: nella necessità di accorgersi dei momenti di felicità quando arrivano, senza pretendere che siano eterni. Un’idea che l’artista lega a una suggestione precisa, quella del pendolo di Schopenhauer, rielaborata però “in chiave pop”: “La condizione di felicità è una condizione molto precaria e temporanea”, spiega. “È un istante breve che corre veloce tra noia e rumore, come racconta il ritornello”. Da qui nasce il vero messaggio del singolo: riconoscere gli istanti di luce, fermarsi a guardarli, imparare a essere grati quando si presentano: “Non è possibile pretendere o immaginare di stare bene sempre, ma quando ci ricordiamo di vivere un momento sereno almeno soffermiamoci a riconoscerlo”.
È un impianto concettuale forte, ma la canzone non si appesantisce mai. Al contrario, lavora proprio sull’equilibrio tra riflessione e accessibilità, tra profondità e leggerezza. Maddalena lo dice chiaramente: “Tendo a voler mischiare delle riflessioni che magari provengono anche dai miei studi precedenti, quindi un po’ più profonde e introspettive, a un linguaggio contemporaneo e immediato. La sfida di ogni cantautore emergente è tradurre con un linguaggio chiaro, esplicito e diretto delle intuizioni più complesse”.
Anche sul piano sonoro il singolo cerca quella stessa mediazione. Il brano si muove infatti dentro una cornice pop ed elettronica ben definita, con una scrittura che punta a essere riconoscibile senza rinunciare a un contenuto più denso. In questo percorso si inserisce la collaborazione con CanovA, con cui Maddalena ha appena iniziato a lavorare. “È un viaggio appena iniziato”, racconta. “Lui sicuramente ha portato quel pop e quelle cifre contemporanee di cui ho bisogno, perché il mio goal è cercare di conciliare testi che abbiano un significato un po’ più denso con delle sonorità dritte”. Ed è proprio a partire dal singolo che questa direzione sembra emergere con maggiore chiarezza.
Nel racconto dell’artista, la collaborazione con CanovA nasce in un momento chiave, legato anche all’incontro con Lorenzo Jovanotti, di cui Maddalena ha aperto alcune date in primavera, che rappresenta, nel suo percorso, uno snodo importante. Maddalena ne parla come di un passaggio decisivo, non solo sul piano professionale ma anche umano. “È stato l’inizio di tutto”, dice. “In un mondo come quello della musica, che è complesso, avere degli artisti grandi come Jovanotti che riconoscono e intravedono un talento è un enorme onore”. Un riconoscimento che pesa più di tante altre dinamiche e che, inevitabilmente, apre porte: “Quando un artista grande ti dà fiducia è qualcosa di molto prezioso. Mi ha aperto delle porte importanti e sto iniziando con i miei singoli, con il mio progetto”.
di Federico Arduini
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
- Tag: musica
Leggi anche