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title: "Marco D&#8217;Amore, non solo Ciro di Marzio"
description: "Marco D'Amore si racconta oltre il suo celebre personaggio Ciro di Gomorra: i progetti e il rapporto con Napoli e con Toni Servillo"
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date: 2023-08-06
modified: 2023-08-05
author: Massimo Balsamo
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/marco-damore-non-solo-ciro-di-marzio/
categories: [Spettacoli]
tags: [Cinema, Evidenza, il personaggio, intervista]
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# Marco D&#8217;Amore, non solo Ciro di Marzio

![Marco D'Amore non solo Ciro di Marzio](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/08/Evidenza-sito-4-1.jpg)

Marco D'Amore si racconta oltre il suo celebre personaggio Ciro di Gomorra: i progetti e il rapporto con Napoli e con Toni Servillo

**Ciro Di Marzio ma anche molto di più**. Quarantadue anni appena compiuti, Marco D’Amore rientra di diritto nell’elenco degli attori e autori più interessanti d’Italia.

**Tanta gavetta, il teatro, il cinema** (impossibile non citare il bellissimo “Una vita tranquilla”) e poi “Gomorra - La serie”: l’*exploit* definitivo, un prodotto che ha scardinato le regole della serialità. Lui però non si è fermato, anzi ha rilanciato: **si è messo alla prova con la regia, prima de “L’immortale” e poi di “Napoli magica”**. «Il mio è un percorso fortunato, segnato da molti incontri proficui. Appena maggiorenne ebbi la fortuna di entrare in compagnia con Toni Servillo: fu uno spartiacque. **L’incontro con Toni mi ha spinto ad alzare l’asticella dei miei desideri**» ci racconta da Catanzaro, dove è fra i protagonisti della ventesima edizione del Magna Graecia Film Festival.

**Se si ripercorre la carriera di D’Amore, vi compare Napoli in tutte le sue forme**. Il suo rapporto con la città partenopea è sempre stato particolare: «Sostanzialmente di grandissima distanza: sono andato via a diciott’anni, tornandovi tredici anni dopo per “Gomorra”. Sono uno di quei figli della città andati via per studiare e raccogliere esperienze. A un certo punto ho sentito il dovere di restituire alla città quanto avevo appreso. **“Gomorra” mi ha dato una grandissima opportunità in questo senso**, così come i tre prodotti cinematografici che ho curato: “L’immortale”, una costola di “Gomorra”; poi “Napoli magica”, un progetto assolutamente mio, voluto e desiderato; infine **“Caracas”, che ho appena finito di girare con Servillo** e col quale ho chiuso la mia ideale trilogia su Napoli».

Tratto dall’opera letteraria “Napoli Ferrovia” di Ermanno Rea, **“Caracas” arriverà nelle sale nel 2024**. Una sfida stuzzicante per D’Amore, che avrà al suo fianco il già citato Servillo: «Toni per me rappresenta molte cose. Innanzitutto è un maestro inconsapevole: non ha nessuna pretesa di insegnare, ma lo fa quotidianamente con il suo impegno e il suo esempio. Mi ha insegnato l’importanza della cultura e del confrontarsi su temi diversi. Ma soprattutto** Toni è la persona che mi ha complicato la vita**: quando sei al fianco di un artista così enorme ti senti davvero piccolo. E questo mi ha sempre spinto ad andare avanti, a migliorarmi e a studiare. Gliene sono molto grato».

Un film da interprete e un altro da regista e sceneggiatore, **D’Amore si muove con destrezza nei diversi ambiti della settima arte** ed è conscio dei doveri di un autore: «**Bisogna assumersi molte responsabilità**. Se ci guardiamo intorno, lo scenario è abbastanza triste: non siamo più capaci di chiamare in sala il pubblico, mentre i titoli americani continuano a mietere risultati. A mio avviso dobbiamo caricarci sulle spalle tre necessità: primo, sviluppare un linguaggio contemporaneo; secondo, interrogarci su temi che facciano sentire allo spettatore la necessità di tornare in sala; terzo, il nostro cinema deve diventare un sistema, con un continuo confronto fra addetti ai lavori».

*di Massimo Balsamo*
