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title: Marinella divenne immortale
description: "Il capolavoro di De André, \"La canzone di Marinella\", nacque da tragica una storia vera. Ve la raccontiamo in queste righe"
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date: 2024-12-03
author: Stefano Faina
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/marinella-divenne-immortale/
categories: [Spettacoli]
tags: [musica, spettacoli]
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# Marinella divenne immortale

![Marinella](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/12/Evidenza-sito-1799-1024x639.jpg)

Il capolavoro di De André, "La canzone di Marinella", nacque da tragica una storia vera

Nell’ottobre del 1968, durante una puntata di “Canzonissima”, **Mina si esibisce in un brano del suo ultimo *album* pubblicato qualche mese prima: “La canzone di Marinella”**. Il pezzo ha una storia molto particolare alle spalle. Innanzitutto quella di Mina non è la versione originale.** Scritto e inciso da Fabrizio De André, il brano era già uscito sei anni prima passando quasi sotto silenzio.** Tuttavia, dopo il successo della versione proposta da Mina, su quella ballata e sul suo autore si accendono i riflettori del grande pubblico, conquistato dalla vicenda narrata nel testo. **Perché quella scritta da De André è in realtà la storia di un sogno. **Un sogno finito male, affogato in un giorno di gennaio del 1953 nelle gelide acque di un fiume e reso eterno dalla penna del cantautore che, negli anni successivi, farà di quella canzone uno dei suoi classici.

**Il luogo dove prende vita la vicenda di Marinella è la Milano degli anni Cinquanta del secolo scorso. Marinella, che nella realtà si chiama Maria Boccuzzi, è una ragazza di origine calabrese che ha raggiunto il capoluogo lombardo alla fine degli anni Venti. **Come per molti immigrati, anche per lei quella metropoli pare portatrice della speranza di una vita migliore e di un futuro sereno. Trova lavoro a 15 anni, nella Regia Manifattura Tabacchi di via Moscova. Qui fa quello che – ai suoi occhi ingenui di ragazzina – le sembra l’incontro della vita con un giovane studente lavoratore di cui si innamora perdutamente.** La famiglia non acconsente a quell’unione, i due scappano, ma dopo un anno finisce tutto e lei si ritrova sola e con l’onta del disonore.**

**Qui inizia la seconda parte della sua esistenza.** Maria prova a entrare nel mondo dello spettacolo, un ambiente in cui a quei tempi il suo passato non è oggetto di critiche e giudizi.** Col nome d’arte di Mary Pirimpo, prova a cominciare una nuova vita come ballerina.** Anche stavolta però c’è un incontro destinato a cambiare le carte in tavola: **quello con Jimmy, ballerino di fila per Wanda Osiris e animatore delle notti all’“Arethusa”, un *night club* molto in voga.** Maria pensa che l’uomo possa aiutarla a coltivare le sue aspirazioni, ma Jimmy ha altre idee. **La presenta a un suo amico, tale Carlone, che con le rutilanti luci del palcoscenico ha poco a che fare.** **Maria si ritrova così a essere una ‘ragazza di vita’. **Una *routine* squallida e degradante, ben lontana da quelli che erano i suoi sogni di bambina, che continua fino alla mattina del **28 gennaio 1953**, quando un operaio che si sta recando al lavoro nota un corpo sul greto del fiume Olona. **È Maria, crivellata da sei colpi di pistola.**

**La notizia conquista le prime pagine dei giornali e sconvolge l’opinione pubblica. Un resoconto di quei fatti finisce anche sotto gli occhi di un 23enne Fabrizio De André** che – colpito dalla vicenda – decide di metterla in musica. La primissima versione de “La canzone di Marinella” non è però quella che tutti conoscono.** Il testo, volutamente intriso di particolari crudi e rimandi neppure troppo velati alla sessualità, non fu ritenuto adatto, costringendo il cantautore a revisionarlo**. Consegnandoci così il capolavoro che è poi passato alla Storia. E facendo (almeno in parte) giustizia a Maria, **il cui assassino non verrà mai trovato. **

**Lei, «volata in cielo su una stella», alla fine non è mai morta veramente**. Grazie soprattutto a quel ragazzo genovese che, con la sua poesia in musica, le ha regalato una forma di immortalità.

di *Stefano Faina e Silvio Napolitano*
