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title: Una, nessuna e cento Monica Vitti
description: Ci lascia all’età di 90 anni Monica Vitti. Ci piace ricordarla come la donna dai cento volti, capace di regalare interpretazioni in grado di smuovere l’Italia del tempo. 
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date: 2022-02-02
author: Elena Bellanova
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/monica-vitti/
categories: [Evidenza, Spettacoli]
tags: [Cinema, Italia]
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# Una, nessuna e cento Monica Vitti

![Una, nessuna e cento Monica Vitti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Evidenza-sito-1-1.png)

Ci lascia all’età di 90 anni Monica Vitti. Ci piace ricordarla come la donna dai cento volti, capace di regalare interpretazioni in grado di smuovere l’Italia del tempo. 

**Ci lascia a 90 anni Monica, proprio quando l’Italia ha gli occhi puntati su un palco, quasi a dire “posso andare ora”**. Una dipartita silenziosa, frutto di una malattia neurodegenerativa che negli ultimi anni l’ha allontanata dalla realtà e l’ha portata ad abbandonare definitivamente le scene.

Una donna ammaliante, una persona coinvolgente, un personaggio intelligente.

**Lei che la vita ha sempre saputo mostrarla con lucidità e profondità nei suoi personaggi** e che grazie ai nomi incredibili ai quali è stata affiancata ha potuto portare all’estremo,** sfiorando canoni mai accettati fino a quel momento.**

Monica Vitti era nata per fare il cinema; **lei che al cinema nemmeno pensava quando Michelangelo Antonioni la notò in sala di doppiaggio**, mentre prestava la voce a Dorian Gray ne «Il grido», così presa dalla sua passione per il teatro dopo anni di studio a Roma e alcune degne interpretazioni dei grandi classici di Shakespeare, Molière e Brecht.

**Ma il cinema degli anni 60 aveva bisogno di una come lei per aprire le porte all’intensità struggente della [donna italiana](https://laragione.eu/adnkronos/news/addio-a-monica-vitti-da-musa-esistenzialista-di-antonioni-ad-attrice-comica/)**, sempre meno accondiscendente e sempre più combattiva e profonda. Un viso come il suo, d’altronde, non poteva che discostarsi dai canoni classici dell’epoca e **dare spazio a una nuova visione.**

Con Antonioni attraversa personaggi travolgenti, in **un ventaglio di personalità tutte volte a comunicare il senso di insoddisfazione della donna dei tempi**, troppo spesso rappresentata su due sole dimensioni. 

Con L'avventura (1960) **comincia il percorso di ricerca di entrambi sulla profondità e sull’esplorazione dei sentimenti** seguito da La notte (1961) e L'eclisse (1962), che chiude la trilogia lasciando spazio a Deserto rosso (1964), dove il personaggio femminile viene definitivamente esposto alla **ricerca di sé, in un’epoca di cambiamento e fermento**.

**Ma la vera difficoltà per Monica (e non certo per la sua bravura) arriva con la commedia**, grazie alla quale ha la possibilità di **scardinare ancora una volta i cliché dell’epoca** che volevano le donne simpatiche imbruttite o poco desiderabili. Monica Vitti aveva questo potere: **essere credibile anche quando interpretava ruoli comici**, nonostante la sua sconfinata bellezza. 

Nella seconda metà degli anni '60, Monica Vitti  abbandona il cinema di Antonioni (e la loro relazione) per l**asciare spazio a un’anima più leggera ma ugualmente di spessore**, recitando per Mario Monicelli in *La ragazza con la pistola* (1968) e successivamente al fianco di Alberto Sordi fino al successo di *Polvere di stelle* del 1973.

Chi si dimentica la celebre scena che li vede intonare una delle battute più celebri ( e abusate) della storia del cinema:['Ma 'ndo vai (se la banana non ce l'hai)'](https://www.youtube.com/watch?v=CB6jnG2PAJ8)in un duetto spumeggiante e ammiccante oppure le successive collaborazioni con artisti del calibro di Ettore Scola, Alberto Sordi, Eduardo De Filippo.

**Monica è stata una donna, prima che un’attrice, capace di coraggio e dedizione.** Una delle poche in grado di donarci una **versatilità credibile e ammaliante**, in grado di passare dall’intensità esistenziale alla comicità popolare, lasciando un’impronta importante che vede il suo apice nel debutto alla regia per il film “Scandalo segreto” (1990) da lei scritto e interpretato che le regalò il **David di Donatello per il miglior esordio**. 

La malattia, più che il desiderio di fermarsi, la vedono in pubblico per un’ultima volta durante la prima di “Notre Dame de Paris”, al fianco del marito **Roberto Russo, compagno di vita dal 2000 in una relazione tutt’altro che convenzionale** anche nella vita, che vede un uomo di 36 anni accanto a una donna di 52.

**Oggi si spegne una straordinaria personalità**, che seppe tenere testa a personalità altrettanto straordinarie, insegnando a un paese intero **a guardare quelle creature fragili e composte che erano le donne come degli esseri umani complicati e profondi**.

Con lei salutiamo una parte di Italia, **quella che seppe rompere barriere per aprirsi ad un mondo autentico**, in quell’epoca meravigliosa per il cinema italiano che ci regalò nuove esperienze e che è **ancora oggi riferimento per il mondo intero**.

di *Elena Bellanova*
