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title: Morta a 98 anni Adele Zerilli, la madre di Bruce Springsteen
description: "Bruce Springsteen ricorda la sua amatissima madre Adele Zerilli, con un video in cui ballano insieme al ritmo di \"In The Mood\" di Glenn Miller"
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date: 2024-02-02
author: Filippo Messina
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/morta-a-98-anni-adele-zerilli-la-madre-di-bruce-springsteen/
categories: [Spettacoli]
tags: [musica, viral]
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# Morta a 98 anni Adele Zerilli, la madre di Bruce Springsteen

![Bruce Springsteen madre](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Bruce-Springsteen-madre.png)

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2023-07-26 07:31:21

2023-07-26 05:31:21

L'atteso concerto che ha lasciato senza fiato di Bruce Springsteen ieri sera: 70.000 persone e una promessa: "We'll come back"

Non scrivevo di Bruce Springsteen dai tempi delle polemiche (giustificate, personalissima opinione come sottolineai all’epoca) per l’inspiegabile silenzio al concerto di Ferrara sul disastro di quei giorni in Romagna. Ieri sera, con altre 70.000 persone, sono tornato ad ammirarlo dal vivo sette anni dopo il tour 2016.

Teatro di uno dei live per eccellenza della storia del rock non l’iconico San Siro, ma un pratone del parco di Monza.

San Siro è San Siro e un prato resta un prato, che toglie forza e contesto, ma per fortuna anche Bruce è Bruce e si conferma tale a dispetto degli anni. La poetica di Springsteen, del resto, si accompagna ormai da tempo a quella del suo pubblico, fenomenale e dolce spaccato capace di abbracciare almeno tre generazioni. Un record condiviso con pochissimi eletti.

Guardarsi intorno vale di per sé il prezzo del biglietto: i bambini portati dai loro genitori e in alcuni casi persino dai nonni un po’ a forza - ammettiamolo - ma in un rito di “iniziazione“ musicale che riflette tutto l’amore e i ricordi di che con questo artista è cresciuto.

Le donne e gli uomini che arrivano trafelati dall’ufficio sostituendo cravatte e giacche con le magliette d’ordinanza vecchie ormai di decenni. Le “sciure” che tengono il tempo con contegno, ma non troppo, osservando il loro idolo coetaneo. Coppie che si tengono per mano come quarant’anni fa, in quel lontanissimo e mitico concerto di Milano di cui ancora oggi si vendono come cimeli i poster.

Sul palco, lui e la E Street Band di sempre, rinforzata da una spettacolare sezione di fiati - la E Street Horns - e fantastiche voci di supporto. Springsteen compirà 74 anni a settembre, continua giocare con le sue espressioni istrioniche e a fine concerto non rinuncia a mostrare i pettorali in forma assolutamente invidiabile. Allo stesso tempo, ha lasciato saggiamente ingrigire i capelli - rinunciando alle tinte totali di altri - per la prima volta un accenno di umanissima pancetta fa capolino e la mobilità di un tempo sul palco è un ricordo. La voce accusa qualche passaggio imperfetto e dispiace averlo notato in un momento atteso come “Born to Run“, ma resta il passaporto per i sogni di mezzo secolo, americani e non.

Il tour 2023 vive di un’impronta struggente e malinconica che fa capolino con regolarità nei passaggi più intimi. Quelli più sentiti da Bruce e non a caso tradotti in italiano sui mega schermi. I ricordi di chi non c’è più, il peso inesorabile del tempo, le riflessioni sulla morte: solo Springsteen le può vivere con questa naturalezza in un mega raduno di rockettari dai 7 ai 77 anni. Come la jam session a metà show o la cover di “Nightshift” dei Commodores. Tutto insieme, tutto logico nella poetica che affonda le sue radici in mondi ormai perduti.

Si chiude con una promessa, che ormai assume i toni della fede, perché il tempo è qui e non ci resta che ignorarlo: “We’ll come back”, assicura piano Bruce ed è l’ovazione più alta che si perde nel cielo del parco

Bruce Springsteen e la poetica del tempo

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2023-07-26 07:31:21

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2023-04-17 11:56:43

2023-04-17 09:56:43

Il Governatore del New Jersey, Phil Murphy, ha stabilito che il 23 settembre verrà istituito il Bruce Springsteen Day

Ora esiste la giornata nazionale del Boss. Mentre il leggendario artista americano chiude a Newark (New Jersey) il tour americano prima di prendere l'aereo per le esibizioni europee (il 18 maggio è a Ferrara), il Governatore del New Jersey, Phil Murphy, ha stabilito che il 23 settembre (giorno della nascita di Bruce) viene istituito il Bruce Springsteen Day. L'annuncio è stato dato dallo stesso governatore durante l'evento che si è tenuto all'Archivio e Centro per la Musica Americana Bruce Springsteen, alla Monmouth University a West Long Branch in New Jersey. Non poteva esserci omaggio più centrato. 

D'altronde, chi più di Springsteen - l'esploratore continuo e irrequieto attraversamento degli Stati Uniti, asfalto, polvere e rombo di una quattro ruote a caccia delle risposte su cosa significhi essere americano - ha saputo cantare le storie della via di mezzo del piccolo stato a un passo dalla Grande Mela. Tre anni fa il Boss (che ha recentemente superato il Covid-19), assieme alla moglie Patti Scialfa, in piedi nel loro living, hanno suonato, cadenza lenta e potente, "Land of Hope and Dreams" per promuovere una raccolta fondi in sostegno del New Jersey Pandemic Relief Fund, per combattere l'impatto sanitario, sociale ed economico sul Covid-19 sulle comunità più vulnerabili della sua terra. Solo l'ultima prova del suo legame, forse introvabile in altri artisti, con la terra d'origine. Sono decine gli elementi fisici che legano il New Jersey alle canzoni di Springsteen. Partendo da Asbury Park, dove Bruce ha vissuto gran parte della sua vita e citata nella copertina del suo primo disco, pubblicato 50 anni fa (Greetings from Asbury Park, N.J.). Ci sono edifici di Asbury Park decantati in diversi capolavori del songwriter americano, come Convention Hall e Paramount Theatre, quest'ultimo la "casa" di un masterpiece del Boss, il cd live "Darkness on The Edge Town".

Sempre ad Asbury Park c'è il Wonder Bar, un locale molto frequentato dal cantante americano: nella cover di "Born in the Usa", il cappellino di colore rosso nella tasca del jeans del Boss apparteneva al proprietario di questo bar. A pochi chilometri, a Freehold, anima operaia del New Jersey e città natale del Boss che presto dedicherà un museo al suo più famoso rappresentante nel mondo, c'è un edificio celeste che l'artista ha utilizzato come copertina di un altro singolo di grandissimo successo, "My Hometown". E a dieci km da Freehold, il nido che mai ha abbandonato, c'è Colts Neck, paradiso bucolico al centro del New Jersey, dove Bruce si è trasferito in una fattoria da 160 ettari, dove ha realizzato "Western Stars", la sua prima prova da regista, presentando il suo disco, suonando nel fienile della proprietà. Il Boss da tremila concerti nel mondo, che ha stregato gli Stati Uniti, senza mai staccarsi da casa sua. 

Di Nicola Sellitti

Bruce Springsteen monumento vivente

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2023-04-17 11:56:43

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2023-05-16 10:50:31

2023-05-16 08:50:31

Se c’è un detto comune che gira tra i fan è che il mondo si divida in due categorie: chi ama Bruce Springsteen e chi non lo ha visto dal vivo

Se c’è un detto comune che gira tra i fan è che il mondo si divida in due categorie: chi ama Bruce Springsteen e chi non lo ha visto dal vivo. Se lo incroci per strada, Bruce è una persona normale, per niente stravagante: alto 1,70 circa, i segni dell’età evidenti oramai sul viso, i capelli brizzolati; certamente anche un rocker, con orecchini, giacca di pelle d’ordinanza e occhiali da sole tra il vintage e il cool. Ma quando questo ‘vecchietto’ di 73 anni sale sul palco – come ha ripreso a fare 7 anni dopo “The River Tour”, superando le aspettative di tutti quelli che lo dichiaravano incapace di gestire alla sua età una tournée mondiale – e hai la fortuna di assistere a questo momento, saprai di essere spettatore di una incredibile trasformazione.

La persona normale che è nella vita di tutti i giorni, che vive nel suo paese di nascita, che quando ha voglia va a prendersi un gelato al Jersey Freeze e ad allenarsi nella palestra più vicina a casa, si trasforma in una presenza che stordisce anche chi, in quello stadio, è seduto nel posto più distante. Tutti arresi al fatto che, nella propria vita, c’è un prima e un dopo un suo concerto. Se sei sotto al palco, poi, le emozioni arriveranno a travolgerti. Così a ogni concerto circa mille persone ambiscono a stare lì davanti, proprio dove lui arriva, incrocia il tuo sguardo e ti sorride, scambia la sua armonica con la tua, lì dove la connessione è più forte. Mille persone che, dopo aver investito una (buona!) parte dei propri guadagni nell’acquisto di un biglietto di ingresso nella Pit-Area, giorni prima si organizzano nelle cosiddette roll calls: un sistema gestito da fan volontari che assegnano – a partire da circa 5 giorni prima la data del concerto e scrivendolo sulla mano – un numero che stabilisce l’ordine di ingresso, assegnato a seconda dell’arrivo nella location.

Il concerto è domenica? Se arrivi il mercoledì prima hai una buona probabilità di entrare tra i primi 50. E da quel momento inizia il Sabato del Villaggio nell’attesa di Bruce; per tre volte al giorno, quando arriva il tuo turno, dovrai presentarti all’appello e dichiarare il tuo nome. E se non ci sei, sei tagliato fuori dalle prime file. Tutto questo fino al giorno del concerto, dove dopo l’appello delle 13.00 circa devi rimanere in coda e attendere l’ingresso allo stadio. Una completa autogestione messa in pratica già nei precedenti tour e che garantisce – a chi ha il tempo e la possibilità di dedicarcisi – anche ai fan più anzianotti di evitare gli accampamenti notturni o le lunghe code all’alba. Perché è ovvio che il popolo del Boss non è fatto da energici ventenni ma da gagliardi 50enni se non da persone ancora più anziane e che i millennial rappresentano un’eccezione. Per Bruce domenica 7 maggio a Dublino ho visto fare questa trafila anche a persone che si accompagnavano a un bastone, a donne incinte, a uomini e donne con problemi di mobilità, persino a qualcuno che veniva dall’Australia o dal Canada.

Lo sappiamo: Springsteen non è più quello di San Siro nel 1985, non è nemmeno quello del 2016 e chi si aspetta quel tipo di concerto non lo troverà. È uno Springsteen più maturo, che si è messo a nudo nel suo spettacolo di Broadway, un uomo di 73 anni che comincia a vivere sulla propria pelle le più grandi paure: della morte innanzitutto, come canta in “The Last Man Standing”. Sa che non può aspettarsi una performances pensierata; ma sa che troverà la stessa energia, carisma, carica emotiva, bisogno di connessione di sempre. Sa anche che, seppure a modo suo, sarà una celebrazione dell’essere vivi. E noi, Bruce, siamo proprio felici di riaverti qui. See you further on up the road.

di Giulia Reale

Sotto il palco del Boss Bruce Springsteen

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2023-05-16 07:51:06

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