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title: Paul McCartney e “The Boys of Dungeon Lane”, la chiusura di un cerchio per un nuovo inizio
description: "Il nuovo disco di Paul McCartney conferma una volta di più l'assurdo talento del baronetto di Liverpool. Un lavoro pieno di vita e memoria"
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date: 2026-05-30
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/paul-mccartney-e-the-boys-of-dungeon-lane-la-chiusura-di-un-cerchio-per-un-nuovo-inizio/
categories: [Spettacoli]
tags: [musica, rock]
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# Paul McCartney e “The Boys of Dungeon Lane”, la chiusura di un cerchio per un nuovo inizio

![Paul McCartney](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/05/UNA-FOTO-810-1-1024x639.jpg)

Il nuovo disco di Paul McCartney conferma una volta di più l'assurdo talento del baronetto di Liverpool. Un lavoro pieno di vita, memoria e sentimenti

Ci sono voluti cinque anni perché “**The Boys of Dungeon Lane**” prendesse forma e in questo tempo il mondo ha fatto innumerevoli giri su sé stesso. **È anche per questo che il nuovo disco di Paul McCartney arriva con una forza particolare: non come semplice ritorno discografico, ma come approdo di una lunga sedimentazione, di un lavoro che ha attraversato stagioni diverse.** A quasi 84 anni, **McCartney continua a stupire con una naturalezza disarmante come se la scrittura di canzoni fosse ancora il suo modo più spontaneo di stare al mondo**. E forse lo è davvero. Ancora una volta, davanti a questo disco, viene da pensare che** il suo nome possa essere accostato senza forzature a quello di Beethoven: non per l’aura monumentale, ma per la capacità di incidere in profondità nella storia della musica popolare. **

Con Andrew Watt al suo fianco come produttore, **McCartney ha costruito un album che suona come una chiusura di cerchio e insieme come un nuovo inizio**. Suona quasi tutto lui, come già nel debutto solista del 1970, e proprio questa scelta restituisce al disco una dimensione intima, quasi confessionale. “**The Boys of Dungeon Lane” è autobiografico come pochi altri lavori della sua carriera: nelle sue 14 canzoni non si limita a evocare il passato ma lo attraversa, lo racconta**. È un ritorno là dove tutto è cominciato, prima che quel “tutto” diventasse leggenda. Liverpool, la famiglia, le prime amicizie, i giorni ordinari che poi sarebbero diventati la preistoria di una rivoluzione culturale. **McCartney non guarda quei luoghi come un monumento esterno ma come una parte viva di sé**. E colpisce anche per come suona, per la sua capacità di essere insieme nostalgico e moderno**. La memoria c’è ed è anzi uno degli architravi emotivi dell’album, ma non diventa mai semplice rievocazione. C’è rock, ci sono aperture psichedeliche, ci sono melodie che sembrano nate per restare e soprattutto c’è la voce di Paul e Paul stesso in tutte le sue sfumature, sempre riconoscibile, sempre pieno di vita vissuta.** È un album caldo, curatissimo, suonato dall’inizio alla fine con una libertà che oggi appare quasi fuori tempo.

**Eppure, non c’è nessuna cristallizzazione: il disco respira, sorprende. Anche quando si concede deviazioni inattese, come la tenerezza di “Salesman Saint”, dedicata ai genitori, o “First Star of the Night”, scritta in Costa Rica**, il senso resta quello di un artista che continua a cercare forme nuove per dire cose fuori dal tempo per quanto universali alla radice.** Tra le gemme più luminose ci sono ovviamente il singolo d’apertura, “Days We Left Behind”, che riesce a fotografare un universo emotivo intero con una semplicità quasi miracolosa, e “Home to Us”, il duetto con Ringo Starr che aggiunge al disco una dimensione affettiva ulteriore, famigliare. La chiusura poi, con l’orchestrale “Momma gets by” è semplicemente da pelle d’oca. **

Ma il punto è che il valore del lavoro non sta soltanto nei singoli episodi:** è l’intero percorso a colpire perché ogni brano sembra parte di un racconto coerente, profondamente vero**. Alla fine, ascoltando “The Boys of Dungeon Lane”, **si ha la sensazione di trovarsi davanti non solo a un grande disco, ma a un dono.** **Siamo stati fortunati a vivere nell’epoca di Paul McCartney, ad aver potuto seguirne la traiettoria quasi impossibile di un artista che non ha mai smesso di reinventarsi senza tradire la propria essenza.** E siamo ancora più fortunati perché, dopo tutto quello che ci ha già dato, McCartney continua a regalarci canzoni che non sembrano uscire da un archivio, ma da una vitalità ancora piena.** In tempi in cui la musica tende spesso a consumarsi in fretta, lui resta una certezza capace di allargare il tempo. **

https://open.spotify.com/intl-it/album/34Sh6TOqfsrPSeXPBRGRAM?si=560bccaeb41e4c04

di* Federico Arduini*
