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title: "&#8220;Pino Daniele &#8211; Nero a Metà&#8221;, alle origini del mito"
description: "Sarà al cinema dal 4 al 6 gennaio 2025 il documentario \"Pino Daniele - Nero a Metà\". Senardi: \"Un atto d'amore per la musica di Pino\""
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date: 2024-12-19
author: Federico Arduini
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categories: [Spettacoli]
tags: [musica]
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# &#8220;Pino Daniele &#8211; Nero a Metà&#8221;, alle origini del mito

![Pino Daniele](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/12/Evidenza-sito-1877-1024x638.jpg)

Sarà al cinema dal 4 al 6 gennaio 2025 il documentario "Pino Daniele - Nero a Metà". Senardi: "Un atto d'amore per la musica di Pino"

**Se il 2024 è stato un anno importante per la musica di Pino Daniele** – con il ritorno ai vertici della radio grazie all’inedito “Again” e i 40 anni di “Musicante” di cui vi abbiamo raccontato su queste pagine nei giorni scorsi – **il 2025 è destinato a esserlo ancora di più.** Cadranno infatti **non solo i dieci anni dalla scomparsa del musicista e cantautore partenopeo, ma anche i 70 dalla sua nascita** e non mancheranno occasioni per celebrarne l’arte.

Il primo appuntamento da non perdere sarà tuttavia al cinema, **dove dal 4 al 6 gennaio sbarcherà in oltre 200 sale il documentario** **“Pino Daniele – Nero a Metà”**. Prodotto da Fidelio ed Eagle Pictures, per la regia di Marco Spagnoli, il lavoro ripercorre dagli esordi tutta la prima parte della carriera dell’artista, affidandosi alla voce narrante di **[Stefano Senardi](https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/senardi/)**ù. Amico di lunga data, storico produttore di Pino Daniele e co-autore del film insieme al regista, Senardi ha dichiarato durante la conferenza stampa: «**Questo documentario è stato un vero atto d’amore per la musica e una grandissima manifestazione di affetto per Pino. **Abbiamo volutamente cercato le persone che gli erano state vicine e che lo avevano conosciuto bene. Ho anche chiesto alla produzione che il suono fosse il migliore possibile, perché vorrei che questo aspetto di Pino non sparisse mai».

**Ad arricchire il racconto ci sono interviste condotte da Senardi **stesso a giornalisti, produttori e artisti che hanno condiviso il palco con il cantautore napoletano: da **[James Senese](https://laragione.eu/life/spettacoli/james-senese/) a Enzo Avitabile fino a [Tullio De Piscopo](https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/percussioni-da-napoli-al-mondo-parla-tullio-de-piscopo/), solo per citarne alcuni**. Un viaggio che abbiamo visto in anteprima e che non mancherà di emozionarvi **per la sua sincerità e per la scelta – da premiare – di lasciare la musica al centro, evitando pericolosi luoghi comuni narrativi**. Filo rosso costante,** le canzoni fungono da guida lungo le varie fasi della narrazione,** scandita da fotografie dell’epoca e da immagini di repertorio (tratte da concerti e programmi tv), contraltare alle riflessioni e ai ricordi degli intervistati.

Dalla prima chitarra elettrica Gibson regalatagli dalle zie fino ai tre dischi fondamentali (“Terra mia”, “Pino Daniele” e “Nero a Metà”), **passando per il concerto di San Siro in apertura a Bob Marley e la storica serata in piazza Plebiscito del 19 settembre 1981, con oltre 200mila persone a cantare le canzoni di un artista ormai diventato una *star***. Ma è soprattutto il legame con Napoli, bellissima nelle immagini non scontate scelte per arricchire il racconto, a emergere forte e chiaro come qualcosa di ancora vivo, **non scalfito dalla scomparsa prematura di Pino Daniele**. **D’altronde non poteva che esser così, per una musica che ha sempre fatto della sincerità e dell’istanza comunicativa due delle sue matrici fondamentali. **Quella voglia di raccontare la città per quella che era, per le sue esigenze e per la sua forza, **declinata in un *sound* vulcanico**, unico, capace di unire universi sonori diversi, dal Mediterraneo fino a quell’America che proprio ai piedi del Vesuvio, dopo la guerra, aveva trovato casa.

**Pino Daniele è stato senza alcun dubbio un pioniere e un poeta, capace di arrivare a tutti grazie alla sincerità e al cuore delle sue canzoni**, a prescindere dal linguaggio utilizzato, a prescindere dal tempo. Ne sono la prova** le toccanti esibizioni, che s’intervallano al racconto del film, di alcune sue canzoni eseguite da giovani artisti napoletani.** Una scelta precisa per dimostrare quanto il lascito di questo straordinario artista sia oggi più vivo che mai: «**Non abbiamo voluto spettacolarizzare l’assenza di Pino. **Al contrario,** abbiamo cercato di celebrare la sua presenza.** Perché Pino, vi assicuro, è ancora qui» ha detto Senardi. «**Era un uomo che ha passato tutta la vita a perfezionarsi**, in continuo conflitto con sé stesso, sempre pieno di dubbi e sempre alla ricerca di migliorarsi. La chitarra per lui era quasi uno scudo. **Pensate alla copertina di “Nero a metà”: la indossa come fosse un’arma.** Oggi più che mai Napoli sente profondamente la sua presenza, soprattutto in occasione di questo triste anniversario. E sapete una cosa? Pino ne esce indenne. Nonostante le banalità o le riflessioni fuori luogo che spesso accompagnano queste ricorrenze, **lui è assolutamente vivo, nella musica e nel cuore di chi ama Napoli».**

di *Federico Arduini*
