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title: Postumi di sbornia rock, parlano Giusy Ferreri e i Bloom
description: "Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Giusy Ferreri e i Bloom sul loro nuovo disco \"Hangover\" e su come sia nato il progetto"
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date: 2024-06-28
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/postumi-di-sbornia-rock-parlano-giusy-ferreri-e-i-bloom/
categories: [Spettacoli]
tags: [musica, Musica italiana]
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# Postumi di sbornia rock, parlano Giusy Ferreri e i Bloom

![Bloom](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Evidenza-sito-1327-1024x639.jpg)

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Giusy Ferreri e Max Zanotti dei Bloom sul loro nuovo disco "Hangover"

In un panorama musicale nostrano sempre più dominato da sonorità *urban*, si erge solitario un nuovo progetto dalle forti tinte *rock* alternative. **Stiamo parlando della *superband* Bloom**, capitanata da **Giusy Ferreri **e composta da **Max Zanotti **(produttore, musicista e voce di diversi progetti, tra cui Casablanca e The Elephant Man, con cui nel 2023 ha ottenuto una candidatura ai Grammy Awards come Best Alternative Music Album), **Roberta Raschellà** (chitarrista e fondatrice della Delay House Of Art) e **Alessandro Ducoli** (batterista attivo nell’universo *indie* e *underground*).

**In occasione dell’uscita del loro primo disco “Hangover”,** abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Ferreri e Zanotti per capire meglio questo progetto. E, in particolare, cos’abbia spinto la prima – dopo anni di successi e tormentoni – a buttarsi a capofitto nel *rock*. «**Era uno dei miei più grandi sogni nel cassetto**» confessa la cantante siciliana di nascita e lombarda d’adozione. «La mia passione per la musica è nata proprio quando ero ragazzina, perché mi piaceva condividerla con le *band*. E si suonavano *rock*, *grunge*, *stoner* e *blues*. **Nel corso degli anni, per quanto sia riuscita a mettere a spizzichi e bocconi questo mio lato *rock* nei vari lavori che ho realizzato, a un certo punto mi sono resa conto di averlo un po’ sacrificato.** E quando tieni tappato qualcosa, a un certo punto lo devi fare esplodere di nuovo». La conoscenza di Max Zanotti è arrivata al momento giusto: «**L’ho sempre stimato artisticamente, per questo – dopo essermi ritrovata con lui a condividere un suo progetto dei “Casablanca” – l’idea di mettere su una *band* insieme è nata in modo naturale**».

L’album “Hangover” è composto da dieci brani che sono un viaggio tra diverse sfumature sonore dell’universo *rock*, difficilmente etichettabili sotto un unico genere, costruiti e** sintetizzati in mesi di lavoro e confronto tra i membri della *band* e poi messi ‘su nastro’ a Londra da Steve Lyon**. Racconta ancora Ferreri: «**Ci siamo confrontati sui nostri gusti musicali, su tutto il *background* e su dove saremmo voluti andare stilisticamente con questo nuovo progetto**. Quando poi hanno iniziato a passarmi le prime basi strumentali, me ne sono subito innamorata follemente. Sono state per me una grandissima fonte di ispirazione per testi e melodie. **C’è stato un matrimonio molto armonico e molto naturale. Cercavo un progetto fortemente liberatorio**».

Tornati da Londra, il lavoro sui *mix* ha poi richiesto del tempo. Spiega Max Zanotti: «**Oggi, se si ha la possibilità di avere uno studio in casa, si può registrare subito avendo già le idee molto chiare. **Quando poi ci siamo accorti che quello che avevamo coccolato e fatto crescere per un anno stava un po’ scappando dalle nostre mani,** abbiamo riordinato le cose**. **Avevamo chiaro quello che doveva uscire**». **Della serie: lavare i panni in Tamigi, ma non troppo.**

A colpire è anche la sincerità dei testi, tutti in italiano e firmati da Ferreri, diretti come un flusso di coscienza. Non a caso il disco si chiama “Hangover”: «**Ho deciso di scriverli in maniera molto liberatoria, viscerale, sincera e personale. **È stato come quando, con i postumi di una sbornia addosso, ti metti completamente a nudo con le tue riflessioni, le tue paranoie, tutto quello che hai voglia di buttare fuori come fosse un flusso di coscienza. **E alla fine ho detto: ma sì, “Hangover” ci sta» spiega la cantante.**

Impossibile non chiedere loro cosa pensino di chi sostiene che il *rock* in italiano non si possa fare: **«Indubbiamente non è facile cantare in italiano su sonorità *rock*, anche per questo ho molto apprezzato il lavoro che ha fatto Giusy**» sottolinea Zanotti. «So quanto sia difficile trovare le parole giuste, che suonino bene. Perché puoi anche dire delle ottime cose, ma non è detto che funzionino. C’è una ricerca doppia: la prima è dire cose interessanti e oggi non è così scontato; in secondo luogo bisogna capire la cifra stilistica, se la parola che hai scelto sta bene con ciò che suona sotto. È complesso anche essere credibili: **nel momento in cui s’imbraccia una chitarra, i *competitor* di riferimento per chi ascolta diventano i Foo Fighters e i Pink Floyd**».

di *Federico Arduini *
