---
title: "Quando la voce era l&#8217;anima"
description: "Alex Baroni è riuscito là dove molti non sono riusciti in un'intera vita: lasciare il segno. Dalla lo definiva \"Lo Stevie Wonder italiano\"."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Evidenza-sito-29-11.png
date: 2022-04-13
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/quando-la-voce-era-lanima/
categories: [Spettacoli]
tags: [Italia, musica]
---

# Quando la voce era l&#8217;anima

![Quando la voce era l&#8217;anima](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Evidenza-sito-29-11.png)

Sono passati vent'anni da quel terribile incidente in moto. Alex Baroni è riuscito là dove molti non sono riusciti in un'intera vita: lasciare il segno.

Ci sono voci capaci di smuovere mondi al primo ascolto, per naturale predisposizione a toccare corde profonde, nascoste nell’animo di chi ascolta. In Italia in pochi ci sono riusciti. Uno di questi è stato senza dubbio Alex Baroni, tragicamente scomparso il 13 aprile di vent’anni fa in seguito a un terribile incidente in moto. Eppure, in pochi lo ricordano. **Nonostante la sua carriera sia stata un battito d’ali – durato appena il tempo di 5 album in studio e 3 raccolte, tra il 1994 e il 2002** – Baroni riuscì là dove in molti non sono riusciti e mai riusciranno in un’intera vita: lasciare il segno.

Mosse i primi passi nel mondo della musica come corista nei *tour* di artisti del calibro di Ivana Spagna ed** Eros Ramazzotti**. **Fu proprio quest’ultimo, scopertone il talento, a produrre il suo primo album nel 1994, quando ancora cantava nei “Metrica” insieme ad Andrea Zuppini.** Quindi** nel 1996 fu la volta di Sanremo**, ancora una volta come corista in orchestra, poi l’anno dopo come concorrente nella categoria Giovani. La canzone era “Cambiare”. Non vinse ma fu un’autentica sorpresa, aggiudicandosi il premio “Volare” e quello come migliore voce del Festival, assegnato da una giuria presieduta nientemeno che da Luciano Pavarotti, uno che di voce ne sapeva qualcosa.

**«Lo Stevie Wonder italiano» lo definì Lucio Dalla**, con un paragone tutto tranne che esagerato. **La voce di Baroni fu infatti qualcosa di unico nel panorama nostrano e ancora oggi, nonostante in tanti ci abbiano provato, resta ineguagliata.** In un’epoca senza *talent*, quando iniziavano ad affermarsi le voci che diventeranno il collante tra i grandi cantautori e il *pop* degli anni Duemila, lui emerse grazie al talento, alla gavetta, al duro lavoro. **Nessuno è riuscito a riempire il vuoto lasciato dalla sua scomparsa**: quel *sound soul* misto al *R’n’B*, quella capacità di scrivere canzoni e la voce – potente ma anche leggera (tecnicamente sul fiato, si direbbe) – sono stati un incastro quasi impossibile da replicare. Un talento di cui si rese conto anche la Disney, che sempre nel 1997 gli affidò la versione italiana della *theme song* del film “Hercules”, oltre che la voce del semidio greco da giovane. Un anno d’oro quello, coronato dall’inizio della relazione con Giorgia, con la quale intrecciò la sua vita fino a pochi mesi prima della scomparsa.

Proprio Giorgia ha dedicato alla sua memoria più canzoni: dalla struggente “Gocce di memoria” a “Marzo”, nel tentativo di superare il dolore della sua scomparsa, come anche l’amico Ramazzotti con la bellissima “Infinitamente”. **Ma se in chi l’ha conosciuto o ascoltato il ricordo non è mai venuto meno, lo stesso non si può dire dei *****media*****.** Si pensi a quando si è sentita l’ultima volta una sua canzone alla radio o a quante volte è stato ricordato in trasmissioni televisive. Non per un ricordo fine a sé stesso, ma perché** la sua musica possa essere d’ispirazione alle nuove generazioni**. E quando questo accade ci s’imbatte in artisti del calibro del giovane Folcast e della sua “Scopriti”, portata a Sanremo 2021 ed evidentemente ispirata alla musica di Alex: una ventata d’aria nuova in un panorama musicale arido e monocromatico.

di *Federico Arduini*
