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title: Rap, il canto di una Napoli moderna e cosmopolita
description: "Il rap partenopeo rappresenta l'ultima frontiera della musica: c'è un processo di contaminazione tra tradizione e neo modernità stilistica."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Rap-partenopeo.png
date: 2021-11-30
author: Fabio Santini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/rap-il-canto-di-una-napoli-moderna-e-cosmopolita/
categories: [Evidenza, Spettacoli]
tags: [musica, Musica italiana]
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# Rap, il canto di una Napoli moderna e cosmopolita

![Rap, il canto di una Napoli moderna e cosmopolita](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Rap-partenopeo.png)

Il rap partenopeo rappresenta da anni l'ultima frontiera di una musica che continua ad evolversi: da tempo c'è un processo di contaminazione tra tradizione e neo modernità stilistica.

L’enorme successo della serie tv “[Gomorra](https://laragione.eu/evidenza/svolta-di-verdone-e-conferma-per-gomorra/)” lancia il brano **“Testamento (La resa dei conti)” dei Bloody Vinyl** – sigla che racchiude più interpreti – e ne sancisce l’affermazione nel mondo dell’**hip-hop** e delle classifiche **pop**. D’altronde è risaputo che **il rap partenopeo** rappresenti da anni l’ultima frontiera della nostra musica. E l’esempio della **napoletanità ‘sottoproletaria e di periferia’** è così forte che persino il neo melodico **Gigi D’Alessio** ha pensato bene di rilanciare i suoi successi nell’album “**Buongiorno**” con i nomi forti del **rap campano**. Tra questi, **Geolier** e il salernitano **Rocco Hunt**.

Le radici di questo **processo di contaminazione tra tradizione e neo modernità stilistica** risuonano di **echi lontani**. Sembrano passati secoli da quando **Tullio De Piscopo** lancia nel 1984 “Stop Bajon”, scritto da **Pino Daniele**. Da allora il rap di Napoli è rimbalzato nel tempo attraverso l’affermazione di **Zulu e Soci**, **la Famiglia**, **i 13 Bastardi**, **Alea**. Fino ad arrivare ai nomi di oggi. Oltre al già citato **Geolier**, ci sono **J Lord**, rapper diciottenne di Casoria, e il coetaneo **Vettosi**, da Secondigliano; **Enzo Dong**, 30 anni, cresciuto in quartieri difficili come Piscinola e Scampia; **Lele Blade**, 33 anni. E ancora, **NTO’ & Lucariello** che canta-declama “Nuje vulimme ‘na speranza”, perfettamente in linea con le atmosfere drammatiche e decadenti di “**Gomorra**”, della cui colonna sonora fa parte.

**Sono loro a segnare i profili geopolitici del nuovo rap napoletano**. Il canto, come i contenuti, provengono da quella trasformazione urbana e socio-culturale che investe **Napoli e le grandi città italiane** tra gli anni Ottanta e Novanta. Scrive Antonella Putignano nel volume “**Napule’s Power**”: «I ragazzi di Napoli, come quelli di Roma e Milano, cantavano, rimavano, ballavano la protesta, occupando gli spazi, i luoghi, con un sentimento urgente: un linguaggio carico di promesse». **Il rap di matrice partenopea** ha però nella sua estetica una diversità che ne definisce **l’unicità**: il dialetto, che nel suo essere ritmicamente ‘americanizzato’ è capace di creare una nuova lingua. I **99 Posse** vengono dall’humus sprigionato dal Centro sociale Officina 99. Gli **Almamegretta** viaggiano loro a fianco, impegnati tra ricerca, tradizione e avanguardia. Con **Clementino** che viene da Avellino, il rap della capitale del Mezzogiorno trova forse la sua figura più connotabile. E non si può non citare ‘**Spaccanapoli**’, album dei **Clan Vesuvio** che darà i natali artistici a molti nomi di oggi: **Ganzo**, **Liberato**, **Speranza**. Quest’ultimo è stato notato da **Caterina Caselli** che l’ha messo sotto contratto con la Sugar, l’etichetta dei successi di **Negramaro** e **Madame**.

Alcuni critici musicali paragonano la **neo scena hip hop napoletana** a quella **californiana e di New York** quando, a metà degli anni Ottanta, escono i primi vagiti del [gangsta rap](https://laragione.eu/life/spettacoli/la-ragione-on-stage/25-anni-senza-tupac-il-machiavelli-del-rap/). Un’equazione forse un po’ forzosa ma significativa di un continuo evolversi musicale, letterario e cosmopolita che il rap di Napoli legge e rappresenta nel rispetto della sua storia.

 

di *Fabio Santini*
