Record Store Day 2026, da Springsteen ai Pink Floyd
C’è un giorno all’anno in cui il vinile smette di essere soltanto un formato e torna a essere un rito. È il Record Store Day
Record Store Day 2026, da Springsteen ai Pink Floyd
C’è un giorno all’anno in cui il vinile smette di essere soltanto un formato e torna a essere un rito. È il Record Store Day
Record Store Day 2026, da Springsteen ai Pink Floyd
C’è un giorno all’anno in cui il vinile smette di essere soltanto un formato e torna a essere un rito. È il Record Store Day
C’è un giorno all’anno in cui il vinile smette di essere un formato, amato e ricercato, e torna a essere a tutto tondo un rito. È il Record Store Day, la giornata nata negli Stati Uniti nel 2007 e celebrata per la prima volta nel 2008 per rendere omaggio ai negozi di dischi indipendenti, ai collezionisti e a quel modo tutto speciale di vivere la musica che passa ancora dagli scaffali, dalle copertine, dalle tirature limitate e dalla caccia al pezzo raro. Negli anni l’appuntamento è diventato globale, trasformandosi in una festa diffusa che mette insieme artisti, pubblico e rivenditori in nome del supporto fisico e della cultura del disco.
Anche per il Record Store Day 2026, in programma da domani, sabato 18 aprile, arriva nei negozi aderenti una ricca serie di uscite esclusive firmate Legacy Recordings, divisione catalogo di Sony Music Entertainment. La selezione è costruita come un piccolo atlante per appassionati: rock, hip hop, pop, live storici, ristampe rimasterizzate, prime edizioni su vinile e materiali finora inediti, con una proposta pensata tanto per il collezionista esperto quanto per chi cerca semplicemente un buon motivo per tornare in negozio.
Tra i titoli più attesi spicca “Live From Asbury Park 2024” di Bruce Springsteen, un cofanetto da 5 LP che documenta la travolgente esibizione del Boss al Sea.Hear.Now Festival davanti a 35.000 persone. Sul versante delle grandi mitologie rock c’è poi “Live From the Los Angeles Sports Arena, April 26th, 1975” dei Pink Floyd, proposto in 4 LP trasparenti con audio restaurato e rimasterizzato da Steven Wilson, una pubblicazione che strizza l’occhio tanto ai floydiani di ferro quanto agli amanti delle registrazioni dal forte valore documentario.
Ma il fascino del pacchetto Legacy sta proprio nella sua varietà. C’è Jeff Buckley con “Live A L’Olympia”, finalmente per la prima volta in vinile, c’è Nas con “God’s Son” in edizione bianco marmorizzato, e c’è Polo G con “Hall of Fame” in versione golden smoke, a conferma di come il Record Store Day continui a tenere insieme generazioni e linguaggi apparentemente lontani. Accanto a loro anche titoli che parlano a pubblici più trasversali o di culto, dai Fleetwood Mac delle origini a James Dean Bradfield, passando per Judas Priest, Primal Scream, Tony Bennett, Faithless, Buddy Guy e perfino una nuova tappa della serie noise ispirata a Lou Reed.
Non manca naturalmente la parte italiana, che per un giorno torna a occupare il suo spazio da protagonista anche nel mercato del collezionismo. Tra le uscite segnalate da Legacy ci sono Enzo Jannacci con Quando un musicista ride per la prima volta in doppio LP rosso, Patty Pravo con Radio Station in vinile verde, Bisca99Posse con Guai a chi ci tocca in edizione gialla numerata, Lucio Battisti con Il Meglio Di e i due progetti di Ornella Vanoni, Più di me e Più di te, entrambi finalmente disponibili in LP colorato.
In fondo è proprio questo il senso del Record Store Day: non soltanto vendere dischi, ma ricordare che la musica può ancora essere un’esperienza fisica, concreta, persino comunitaria. E che entrare in un negozio, sfogliare copertine, aspettare un’esclusiva o scoprire una ristampa inattesa resta una delle forme più belle di ascolto
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- Tag: musica
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