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Robbie Williams supera i Beatles: “Britpop” è il suo 16° numero uno in UK

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Robbie Williams riscrive la storia del pop britannico con la naturalezza di chi, quando vuole, sa ancora trasformare i numeri in racconto

Robbie Williams supera i Beatles: “Britpop” è il suo 16° numero uno in UK

Robbie Williams riscrive la storia del pop britannico con la naturalezza di chi, quando vuole, sa ancora trasformare i numeri in racconto

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Robbie Williams supera i Beatles: “Britpop” è il suo 16° numero uno in UK

Robbie Williams riscrive la storia del pop britannico con la naturalezza di chi, quando vuole, sa ancora trasformare i numeri in racconto

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Robbie Williams riscrive la storia del pop britannico con la naturalezza di chi, quando vuole, sa ancora trasformare i numeri in racconto. “Britpop”, uscito da una settimana, è già al vertice della classifica UK: un primo posto che vale doppio, perché è il suo 16° numero uno da solista e lo porta davanti ai Beatles, fermi a quota 15. La sua scalata era partita nel 1997 con “Life Thru A Lens”; oggi quel percorso si traduce in un primato che diventa ancora più imponente se si sommano anche i capitoli con i Take That: in totale sono 21 album al numero uno, tra cui “Everything Changes” e “Progress”. Nella graduatoria all-time resta davanti solo Paul McCartney, a quota 23.

Williams ha commentato il record alla BBC con una delle sue immagini a metà tra autoironia e surrealismo: “Ho sempre detto che il mio successo è stato come allungare un elastico da Stoke-on-Trent alla Luna. Ora credo che sia ancora più lungo e stia orbitando su Venere”. In questi giorni è a Parigi con la moglie Ayda Field “per un weekend tranquillo” e minimizza i festeggiamenti: “Brinderemo con una Coca Zero e un’insalata”. Sotto la battuta, però, c’è una storia di resistenza: gli eccessi degli anni ’90, la spirale fra alcol e droghe, e poi un crollo mentale che – come ha raccontato lui stesso – per anni gli ha tolto perfino la capacità di sentirsi “fortunato”. Oggi dice di essere in una fase diversa: “Ora sono in un posto in cui il giardino fiorisce e posso semplicemente respirare e sorridere”.

“Britpop” è anche un ritorno alle coordinate originarie: Williams lo descrive come il disco che avrebbe voluto scrivere subito dopo l’uscita dai Take That. Persino la copertina è una macchina del tempo: richiama una foto di Glastonbury 1995 con lui biondo platino e un dente mancante, icona di un periodo turbolento che anticipò la frattura con la band. Musicalmente l’album dichiara amore all’età dell’oro britannica e alla spinta delle band anni ’90 – Oasis, Elastica e dintorni – con ospiti che suonano come un manifesto. Gaz Coombes dei Supergrass compare su “Cocky”, mentre Gary Barlow è accreditato in “Morrissey”, pezzo scritto dal punto di vista di uno stalker immaginario: un dettaglio che, considerando le vecchie dinamiche interne ai Take That, aggiunge una nota quasi meta-pop. E Robbie, anche mentre batte i record, dice di sapere cosa lo tiene con i piedi per terra: la famiglia, e in particolare sua figlia Teddy: “Non voglio farmi prendere troppo la mano”.

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