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title: Sanremo 2026, il Pagellone
description: Archiviato il Festival di Sanremo, è tempo di tirare le somme con la consapevolezza del giorno dopo. Ecco i nostri voti
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date: 2026-03-01
modified: 2026-03-02
author: Federico Arduini
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categories: [Spettacoli]
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# Sanremo 2026, il Pagellone

![Sanremo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/03/Sanremo-1-1024x639.jpg)

2026-02-28 20:44:47

2026-02-28 19:44:47

De Martino conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo 2027

È appena finita la finale del Festival di Sanremo 2026: sabato 28 febbraio, al Teatro Ariston, si è chiusa l’ultima edizione condotta da Carlo Conti e il vincitore è stato incoronato: Sal Da Vinci.Si sono esibiti tutti e 30 i cantanti in gara nella categoria Campioni e le canzoni sono state votate dal pubblico con il televoto, dalla giuria della Sala Stampa, TV e Web e dalla giuria delle Radio. Le canzoni entrate nella top 5 sono state comunicate senza ordine di piazzamento, poi il risultato è stato sommato a quello delle prime tre serate per determinare la classifica finale.Carlo Conti ha anche ufficializzato un passaggio di consegne inedito: Stefano De Martino sarà il conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo 2027. E quando si sono spente le luci sull’Ariston, è arrivata la conferma del verdetto: ha vinto Sal Da Vinci con “Per sempre sì”, davanti a Sayf (secondo) e Ditonellapiaga (terza), con Arisa quarta e Fedez & Marco Masini quinti.

Premio della Critica a FulminacciPremio della sala stampa Lucio Dalla a Serena BrancalePremio per miglior testo Sergio Bardotti Fedez MasiniPremio Bigazzi alla composizione musicale a DitonellapiagaPremio Tim a Serena Brancale

La classifica completa

1 Sal Da Vinci2 Sayf3 Ditonellapiaga4 Arisa5 Fedez & Masini6 Nayt7 Fulminacci 8 Ermal Meta9 Serena Brancale 10 Tommaso Paradiso 11 Lda & Aka Even12 Luchè13 Bambole di Pezza14 Levante15 J-Ax16 Tredici Pietro17 Samurai Jay18 Raf19 Malika Ayne20 Enrico Nigiotti21 Maria Antonietta e Colombre22 Michele Bravi23 Francesco Renga24 Patty Pravo25 Chiello26 Elettra Lamborgghini27 Dargen D'amico28 Leo Gassmann29 Mara Sattei30 Eddie Brock

I nostri voti

Francesco Renga - “Il meglio di me”: voto 6-A metà brano si porta a casa l’applauso dell’Ariston: segnale che stavolta lui è più centrato e si sente. Peccato che la canzone gli faccia fare la vita da equilibrista: tessitura cattiva, punti al limite, e ogni acuto sembra una trattativa sindacale tra gola e spartito. Risultato: dignitoso, ma più da “missione compiuta” che da “colpo di teatro”.

Chiello - “Ti penso sempre”: voto 6.5La vera notizia è che Chiello è così, punto: non è un personaggio in affitto né una posa da social, è proprio il suo modo di stare dentro le canzoni. Il pezzo? Caruccio, onesto, non ti cambia la vita però è roba sua. E in un Festival dove spesso si sente il manuale d’istruzioni, avere personalità vale già mezzo punto in più.

Raf - “Ora e per sempre”: voto 5,5La cornice è bellissima: il retroscena della scrittura, il legame familiare, l’amore per la moglie. Materiale da brividi, sulla carta. Il problema è che poi, quando parte la musica, quel brivido resta in panchina: la canzone non decolla, non apre una porta, non fa lo scatto. E se nemmeno al terzo ascolto all’Ariston ti viene voglia di rimetterla su “perché sì”, qualcosa vorrà pur dire. Risultato: rispettabile, ma più da dedica privata che da momento da Festival.

Bambole di Pezza - “Resta con me”: voto 7Qui il dibattito si è impantanato nel solito giochino “rock o non rock”, “sono loro/non sono loro”, come se dovessimo timbrare un patentino all’ingresso. Nel frattempo però ci si perde l’evidenza: la canzone funziona, ha un ritornello che gira e resta in testa senza chiedere permesso. E al primo passaggio all’Ariston si sono presentate benissimo: energiche, a fuoco, senza sembrare la versione “da vetrina” di sé stesse. Primo round: portato a casa e pure con stile.

Leo Gassmann - “Naturale”: voto 5Qui non è questione di stile “ruvido” o di grinta: è proprio imprecisione. Intonazione ballerina, attacchi sporchi, fraseggio lasciato lì come capita e la sensazione costante di inseguire il pezzo invece di guidarlo. E no: alzare la voce non è interpretazione, è confusione. Se vuoi spaccare, prima devi essere a fuoco.

Malika Ayane - “Animali notturni”: voto 7,5Lo avevamo scritto, lo ripetiamo: questa è una di quelle canzoni che non ti prende per la giacca al primo giro, ma ti conquista mentre fai finta di niente. Cresce ascolto dopo ascolto e poi ti ritrovi a canticchiarla senza accorgertene, tipo virus elegante. Merito anche di quelle atmosfere: notturne, morbide, un po’ cinema e un po’ fumo, con Malika che ci scivola sopra come se fosse casa sua. E alla fine ti resta addosso: non urla, non strilla, ma colpisce dove serve.

Tommaso Paradiso - “I Romantici”: voto 6,5Ed eccoci qua: alla fine questa canzone non è che sia un disastro, anzi. È Paradiso al 100%, con quel mood da cartolina emotiva che ti fa alzare gli occhi al cielo e subito dopo… te la ritrovi addosso. Non spacca, non sorprende, non fa il numero da circo, però regge e ha una sua dimensione pop.

J-Ax - “Italia starter pack”: voto 6-Aggiornamento dal pianeta Terra: sì, siamo davvero a Sanremo, non in un esperimento multiversale. J-Ax arriva con violino e banjo messi lì come i cavoli a merenda: scelta che fa “guardatemi” più che “ascoltatemi” e infatti l’effetto è un po’ da collage. Il pezzo è divertente, irriverente… però poi ti chiedi: quanta canzone c’è? Tanti, troppi “mah” Lda & Aka7even - “Poesie clandestine”: voto 6,5Prontissima per l’estate, con l’aria da hit che non pretende di cambiare il mondo ma almeno ti fa muovere la testa. Loro due si divertono, non si prendono sul serio e si vede: ballano, fanno ballare, tengono su l’umore senza troppe spiegazioni. E in mezzo a serate dove tutti vogliono “dire qualcosa”, ogni tanto serve anche qualcuno che ti ricordi che una canzone può essere semplicemente un buon pretesto per stare leggeri.

Serena Brancale - “Qui con me”: voto 8Che vuoi dire, se non che questa canzone all’ultimo giorno arriva ancora più grossa, più centrata. Lei è dentro dal primo secondo del Festival, ma qui sembra anche divertirsi di più: meno trattenuta, più libera. E quando un brano invece di consumarsi cresce, vuol dire che sotto c’è sostanza vera. Poi va beh, c'è chi fa il fenomeno

Patty Pravo - “Opera”: voto 5.5Sì, la canzone è cucita addosso, come dicevamo: il vestito è il suo, la firma pure. Ma stasera si sente che il Festival le ha presentato il conto: voce meno presente, energie in riserva, e quell’aura da “icona” qui non basta a far dimenticare la fatica. Risultato: più sopravvivenza che incanto, e “Opera” resta lì, elegante ma spenta.Sal Da Vinci - “Per sempre sì”: voto 8.5Nuova esibizione, nuova standing ovation: a questo punto è quasi un rituale e lui lo guida come uno che sa esattamente dove mettere le mani e quando far partire il boato. Al di là di come finirà in classifica, una cosa è già scritta: questo Festival lo ha riconsegnato a più generazioni, non per nostalgia ma per presenza scenica e mestiere. E quando un artista riesce a mettere d’accordo platea, galleria e divano di casa, vuol dire che la canzone ha fatto centro.

Elettra Lamborghini - “Voilà”: voto 5,5Ok le piume, ok la simpatia, ok la presenza scenica: su quello, zero contestazioni. Il punto è che poi, quando resta solo la canzone, non ti prende mai: il piatto principale non persuade.

Ermal Meta - “Stella stellina”: voto 7Lui ormai è una garanzia: canzone impegnata, scritta con quel suo modo di mettere ordine nel caos senza fare prediche. L’arrangiamento è davvero centrato, costruito bene e mai invadente, ti accompagna in quelle terre e ti porta dove vuole la storia. Non sarà il pezzo più “wow” del Festival, ma è uno di quelli che restano in piedi anche quando spogli tutto il resto e lasci solo musica e senso.

Ditonellapiaga - “Che fastidio!”: voto 8Questo è il tormentone vero: il più martellante del Festival, quello che ti entra in testa a tradimento e poi non paga l’affitto, si piazza e resta. Ritmo, look, attitudine: tutto calibrato per farti dire “ok basta” e subito dopo rimetterlo. E comunque vada in classifica, una cosa è chiara: anche lei ha fatto centro

Nayt - “Prima che”: voto 7-Se c’erano dubbi, li ha già chiusi martedì: entrare nella top 5 di serata non è un incidente, è un segnale che il brano arriva. Non fa il fenomeno, non cerca la frase virale, ma funziona proprio per quello: sembra una cosa detta davvero, non recitata.

Arisa - “Magica favola”: voto 7,5Sembra una canzone da fiaba, sì, ma sotto le luci glitterate ci trovi tanta vita vera, di quella che graffia anche quando la racconti con delicatezza. Arisa la canta divinamente, come sempre: controllo, intensità, e quella capacità rara di rendere “grande” anche una mezza frase. Il brano però non è a lettura immediata: non ti prende per mano, ti chiede attenzione. Ma se gliela dai, ti ripaga.

Sayf - “Tu mi piaci tanto”: voto 6,5Lui sul palco è a suo agio come un veterano: presenza tranquilla, zero ansia da prestazione, e la canzone fa il suo dovere senza incepparsi. Funziona, scorre, ok. Però la scelta di riportare la madre sul palco è un dettaglio che rischia di spaccare il pubblico: per alcuni sarà un momento tenero, per altri suonerà un filo “furbetto”, da manuale del Festival. In ogni caso, lui regge la scena: il resto è percezione.

Levante - “Sei tu”: voto 8,5Anche al primo ascolto era evidente: questa è una delle canzoni più belle del Festival. E nella serata finale Levante la canta con ancora più fuoco e controllo, come se avesse finalmente tolto l’ultimo freno a mano: interpretazione piena, voce più sicura, intenzioni chiarissime. È uno di quei brani che non hanno bisogno di effetti speciali perché l’effetto speciale è la scrittura e lei ci entra dentro senza fare la diva, ma facendo la cosa più difficile: essere credibile fino in fondo.

Fedez & Masini - “Male necessario”: voto 7-Si parlava di alchimia, e qui finalmente si rivede: l’incastro tra i due torna a funzionare, senza attriti e senza quella sensazione di “operazione” a tavolino. “Male necessario” gira, scorre bene, fa il suo lavoro e non inciampa, che non è poco. Non è il brano che ti tatuerei in fronte per memoria collettiva, però è solido: più efficace che indimenticabile.

Samura Jay – “Ossessione”: voto 7-Altra ventata d’estate nel bel mezzo della finale: entra, parte il beat. “Ossessione” è quel tipo di pezzo che punta dritto al corpo, al ritmo, alla leggerezza. E ci riesce

Michele Bravi - “Prima o poi”: voto 7,5È uno dei brani che è cresciuto di più dal primo giorno: partiva in punta di piedi e, ascolto dopo ascolto, ha preso spazio senza alzare la voce. Il merito è anche del testo, tra i più belli di questo Festival: immagini nitide, fragilità raccontata senza ricatti emotivi, e quella scrittura che ti lascia una frase addosso. Bravi lo porta con misura, e proprio per questo colpisce.

Fulminacci - “Stupida sfortuna”: voto 7-Fulminacci fa Fulminacci: non è il pezzo che ti esplode in faccia al primo ascolto, ma ti prende per accumulo: ritornello che si appiccica, malinconia con passo leggero e quell’ironia da “ma pensa un po’” che salva tutto dal melodramma. Insomma: la sfortuna sarà pure stupida, ma lui no.

Luchè - “Labirinto”: voto 4Il giudizio non cambia: resta una canzone potenzialmente interessante e, a tratti, anche riuscita. Però poi si perde proprio come promette il titolo: non trova un centro, non chiude il cerchio e la resa è totalmente da dimenticare così come la performance vocale

Tredici Pietro - “Uomo che cade”: voto 5.5La canzone è bella, davvero: ha immagini nette, un peso emotivo che non ha bisogno di urlare e un ritornello che potrebbe fare molto male (in senso buono). Il problema è che lui non riesce a reggerla fino in fondo: parte bene, poi nel finale sembra un passo indietro, come se la voce e l’interpretazione non riuscissero a tenere la stessa intensità del brano. Risultato: ti resta la sensazione di un potenziale enorme ancora da “abitare” completamente.

Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”: voto 6,5Pezzo complicato, l’avevamo detto fin dalla prima sera e fino a oggi era stato quasi impeccabile. Probabilmente l’emozione della serata finale le ha giocato uno scherzetto: qualche incertezza qua e là, un filo di controllo in meno nei passaggi più delicati e quella sensazione di “tenuta” non sempre costante. Resta però una canzone che ha sostanza e personalità e lei la porta a casa comunque: non è la performance migliore della settimana, ma il valore del brano e la sua cifra interpretativa si sentono.

Dargen D’Amico – “AI AI”: voto 6-Si scioglie nella serata finale e, quando scende tra il pubblico, la canzone diventa più momento condiviso. Il pezzo resta un po’ spigoloso e non sempre immediato: AIAI

Enrico Nigiotti - “Ogni volta che non so volare”: voto 7 1/2

Si sapeva che la canzone avesse tempo di tempo per farsi capire, complice anche la struttura e la densità. E infatti alla finale arriva dritto in tutta la sua potenza e lui la intreprta benissimo su di un arrangiamento che valorizza il tutto

Maria Antonietta & Colombre – “La felicità e basta”: voto 7Divertenti e delicati: i due si divertono (e ci divertono) ancora di più, ormai liberi da ogni peso, tra balli e complicità che alleggerisce tutto. La canzone non pretende di essere “grande”, ma sa essere giusta: piccola, luminosa, con quel tono sospeso tra sorriso e tenerezza che funziona. E la felicità, ce la prendiamo e basta, appunto.

Eddie Brock - “Avvoltoi: voto 6-

Inizia meglio delle altre uscite ma poi le imprecisioni si sommani. tanta voglia di fare e d energia forse il bramo non era dei miglior

Sal Dal Vinci vince il Festival di Sanremo 2026! Leggi tutti i voti e i premi

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L’edizione 2026 del Festival di Sanremo segna un record assoluto con 1,2 miliardi di interazioni complessive sui social

"Questa è la vittoria di un popolo, di tutti quelli che come me hanno perseverato per raggiungere il proprio sogno. E ieri si è esaudito il sogno che avevo fin da piccolo. È la vittoria di tutti quelli che come vengono dal basso". Lo ha detto Sal Da Vinci, vincitore del Festival di Sanremo 2026, in conferenza stampa.

"Napoli ha sempre cantato, forse meno a Sanremo. La sua musica è riconosciuta in tutto il mondo. Sicuramente ci sono state grandissime difficoltà, anche io quando venni qui la prima volta: feci 13 tentativi prima della prima volta del 2009. Oggi posso dire che è andata benissimo: una realizzazione di chi come me ha sempre perseverato dentro nonostante il mare in tempesta ho sempre portato la nave in porto. Mi ha videochiamato Geolier: voglio condividere con lui questo premio".

"Sono felice dei risultati. Vado via, metaforicamente, con una medaglia d'oro e una di bronzo". Così Carlo Conti commenta, all'indomani del suo ultimo Festival, l'annuncio di Stefano De Martino come suo successore alla guida di Sanremo. Il conduttore uscente rivela di aver "chiesto fortemente di poter fare questo passaggio di consegne in video", avvenuto dopo la sua decisione, comunicata due mesi fa, di lasciare la direzione artistica.

"Per me era molto importante, un segno di forte coesione aziendale e di rispetto", spiega Conti. "Mi piaceva l'idea di trovarmi nel mezzo: tra un festival legato al passato, come quello di Baudo, e il passaggio di un testimone verso il futuro con Stefano (De Martino, ndr). Ho chiesto quindi la possibilità di essere proprio io, in onda, a fare questo passaggio per la prima volta".

È un po' come perdere ai rigori, però sono contento". Così Sayf, secondo classificato al Festival di Sanremo, commenta il risultato finale. Pur con un pizzico di amarezza per la vittoria sfiorata, il cantante definisce la sua esperienza "una grandissima vittoria, un grandissimo sogno".

"Uno parte senza sperare niente, poi quando arriva tra i primi tre ci speri", ha spiegato l'artista, che ha subito rivolto i suoi complimenti al vincitore, Sal Da Vinci: "Sono contento sinceramente, la sua canzone mi piace tanto".

Sayf ha poi sottolineato il valore del percorso fatto con il suo team, paragonandolo a un'impresa sportiva storica: "Nella mia squadra c'è gente che non faceva questo mestiere, quindi mi sento un po' come se avessimo fatto il nuovo Leicester".

"Sono felicissima del premio per l'arrangiamento; è stato un lavoro di squadra incredibile. Sono contenta che una proposta così originale e, se vogliamo, strampalata come la mia sia stata premiata". Così Ditonellapiaga, terza classificata al Festival.

"Il fatto che un'artista donna, con una proposta artistica a volte considerata 'difficile', sia comunque salita sul podio insieme a questi due bravissimi artisti è un grande risultato. Sono contentissima di tutto quello che mi è successo e ringrazio tutti quelli che mi hanno votato, veramente", conclude

La serata finale è stata vista in media da 11.022.000 spettatori con il 68.8% di share in total audience, lo scorso anno la media era stata di 13 milioni e 427 mila spettatori con il 73.1%.L’edizione 2026 del Festival di Sanremo segna un record assoluto con 1,2 miliardi di interazioni complessive sui social e una crescita del +20% rispetto al 2025, confermandosi come l’evento più importante del panorama mediatico italiano. È quanto emerge dall'analisi realizzata in esclusiva per Adnkronos da Human Data, l’innovativa piattaforma di social listening AI driven leader in Italia, che ha indovinato con un giorno di anticipo il vincitore e i cinque finalisti del Festival

"Sanremo 2026 è un’edizione da record sui social, con 1,2 miliardi di interazioni", spiega Luca Ferlaino, presidente Human Data. "Il nostro 'indice di vittoria', il Sanremo Human Index, ha analizzato miliardi di interazioni online combinando AI e competenze umane, individuando vincitore e finalisti in anticipo, dimostrando l’importanza dell’analisi dei social nella predizione dei risultati in diversi ambiti".

La gara delle interazioni social complessiva vede primeggiare Elettra Lamborghini (77,9 milioni) e Ditonellapiaga (52,2 milioni), seguite da Sal Da Vinci (43,1 milioni) e Arisa (42 milioni), che guidano il racconto digitale del Festival.

La classifica delle interazioni della finale, invece, è guidata dal vincitore Sal Da Vinci con 28,9 milioni, davanti a Sayf (19,3 milioni) e Ditonellapiaga (18,3 milioni). Seguono Serena Brancale (15,6 milioni) e Arisa (13,9 milioni).

La kermesse ha generato come di consueto un forte impatto sulle community degli artisti: la crescita follower sui social è guidata da Sayf (+260mila), seguito da Ditonellapiaga (+186mila) e Samurai Jay (+179mila).

L’annuncio di Stefano De Martino alla direzione artistica e alla conduzione di Sanremo 2027 ha acceso la conversazione sui social, generando oltre 3,5 milioni di interazioni. Tra i momenti più discussi in rete anche la vittoria di Sal Da Vinci, la performance del super ospite Andrea Bocelli - arrivato all'Ariston a cavallo - e le esibizioni dei Pooh e di Max Pezzali.

La classifica finale degli streaming è guidata dal vincitore Sal Da Vinci con 6,3 milioni. Davanti a Fedez & Masini (5.081.717), Arisa (4.633.275), Ditonellapiaga (4.349.617), Samurai Jay (4.291.028), Serena Brancale (4.281.765), Sayf (4.156.342), LDA & Aka 7even (3.453.369), Luchè (3.440.596) e Nayt (3.336.375).

Tra gli ospiti che hanno contribuito ad amplificare lʼeco mediatica della finale, dopo Stefano De Martino, con 3,4 milioni di interazioni, c'è Andrea Bocelli (1 milione) e Gino Cecchettin (464mila).

Il coro "Pace, pace" intonato dalla platea dell’Ariston al rientro dal Tg1 - dedicato agli ultimi sviluppi sulla guerra in Medio Oriente - si trasforma nel tormentone social della finale, con 780mila interazioni.

I look più discussi sui social: Serena Brancale (115mila conversazioni), seguono Bambole di pezza (53mila) e Laura Pausini (29mila).

Sanremo 2026, la conferenza finale. Sal Da Vinci: "La vittoria di tutti quelli che, come me, vengono dal basso. Divido il mio premio con Geolier"

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