Sanremo 2026, la classifica provvisoria della prima serata: Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Masini. Le pagelle: Brancale 8, Sal Da Vinci travolge l’Ariston! Luchè 4: ma perchè?
La prima serata di Sanremo 2026, pronti a conoscere i nostri voti? Ecco le pagelle
Sanremo 2026, la classifica provvisoria della prima serata: Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Masini. Le pagelle: Brancale 8, Sal Da Vinci travolge l’Ariston! Luchè 4: ma perchè?
La prima serata di Sanremo 2026, pronti a conoscere i nostri voti? Ecco le pagelle
Sanremo 2026, la classifica provvisoria della prima serata: Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Masini. Le pagelle: Brancale 8, Sal Da Vinci travolge l’Ariston! Luchè 4: ma perchè?
La prima serata di Sanremo 2026, pronti a conoscere i nostri voti? Ecco le pagelle
La prima serata di Sanremo 2026 è dietro alle spalle e l’attesa per le pagelle è un cocktail esplosivo di hype: 30 Big hanno invaso l’Ariston, tra favoriti da quota fissa e outsider affamati, con testi che graffiano e melodie che, si spera, non si dimenticano all’alba.
I primi 5 per le Sale Stampa, dopo il voto, in ordine sparso:
Arisa, Ditonellapiaga, Fedez/Masini, Fulminacci, Serena Brancale
I nostri voti
OSPITI
Olly: voto 8
Riprende il filo da dove lo aveva lasciato, riaccendendo l’Ariston con un brano che è già parte della colonna sonora di tantissimi italiani. Giovane, ma 18 dischi di platino non sono un caso né un dettaglio
Tiziano Ferro: voto 8
Entra e accende il palco come un fiammifero: l’Ariston in delirio canta ogni singola nota, sala stampa pure: un’onda umana
I cantanti in gara
Ditonellapiaga: voto 7+
La prima scossa all’Ariston arriva già al nastro di partenza, con un pezzo che ha tutte le carte in regola per diventare un tormentone: attitudine da hit! Ma il testo è un cruciverba per esperti: ascolti una volta e pensi “bello!”, due volte e “aspetta, cos’ha detto?”
Michel Bravi: voto 6 –
Nonostante qualche titubanza iniziale, tipo da falsa partenza, cresce con l’incedere di un brano non di immediato arrivo, come un vino buono che ti conquista solo dopo il primo sorso? Vedremo, per ora giudizio sospeso
Sayf: voto 6.5
Un pezzo che sembra sbucare più dalla scuola romana che da quella genovese a cui il ragazzo si ispira. A suo agio nonostante la giovane età, come un giovane veterano sotto le luci: e al brano possiamo dire tutto sommato che sì, “tu mi piaci!”
Mara Sattei: voto 7 –
Brano tutto saliscendi, tutt’altro che facile da cantare, in teoria e in pratica, con registri da acrobata vocale etc etc etc Ok e quindi? Quindi Mara Sattei non arretra di un centimetro, lo scala.
Dargen D’amico: voto 6
Sbuca prima dalla scala, spoilerone, di legno vestito come un menestrello 2.0: classic Dargen, con stoccate vs l’AI e il mondo che gira al contrario. Classic Dargen, forse troppo? Niente guizzo? Vediamo…
Arisa: voto 6 1/2
Il voto resta sospeso in attesa del secondo ascolto, ma è la media tra la voce di Arisa, capace di trasformare in miele l’indecifrabile: da che universo è arrivato ‘sto brano? Essere o non essere…
Luchè: voto 4
Il brano sarebbe pure ben fatto: peccato che la performance l’abbia sfasciato come na barchetta travolta da un’onda dritta dritta verso gli scogli. Meglio tornare al porto sicuro del rap, prima di annegare? Voto 4, con salvagente…
Tommaso Paradiso: voto 6
Non una brutta canzone, ma nel primo ascolto non fa boom: funziona? Mah, sa di déjà-vu sanremese, tipo “già sentita da qualche parte”. Confusi e indecisi, voto 6 con punto interrogativo.
Elettra Lamborghini: voto 6
Pezzo furbo, cucito su misura per la sua “vocalità”: cita Carrà con piume, balletti e glitter, veleggiando dritto verso le dance floor italiane. Voto 6, però non ci incanti…
Patty Pravo: voto 6 –
Mettersi in gioco dall’alto dei suoi 120 milioni di dischi venduti senza aver nulla da dimostrare va premiato
Samurai Jay: voto 7
Salsa e tormentone road to estate 2026: dopo una pioggia di 6, arriva la scossa che sveglia un po’ l’Ariston dal torpore! Voto 7, pronto per radio e spiagge
Raf: voto 6 +
La canzone non è male, qualche piccola imprecisione ma vediamo se crescerà con le prossime serate
J-Ax: voto 6
J-Ax con banjo e violino, che si lancia in un country sull’Italia e sugli italiani: tranquilli, non avete sbagliato canale e non è un’allucinazione collettiva. È proprio l’Ariston, in modalità “ma davvero sta succedendo?”.
Fulminacci: voto 7 –
Brano delicatissimo: ti si appoggia addosso piano piano, senza fare la voce grossa
Levante: voto 7.5
Tra i brani più belli di questo Festival, e non per “effetto prima serata”: la canta con il cuore in mano e con quell’energia piena che l’Ariston pretende, senza chiedere scusa a nessuno. Di quelli che non fanno scena: fanno presa.
Fedez e Masini: voto 6+
La coppia funziona, l’incastro c’è e non si discute, ma quell’alchimia vista l’anno scorso con la cover di “Bella stronza” resta un picco difficile da replicare: qui si va bene… però non scatta la scintilla
Ermal Meta: voto 7.5
La canzone ha uno degli arrangiamenti più interessanti della serata: non si limita a “stare sotto” la voce, ma prende posizione, cambia pelle, ti sposta l’ascolto. Ed è anche una delle poche che si schiera davvero, senza girarci attorno: scelta coraggiosa, soprattutto su quel palco.
Serena Brancale: voto 8
Brano da brividi, interpretazione da brividi: di quelle esibizioni che ti fanno smettere di twittare per tre minuti e ricordare perché Sanremo, ogni tanto, sa ancora far venire la pelle d’oca.
Nayt: voto 6.5
Uno dei pochissimi rap a tutto tondo di questo Festival: niente maschere, niente “versione sanremese” addolcita. Porta sé stesso sul palco, senza se e senza ma
Malika Ayane: voto 7-
Inizio che spiazza, poi ti guarda come per dire “fidati” e parte in passerella: stile da vendere, personalità a pacchi, e quell’aria da “non mi devi capire subito, mi devi seguire”
Eddie Brock: voto 6
Brano sanremese nel senso più classico del termine, che non spicca. Ma per una prima volta può andare bene così
Sal Da Vinci: voto 8
Outsider che non ti aspetti (o forse sì…): l’Ariston esplode già prima che attacchi, come se il pubblico avesse letto il futuro. Il punto è che poi lo fa pure dopo, perché la canzone regge davvero: performer a tuto tondo
Enrico Nigiotti: voto 6.5
Portare un pezzo senza ritornello a Sanremo non è cosa da tutti. È una scelta coraggiosa, quasi controcorrente, perché qui di solito il ritornello è il biglietto da visita, mentre così ti giochi tutto su scrittura, interpretazione e tenuta emotiva fino all’ultima nota.
Tredici Pietro: voto 6 +
Canzone interessante, lui c’ha personalità e si vede: entra, tiene il palco, non chiede permesso. Però vocalmente è ancora un cantiere aperto: buona l’idea, buona l’attitudine, ma serve lavoro per farla brillare davvero
Chiello: voto 6+
Si diverte e si vede: arriva leggero, gioca col palco e porta un brano che non ti aspetti
Bambole di Pezza: voto 7
Ventata di rock in salsa ballad sanremese con quel pizzico di arrangiamento melozziano. Le ragazze si prendono il palco con forza e personalità. Vediamo se dopo questo sanremo qualcuno dirà ancora “ma queste chi sono”
Maria Antonietta & Colombre: voto 6.5
Un duo che ha personalità da vendere, e la canzone gli somiglia come un abito su misura. Non urlano, non strafanno: entrano nel mood sanremese con naturalezza e funzionano.
Francesco Renga: Voto 6
Vedremo se crescerà con le serate, sicuramente un brano che meritava quel palco
LDA e Aka7even: Voto 6.5
I due sono amici, si capiscono e si divertono! Il mix funziona
di Federico Arduini
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- Tag: musica, sanremo2026
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