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Sanremo powered by discografia: il motore che non si ferma

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Le case discografiche confermano il loro ruolo di “cuore pulsante” del modello Sanremo

Sanremo

Sanremo powered by discografia: il motore che non si ferma

Le case discografiche confermano il loro ruolo di “cuore pulsante” del modello Sanremo

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Sanremo powered by discografia: il motore che non si ferma

Le case discografiche confermano il loro ruolo di “cuore pulsante” del modello Sanremo

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Manca sempre meno al via della 76ª edizione del Festival di Sanremo, in programma dal 24 al 28 febbraio all’Ariston con Carlo Conti al timone. Tra polemiche politiche, dibattiti su scalette e scelte artistiche, si rischia di perdere di vista l’essenziale: Sanremo resta innanzitutto un evento musicale, capace di innescare dinamiche virtuose per l’intera industria italiana. Da qualche anno, infatti, la musica è sempre più al centro del Festival, così come il Festival lo è per l’ecosistema discografico, come conferma il nuovo Report FIMI 2026 sull’impatto economico e culturale della kermesse sul mercato.

Le case discografiche confermano il loro ruolo di “cuore pulsante” del modello sanremese: sono i principali investitori nella scoperta e nello sviluppo degli artisti, in un settore globale che ogni anno stanzia 7,5 miliardi di euro solo in A&R e marketing. Senza questi investimenti, come sottolinea il Report, non esisterebbe un ecosistema musicale in grado di generare valore culturale ed economico duraturo. Il Festival funge da catalizzatore per i consumi: la settimana successiva alla kermesse registra uno dei picchi annuali di ascolto, con un incremento del 154% rispetto al 2020, grazie alla capacità delle etichette di trasformare l’attenzione mediatica in consumi stabili di streaming e radio. In un mercato italiano che nel 2025 ha sfiorato i 100 miliardi di stream complessivi, le canzoni sanremesi hanno inciso per l’1,8% del totale, con il 65,5% in grado di entrare nella Top 100 Singoli dell’anno.

La longevità del repertorio è un altro indicatore chiave: negli ultimi quattro anni, i brani sanremesi sono rimasti in classifica in media oltre 18 settimane, frutto di strategie promozionali consolidate. Un tempo un risultato del genere sarebbe stato una chimera. Tra il 2015 e il 2025, i singoli presentati a Sanremo hanno superato complessivamente 24,5 milioni di copie certificate, tra 241 dischi di platino e 48 d’oro.

L’impatto si estende anche ai diritti connessi: nel 2025, i brani della kermesse hanno rappresentato il 4,6% dei passaggi radiofonici sulle principali emittenti italiane, dimostrando come il valore non sia effimero, ma sostenuto dalla circolazione continua delle opere grazie ai produttori.

Questi dati ribadiscono il ruolo strategico di Sanremo come piattaforma di innovazione e crescita economica per la musica italiana, anche nel 2026. Mentre il dibattito pubblico si infiamma su altri fronti, i numeri parlano chiaro: il Festival non è solo spettacolo, ma un’industria solida che premia investimenti e talenti, confermando la centralità delle etichette nel futuro della nostra musica.

di Federico Arduini

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