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title: Se Macbeth e Banco fumano sigarette elettroniche su una Bmw taroccata
description: "È tornata la Prima della Scala. L’opera verdiana è la più teatrale di sempre: la sua musica suggerisce spazi, luci e movimenti."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Scala.png
date: 2021-12-09
author: Fabio Torrembini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/se-macbeth-e-banco-fumano-sigarette-elettroniche-su-una-bmw-taroccata/
categories: [Spettacoli]
tags: [Teatro]
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# Se Macbeth e Banco fumano sigarette elettroniche su una Bmw taroccata

![Se Macbeth e Banco fumano sigarette elettroniche su una Bmw taroccata](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Scala.png)

Una Prima della Scala dove lo sforzo di adattare lo spettacolo al linguaggio della tv si è visto tutto. Solo che la tv è un'altra cosa e così si fa fatica ad arrivare fino alla fine. Teniamoci la Scala così com'è: una preziosa vetrina di un negozio sempre più vuoto

Finalmente è tornata la Prima della Scala a ricordarci quanto il teatro sia misterioso intreccio di mondanità, politica, arte e bellezza. **Non ameremo mai abbastanza questa vetrina glamour**, forse la più raffinata autorappresentazione di un Paese vista attraverso la ricercata eleganza di chi c’era o la malcelata frustrazione di chi, come noi, non ha mai potuto esserci. Non sempre, per altro, chi è presente si nota di più (vecchio dilemma).

Di sicuro Paganini-Mattarella non ripete, ma per la prima volta ne abbiamo avuto contezza prima della fine dell’esecuzione. Per il resto, è davvero degno di nota il titanico sforzo del regista Davide Livermore di **adattare lo spettacolo al linguaggio televisivo. **

Macbeth e Banco, fumando sigarette (elettroniche), corrono in auto (una Bmw taroccata) verso le streghe e l’opera si dipana a fatica fra mimi psicotici, videoproiezioni, microcamere posizionate su graticci e piani mobili. Non riusciamo ad arrivarci in fondo, in generale perché** la televisione è inconciliabile con questa forma di spettacolo live,** ma ancor più, nello specifico, perché l’opera verdiana è la più teatrale di sempre: la sua musica ha una regia dentro, suggerisce spazi, luci, movimenti; la sua unicità risiede principalmente in questo.

Voler incastonare nell’ordito verdiano ogni sorta di artificio tecnico è come voler miscelare acqua e olio: crea grave disagio. Per ciò che riguarda il cast, ci permettiamo di ricordare, forse soli, che un tempo **Anna Netrebko era uno splendido soprano lirico.** Insistere su certi ruoli drammatici – spingendo ossessivamente per cercare suono e colore, spezzando sovente le frasi per rifiatare – non porterà giovamento alcuno alla cantante russa.

Il teatro scaligero è impenitente complice di certe scelte così come degli ultimi titoli verdiani proposti a Sant’Ambrogio di cui si sarebbe fatto volentieri a meno. Teniamoci stretta la Scala, comunque, senza dimenticare che è una straordinaria vetrina di un negozio sempre più vuoto.

 

di *Fabio Torrembini*
