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title: Si canta per dire, parla Francesco Baccini
description: "Dalla censura dell'ultimo album-scandalo fino alla recente accusa di sessismo riservata a una delle sue canzoni più famose."
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date: 2023-05-12
author: Maria Francesca Troisi
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/si-canta-per-dire-parla-francesco-baccini/
categories: [Spettacoli]
tags: [Evidenza, il personaggio, Italia, musica]
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# Si canta per dire, parla Francesco Baccini

![Francesco Baccini](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/05/Evidenza-sito-33-15.png)

Dalla censura dell'ultimo album-scandalo fino alla recente accusa di sessismo riservata a una delle sue canzoni più famose, “Le donne di Modena”

«Piacere, Francesco Baccini. Uno dei più sottovalutati della musica italiana». Ci scherza su il cantautore di Genova, ma è un riso amaro che gli riporta alla bocca le lotte coi discografici, il Festival e gli ex amici, fino al destino rovesciato per quell’incidente al femore.** La fine di una carriera calcistica (al debutto nella Primavera della Sampdoria) che lascia spazio a un’altra storia, quella di un artista tra i più eclettici del panorama musicale italiano, che ha raggiunto ogni obiettivo pur remando ostinatamente in direzione contraria.** Dopo 35 anni di carriera non ha ancora smesso di sperimentare, concedendosi un vecchio desiderio, ossia un album dal titolo evocativo: “Archi e Frecce”. **Diciannove successi arrangiati in chiave minimale e classica, più due inediti interpretati col quartetto d’archi femminile dell’Alter Echo String Quartet.**

Una sorta di *best of* di fattura pregevole, sorprendente persino nella genesi. «Non volevo più fare album», anticipa nella chiacchierata. Ma la ‘colpevole’ visione dell’ultimo *tour* di Lucio Dalla – a base di archi, clarinetto e pianoforte – ha acceso l’idea. Essere *mainstream*? «Non m’interessa, questo è proprio il disco che volevo fare». Come non credergli, visti i precedenti con la casa discografica, mollata prima della scadenza del contratto. **«Volevano trasformare i miei lavori in altro, incasellandomi in qualcosa che non m’appartiene». Risultato? «Ho detto di no. I dischi si fanno se si ha qualcosa da dire»**. E pazienza se da trent’anni è relegato in un cono d’ombra dal quale fatica a uscire. Da quell’album-scandalo “Nomi e cognomi”, 600mila copie vendute. “Giulio Andreotti”, “Renato Curcio”, “Diego Armando Maradona”, “Radio Maria”: titoli che danno già l'idea. «Il disco? Eliminato perfino dal catalogo!». **Censura per censura, fino alla recente accusa di sessismo riservata a una delle sue canzoni più famose, “Le donne di Modena”. **

**«Rasentiamo il ridicolo con questo *politically correct*, immagino come se la passino i ****comici. Almeno capire il testo… Ma non badiamo più alla sostanza»** lamenta. «Forse è colpa della tecnologia. Se a 14 anni avessi avuto i *social* avrei fatto lo stesso». Anche il *tiktoker*? «Perché no. È rappresentativo del nostro tempo. **Pensare che da adolescente ascoltavo Beethoven, Chopin... Così nel disco mi sono divertito a mischiare i miei mondi musicali, che vanno dalla classica al *****blues* e al *rock*****: la mia doppia anima, intimista e ironica.** Sotto questo sole. E oltre». E con Paolo Belli, ex *partner in crime*, è ancora in contatto? «Non ci sentiamo da quell’estate!» spiazza. Una delusione che prova a camuffare. «Chiedete a lui perché. Io non ho mai litigato con nessuno. Dispiace, la franchezza la pago anche nei rapporti personali». Eppure è sempre beato fra le donne, non solo nell’ultima esperienza professionale. **«La verità? Sono un timido. Certo, ho avuto le mie storie, ma faccio in modo che l’iniziativa sia degli altri»**. Capitolo Sanremo? «Mai dire mai», ma i programmi sono altri. Dal docufilm in uscita su Amazon Prime, incentrato sulla figura di Luigi Tenco, al *biopic* in cui interpreta l’autore dell’inno di Mameli. Senza dimenticare i concerti, «il primo della serie il 16 maggio a Milano». 

Fronte tifo, la gioia per il Genoa che torna in serie A non ha eguali. Baccini rilancia anche il suo plauso sincero per lo scudetto del Napoli:** «Campionato spettacolare e titolo meritatissimo»**. Poi dritto alla chiosa piaciona: «Meglio le donne di Modena o le donne di Napoli? Senza dubbio le napoletane! In onore di mia nonna, cilentana e cresciuta a Torre del Greco. Per questo sono l’unico cantautore genovese che sorride: anch’io sono un po’ napoletano!».

Di *Maria Francesca Troisi*
