Skeye racconta l’estate sospesa di “Polaroid”: “La dedico ai sentimentali senza scampo”
Si chiama “Polaroid” il nuovo singolo di Skeye e già dal titolo mette a fuoco il cuore del brano: fermare un istante prima che svanisca
Skeye racconta l’estate sospesa di “Polaroid”: “La dedico ai sentimentali senza scampo”
Si chiama “Polaroid” il nuovo singolo di Skeye e già dal titolo mette a fuoco il cuore del brano: fermare un istante prima che svanisca
Skeye racconta l’estate sospesa di “Polaroid”: “La dedico ai sentimentali senza scampo”
Si chiama “Polaroid” il nuovo singolo di Skeye e già dal titolo mette a fuoco il cuore del brano: fermare un istante prima che svanisca
Si chiama “Polaroid” il nuovo singolo di Skeye e già dal titolo mette a fuoco il cuore del brano: fermare un istante prima che svanisca. È una canzone che racconta un amore estivo leggero solo in apparenza, nato da un incontro casuale e destinato a durare poco, ma abbastanza da lasciare un segno netto, come fanno certe immagini che restano addosso molto più del tempo in cui sono state vissute.
Skeye, cantautrice classe 2000 originaria di Castelforte, in provincia di Latina, oggi a Milano per portare avanti il proprio percorso artistico, costruisce con “Polaroid” un racconto di stagione che gioca sulla freschezza delle sonorità e su un immaginario emotivo fatto di notti brevi, idealizzazioni improvvise e legami intensi quanto fugaci. “Il singolo è uscito il 27 marzo, diciamo il racconto di una storia estiva. Un polaroid proprio perché la storia è come un’istantanea”, racconta. “Non tutte le storie estive poi si evolvono in qualcosa di più grande e quindi io ho cercato di fotografare quante più immagini possibili e di scriverle per condividerle”.

Nel brano c’è l’idea precisa di un sentimento che nasce in modo spontaneo, quasi inconsapevole, e solo dopo rivela il proprio peso: “Ho scritto questo brano di getto, senza pensarci troppo. All’inizio credevo di star mettendo insieme frasi e immagini senza senso, poi mi sono resa conto di star raccontando qualcosa che avevo vissuto davvero” ci spiega. E individua anche il punto esatto in cui la canzone smette di essere una suggestione per diventare confessione: “La frase ‘Tienimi in testa o sarò la tua croce’ è esattamente dove la canzone inizia a dire la verità. La dedico a tutti i sentimentali senza scampo, come me: un giorno avremo la nostra rivincita”.
Il fascino di “Polaroid” sta anche qui: nel provare a raccontare quegli amori estivi che sembrano piccoli, ma che in realtà entrano nel processo di formazione emotiva di una persona. Storie che magari si consumano in fretta, ma che servono anche a capire meglio chi si è, cosa si cerca e quanto si è disposti a credere a ciò che accade in un tempo sospeso come quello dell’estate. Prodotto da Marco Zangirolami e scritto con Danila Satragno, il brano anticipa la bella stagione non solo nel suono, ma anche nella sua atmosfera: leggera, luminosa, mobile, costruita attorno all’idea che tutto possa succedere, anche solo per una notte. È un immaginario che Skeye restituisce con naturalezza, dentro una scrittura che prova a tenere insieme immediatezza pop e un lato più introspettivo.
Studentessa del CPM Music Institute di Franco Mussida, SKEYE ha già collezionato esperienze importanti tra live e concorsi, arrivando in finale al Festival di SanNolo, al Videofestival Live e al Tour Music Fest. Tra i riconoscimenti più significativi c’è anche il Premio Lunezia 2025 nella sezione Nuove Proposte. Il suo progetto musicale si muove tra pop elettronico e sfumature indie-folk, con riferimenti che vanno da Bon Iver a Harry Styles, fino ai Queen. C’è poi un dettaglio personale che illumina anche la scelta del nome d’arte: “Il nome d’arte è la fusione di occhio e cielo, è una dedica a un fratello che mi guarda da lì”, racconta nell’intervista. Un’immagine intima e potente, che aggiunge profondità a una scrittura già orientata a tenere insieme fragilità, memoria e desiderio di trasformare i sentimenti in canzoni
di Federico Arduini
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- Tag: musica, spettacoli
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