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title: Solo dei versi possono, forse, raccontare
description: La tragedia avvenuta a Piacenza, che ha visto vittime quattro giovani, può essere raccontata solo dai versi di Giuseppe Ungaretti.
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date: 2022-01-13
author: Fabio Torrembini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/solo-dei-versi-possono-forse-raccontare/
categories: [Spettacoli]
tags: [cronaca, Italia]
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# Solo dei versi possono, forse, raccontare

![Solo dei versi possono, forse, raccontare](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Piacenza.png)

La tragedia avvenuta a Piacenza, che ha visto vittime quattro giovani, può essere raccontata solo dai versi di Giuseppe Ungaretti.

**Piacenza è una città pietrificata nel dolore.** **L’insondabile dio della vita e della morte si è preso quattro giovani ragazzi nel modo più inspiegabile**, quasi senza colpe, mentre la «limpida meraviglia» e il «delirante fermento» della giovinezza li avevano spinti lì, dopo una festa di compleanno e in una notte di nebbia fitta, sulle rive di quella Trebbia dall’azzurro di tenebra cantata da Giorgio Caproni. Ventenni di una bellezza acerba e fragile come di una speranza bambina.

**Sono stati rinvenuti senza vita da un passante, intrappolati fra le lamiere contorte dell’auto.** **E forse solo i versi del nostro più grande poeta del Novecento riescono a squarciare il muro del dolore.** Nella poesia “Gridasti, soffoco” dedicata al figlio morto, **Giuseppe Ungaretti** riesce quasi a invertire positivamente il senso di un destino «… Non sono mai stato / tanto / attaccato alla vita». Avverte quasi il senso di colpa e il rimorso di un’odiosa vecchiaia usurpatrice degli anni del giovane Antonietto («…Sconto, sopravvivendoti, l’orrore / degli anni che t’usurpo, / e che ai tuoi anni aggiungo, / demente di rimorso»), ma trova una stupefacente forza interiore in grado di trasfigurare in bene la disperazione: «poi nella cassa ti verranno a chiudere / per sempre. No, per sempre / sei animo della mia anima, e la liberi. / Ora meglio la liberi / che non sapesse il tuo sorriso vivo: / provala ancora, accrescile la forza, / se vuoi – sino a te, caro! – che m’innalzi / dove il vivere è calma, è senza morte».

di *Fabio Torrembini*
