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title: "Springsteen e il suo popolo: San Siro è di nuovo suo"
description: Assistere a un concerto di Bruce Springsteen è come entrare nella parte più proibita del tempio. Eravamo a San Siro, ecco com’è andata
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date: 2025-06-30
modified: 2025-07-01
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/springsteen-e-il-suo-popolo-san-siro-e-di-nuovo-suo/
categories: [Spettacoli]
tags: [concerti, musica]
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# Springsteen e il suo popolo: San Siro è di nuovo suo

![Springsteen San Siro](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/UNA-FOTO-271-1024x639.jpg)

Assistere a un concerto di Bruce Springsteen è come entrare nella parte più proibita del tempio. Eravamo a San Siro, ecco com’è andata

**Assistere a un concerto di Bruce Springsteen è come entrare nella parte più proibita del tempio, è come esser ai piedi dell’altare del rock**, mentre il Boss celebra la messa in un rito collettivo di migliaia di cuori che si rinnova con nuova forza, un nuovo fuoco, ogni volta. **Quasi tre ore di musica, quasi 30 canzoni, in uno show che non lascia fuori nessun messaggio, che si espone solo come il Boss sa far**e: senza filtri, senza calcoli, con l’anima in mano,** tra un messaggio per il suo Paese e una frecciata a Trump.**

**La E Street Band al gran completo con anche la sei corde di Little Steven** – operato pochi giorni fa per un’appendicite ma stoicamente sul palco a rockeggiare – ha dimostrato una volta di più di essere come il vino buono:** forza dirompente e cristallina, nella compattezza e nella bellezza del saper suonare assieme, del capirsi a uno sguardo, dell’aver camminato assieme, fianco a fianco, per decenni. **Ogni nota è stata un frammento di storia condivisa, ogni assolo un tassello di memoria viva.

**Un San Siro pieno fino all’ultimo posto si è commosso su *The River*, ha ballato su *Born to Run*, ha urlato con le vene in gola ogni parola di *Badlands*, ha trasformato *Dancing in the Dark* in una liberazione collettiva**. Il pubblico non era solo spettatore: era parte integrante del racconto, un enorme coro che ha accompagnato Bruce dall’inizio alla fine, con la stessa energia di quella prima volta, il 21 giugno del 1985, **quando Milano lo accolse per la prima volta e non lo lasciò più andare. Si è più volte rischiato di rompere il muro del suono...**

**E poi, la chiusura. Una canzone che è tutto tranne che una scelta casuale: *This Land Is Your Land* di Woody Guthrie.** Un inno alla terra, alla giustizia, all’uguaglianza, che risuona da decenni ma che oggi, in questo mondo spezzato e frammentato, suona più urgente che mai. Bruce non si nasconde. Non lo ha mai fatto. **E anche stavolta, sul finale, ha voluto ricordare a tutti che il rock è anche una voce.** E che quella voce può – e deve – dire qualcosa.

La scaletta ha miscelato sapientemente classici intramontabili e brani meno prevedibili - [nei giorni in cui è uscito il suo ultimo cofanetto "Tracks II", contenente interi album interi inediti e altre perle](https://laragione.eu/life/spettacoli/springsteen-2/)- , mantenendo vivo il cuore del rock **ma lasciando spazio anche alla riflessione**. Un concerto che è stato più di un’esibizione: è stato un atto d’amore, un richiamo alle radici, una promessa mantenuta.

**Bruce Springsteen non è solo un artista: è un rituale. **E ogni volta che sale su quel palco, ci ricorda che il rock non è solo musica. **È fede, è sudore, è vita.**

di *Federico Arduini*
