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title: Stonatura lirico-sinfonica
description: Fare cultura non è spendere soldi. È istruttiva e paradigmatica la lettura della legge finanziaria al Titolo VIII.
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date: 2021-11-12
author: Fabio Torrembini
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categories: [Spettacoli]
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# Stonatura lirico-sinfonica

![Stonatura lirico-sinfonica](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/La-legge-finanziaria-al-Titolo-VIII.png)

Fare cultura non è spendere soldi. È istruttiva e paradigmatica la lettura della legge finanziaria al Titolo VIII (cultura, turismo, informazione e innovazione).

È molto istruttiva e, in un certo senso, paradigmatica **la lettura della legge finanziaria al Titolo VIII** (cultura, turismo, informazione e innovazione). Fatte le debite proporzioni, potremmo paragonare le nostre 14 fondazioni lirico-sinfoniche a tante piccole **Alitalia** (almeno lì si volava…). Alla fine dell’esercizio 2019, il debito complessivo ammontava a 140 milioni di euro circa, un buco colossale accumulato in quasi trent’anni anni di **malagestione**. Bene, all’art. 109 si istituisce un fondo complessivo di 150 milioni di euro per i prossimi 2 anni allo scopo di estinguere il debito.

Da osservare che già il settore musicale, dove le fondazioni fanno la parte del leone, risucchia quasi il 50% del **Fus** (**Fondo unico per lo spettacolo**); per di più (ne parlammo nel giugno scorso) negli ultimi due anni i teatri d’opera sono stati super finanziati con il mantenimento della quota Fus, erogazioni straordinarie e anche attraverso strumenti perlomeno discutibili come il **Fis** (cassa integrazione) per i dipendenti/artisti.

Il tutto a fronte del venir meno della maggior fonte di costo: gli spettacoli dal vivo, le produzioni operistiche. **Nardella** gongola, il suo “**Maggio musicale fiorentino**” aveva raggiunto i 40 milioni di perdita. «Era da 30 anni che attendevamo una operazione strutturale e complessiva come questa, ringrazio il governo **Draghi** e il ministro **Franceschini** per aver avuto il coraggio e la lungimiranza di approvare una misura di questa portata.

Tutte le città che hanno teatri potranno estinguere il vizio originale che in questi anni ha pesato moltissimo sulla capacità produttiva e artistica». Mi scusi sindaco, ma da dove nasce questo vizio originale? Quali sono i problemi strutturali e gestionali che hanno generato questo debito? Quale vuole essere la funzione e il ruolo delle fondazioni nel territorio? Capacità produttiva e artistica per fare che cosa e come? Che ce ne facciamo della minaccia di commissariamento? Sa quanti ce ne sono stati in passato?

Non apriamo un tavolo, per carità – se consideriamo le colpe nessuno, forse, potrà sussistere – ma qualche giustificazione al contribuente la dovete, non le pare? Mi spiace infine per i travasi di bile, ma che dire dell’art. 108? Il bonus cultura per i diciottenni (con Isee non oltre i 25mila euro) diventa strutturale con una dotazione annua di 230 milioni. Soldi letteralmente buttati! Il ministro Franceschini, come un **Remo Gaspari** qualsiasi, festeggia. Ma una politica culturale illuminata non è solo una questione di soldi.

 

di *Fabio Torrembini*
