Stranger Things e il “Conformity gate”: la teoria virale del falso finale
Può una serie finire davvero, se i suoi fan non lo accettano? Forse no, soprattutto quando si chiama Stranger Things
Stranger Things e il “Conformity gate”: la teoria virale del falso finale
Può una serie finire davvero, se i suoi fan non lo accettano? Forse no, soprattutto quando si chiama Stranger Things
Stranger Things e il “Conformity gate”: la teoria virale del falso finale
Può una serie finire davvero, se i suoi fan non lo accettano? Forse no, soprattutto quando si chiama Stranger Things
Può una serie finire davvero, se i suoi fan non lo accettano? Forse no, soprattutto quando si chiama Stranger Things. Negli ultimi giorni, la rete è stata invasa da una teoria tanto assurda quanto affascinante: secondo alcuni appassionati, l’ultima puntata della quinta stagione – quella andata in onda il giorno di Capodanno su Netflix – non sarebbe affatto l’ultima. O meglio, sarebbe una grande illusione, un inganno orchestrato da Vecna non solo ai danni dei protagonisti, ma anche degli spettatori.
Sui social la chiamano “Conformity Gate”: un nome che sembra uscito da un laboratorio narrativo di Hawkins. L’idea alla base è semplice e geniale insieme: il Sottosopra avrebbe finalmente varcato lo schermo. Vecna, mostro interdimensionale interpretato da Jamie Campbell Bower, avrebbe esteso il suo controllo alla percezione dei personaggi e quindi del pubblico, trasformando il finale in una realtà distorta, un’enorme farsa. Il risultato? Il confine tra finzione e spettatore si sfuma, come se anche noi fossimo finiti nella sua trappola mentale.
Gli indizi, dicono i fan, sarebbero numerosi. Qua solo alcuni dell’elenco in costante aggiornamento sulla rete:
• Il quadrante che cambia colore nella scena della stazione radio: segno di una realtà instabile, tipico delle illusioni di Vecna.
• Tagli di capelli e pose “alla Henry Creel”: echi visivi che farebbero pensare a un contagio latente.
• Il dado di Dungeons & Dragons con il numero 7, legato al 7 gennaio, data in cui — a detta di molti — potrebbe uscire a sorpresa un episodio segreto.
• La scritta “X A LIE” sui libri, letta come “Dimensione X è una bugia”.
• E ancora: Mike che sviene dopo l’attacco di Vecna, possibile punto di rottura tra realtà e sogno; le toghe arancioni del diploma, interpretate come emblema di prigionia nella mente del mostro.
Su TikTok e Reddit la caccia agli indizi è diventata febbrile. Alcuni utenti hanno perfino contattato i cinema americani che avevano proiettato l’ultimo episodio, chiedendo se fosse prevista una misteriosa “nona puntata”. Altri assicurano che digitando “fake ending” su Netflix appaia proprio Stranger Things, suggerendo che la piattaforma stia giocando con il pubblico.
Probabilmente si tratta solo di un cocktail di marketing virale, algoritmi impazziti e desiderio collettivo di stupirsi ancora, smossi da l’incapacità di accettare che come ogni cosa, anche questa serie ha una fine.
Ma il punto non è stabilire se la teoria sia vera piuttosto, capire cosa rivela. Stranger Things è nata come omaggio alla fantasia pop degli anni ’80, ai miti di Stephen King, e oggi sembra aver varcato l’ultima soglia: quella tra immaginazione e realtà. E allora, chissà: se entro le 2.00 dell’8 gennaio dovesse comparire un nuovo episodio, nessuno se ne stupirebbe davvero. Nel Sottosopra, dopotutto, la storia non finisce mai.
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- Tag: Cinema, spettacoli
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